I Verdi dell'Alto Adige diffidano Santoro e il suo movimento per le europee: ''Il simbolo è confondibile col nostro''. La replica: ''Sulla colomba non c'è esclusività''
Michele Santoro sta raccogliendo le firme per poter far partecipare ''Pace, terra, dignità'' alle prossime europee ma i Verdi dell'Alto Adige lo hanno diffidato ad usare il simbolo con la colomba: ''Prima di inviare la diffida, ho parlato personalmente con Santoro, ma non c'è stata da parte sua la giusta comprensione del problema''

BOLZANO. E' battaglia (legale) sulla colomba della pace. Il simbolo scelto da Michele Santoro come 'vessillo' del suo nuovo movimento dal nome 'Pace, terra, dignità’, da poco ufficializzato in vista delle prossime elezioni europee è infatti una colomba bianca con in bocca un rametto di ulivo che, inevitabilmente, richiama la colomba bianca depositata quasi 40 anni fa dai Verdi Grüne Vërc dell'Alto Adige. Risultato: il partito verde ha deciso di diffidare l'ex presentatore televisivo.
La somiglianza dei simboli potrebbe essere tale da ipotizzare la violazione della normativa in materia di tutela dei simboli elettorali. Tolta la colomba, infatti, c'è anche la composizione di tre parole che rende ancor più impattante la somiglianza.
Secondo i due portavoce del partito, Elide Mussner e Luca Bertolini, sarebbero chiaramente violate le disposizioni del decreto 361 del 1957, la legge che regola l'utilizzo dei simboli elettorali per le elezioni, comprese quelle europee. In particolare l'articolo 14 vieta espressamente l'utilizzo di simboli identici o confondibili con quelli utilizzati in precedenza da altri partiti.
Per i Verdi altoatesini, lo stemma rappresenta la storia del loro partito fin dai tempi di Alexander Langer, storico leader ecologista. Il co-portavoce, intervistato da Repubblica, ha voluto precisare: "Prima di inviare la diffida, ho parlato personalmente con Santoro, ma non c'è stata da parte sua la giusta comprensione del problema".
E nella diffida si legge: ''Tanto premesso, con la presente Vi invito a non utilizzare il contrassegno da Voi fino ad ora utilizzato – né per raccolte di firme, né per una successiva partecipazione a elezioni a qualsiasi livello – in quanto evidentemente confondibile con il simbolo storicamente utilizzato da i Verdi-Grüne-Verc in precedenti elezioni. Impregiudicata ogni altra ed ulteriore azione, il partito Verdi-Grüne-Verc si riserva di proporre formale opposizione a ogni deposito presso il Ministero dell’interno di un simbolo graficamente confondibile con quello dal partito fino ad ora utilizzato''.
Questa la risposta pubblicata dal legale di Michele Santoro: ''Nel caso di specie sussistono all’evidenza delle apprezzabili differenze tra i due simboli sia per quanto riguarda la rappresentazione grafica, che le indicazioni ivi riportate, tali da escludere qualsivoglia rischio di confondibilità dei simboli. Il simbolo dei suoi assistiti è rappresentato da una colomba della pace bianca (peraltro molto simile alla nota colomba di Picasso) su fondo verde contornata dalla scritta “VERDI GRÜNE VËRC” con un fiore (o sole) di color giallo posto in alto con la scritta “European Greens” mentre il simbolo della lista “Pace Terra e Dignità” è rappresentato da un “Cerchio di colore rosso tizianesco, recante al suo interno: – al centro, bozzetto di colomba di color bianco che porta sul becco ramo d’ulivo di color verde. – in basso, scritta di color bianco “PACE TERRA DIGNITÀ” in carattere stampatello maiuscolo''.
''L’unico elemento che, in qualche modo, possa definirsi “simile” - prosegue la replica alla diffida - è la rappresentazione di una colomba (della quale evidentemente la sua assistita non può pretendere l’esclusività) ma – a ben vedere – si tratta di una rappresentazione grafica della stessa assolutamente diversa per foggia e tratti. In un caso abbiamo una rappresentazione realistica della colomba (simile, come detto, alla “colomba della pace” di Picasso) nell’altro una colomba stilizzata o meglio “sagomata” con un rametto di ulivo nel becco. Totalmente differenti gli altri elementi distintivi e descrittivi dei due simboli che già per questo li rende assolutamente non confondibili''.
Poi la conclusione: ''Il mio assistito si rammarica, peraltro, della circostanza che tale diffida provenga da un’area politica che dovrebbe essere vicina ai valori e al pensiero della Lista “Pace Terra e Dignità” che, invece, di collaborare con partiti o liste vicine ne contrasta – con richieste illegittime – l’attività politica. In conclusione e alla luce di quanto esposto la invito a far desistere la sua assistita dal porre in essere condotte che possano pregiudicare il percorso politico della lista “Pace Terra e Dignità”''.














