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Trento
30 aprile | 06:01

"Non spengo nulla", i velox in Trentino restano attivi. Oss Emer: "E' un discorso di sicurezza stradale". A Trento: "Non ci basiamo su sentenze di casi singoli"

Il Bellunese in via precauzionale spegne i velox dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il Trentino invece non arretra. Il comandante della polizia locale del capoluogo: "In passato le sentenze hanno dato ragione al Comune". Il sindaco di Pergine: "I sistemi attivi, non è per fare cassa ma per la sicurezza stradale: troppi automobilisti corrono sulla statale"

TRENTO. "Non spengo nulla". Queste le parole di Roberto Oss Emer. Il sindaco di Pergine non intende, almeno per il momento, disattivare i velox sulla Valsugana. "C'è qualche ricorso ma i sistemi restano in funzione fino a quando non ci verrà detto di procedere diversamente. Il discorso riguarda la sicurezza stradale: in troppi corrono sulla statale". E per ora anche a Trento si tiene la barra dritta. "Ci sono alcune riflessioni - dice Alberto Adami, comandante della polizia locale del capoluogo - ma aspettiamo il dispositivo ministeriale".

 

Sono tante le incertezze dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso del Comune di Treviso contro un automobilista multato per eccesso di velocità. La Suprema Corte ha dato ragione al cittadino perché, in estrema sintesi, il velox in questione non era omologato ma solo autorizzato. 

 

Anche in Trentino, come ha spiegato a il Dolomiti il comandate della polizia locale di Trento Alberto Adami, gli apparecchi per la rivelazione della velocità sono, infatti, praticamente tutti ''autorizzati'' ma non ''omologati'' perché di fatto ''non esiste una procedura per l'omologazione''.

 

La questione è più delicata di quanto possa sembrare e la decisione della Cassazione potrebbe portare a una cascata di ricorsi e controricorsi. Le amministrazioni dei Comuni invocano un intervento rapido del legislatore per un chiarimento rispetto alla riforma del codice della strada fortemente voluta nel 2020 dal ministro Matteo Salvini.

 

Ma intanto moltissimi Comuni hanno deciso di spegnere autovelox e telelaser sul territorio. Nel Bellunese ci si è mossi in questa direzione. Da Belluno a Feltre, ma anche le amministrazioni di Sedico, CencenigheSan Tomaso e Val di Zoldo si sono orientate, per esempio, sulla sospensione degli apparecchi.

 

"Fino a quando non verrà fatta chiarezza - le parole di Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo sul tema dell'omologazione/approvazione degli strumenti di controllo velocità. E' bene chiarire e spiegare le motivazioni, visto che l'ordinanza arriva a ridosso della stagione estiva dove il traffico, in particolare delle moto, diventa particolarmente intenso nelle strade di montagna''.

 

Nessun cambiamento sulla statale 47 della Valsugana. Lì inoltre solo l'anno scorso è stato aggiunto un velox in direzione Trento. "Restano attivi", ribadisce Oss Emer. "I dispositivi non sono per fare cassa ma il problema è la sicurezza stradale". Il limite è di 90 chilometri orari ma, secondo le stime dell'amministrazione, viene oltrepassato un po' troppe volte. 

 

"Il velox è un deterrente", aggiunge il sindaco di Pergine. "Negli anni abbiamo rilevato che verso Padova circa 3% delle auto supera il limite. In direzione Trento invece si sale al 30% con vetture che arrivano anche a 120 o 140 chilometri orari. Non è bastato l'intervento sulla struttura o la corsia di accelerazione: c'è un problema di velocità sostenuta".

 

Un discorso simile a Trento. Attualmente i sistemi sono in funzione. Non ci sono diverse scelte o indicazioni politiche. "Noi seguiamo le direttive ministeriali che si esprimono già per l'equiparazione tra approvazione e omologazione", evidenzia il comandante della polizia locale del capoluogo. "Non ci affidiamo a sentenze su casi singoli".

 

In Trentino quindi non sembrano esserci arretramenti rispetto alla scelta di Bellunese presa in via precauzionale. "In passato ci sono stati alcuni ricorsi proprio sull'omologazione e le sentenze hanno rigettato tutto. Ci sono le verifiche del caso ma aspettiamo il dispositivo ministeriale che dovrebbe chiarire ancora una volta la materia. E' attesa un'indicazione per i prossimi giorni", conclude Adami.

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