Troppi ricorsi, il commissario prefettizio chiede i danni al Comitato anti variante. Zanella: "E' Sconcertante. Faremo un'interrogazione a Piantedosi"
La richiesta di danni è stata quantificata in 70mila euro. Il Comitato: "Sempre agito nel rispetto delle leggi. Vogliamo tutelare il territorio e la sicurezza per chi transiterà sul ponte su Ru Secco. Si tratta di uno scempio". Zanoni (Pd): "Si tratta di un’azione che ha il sapore dell’intimidazione su chi sceglie di esercitare il diritto di espressione in una democrazia libera"

SAN VITO DI CADORE. Il commissario prefettizio di San Vito di Cadore denuncia e chiede 70mila euro di danni al Comitato di cittadini che si batte contro la variante di San Vito.
Il motivo? In una nota nota dell'avvocato del comune bellunese si ipotizza un "abuso di tutela" da parte dei cittadini, cioè "la reiterazione delle domande e degli argomenti posti a sostegno delle stesse, soprattutto in presenza di sentenze e provvedimenti giudiziari che già si sono espressi contro le dette posizioni di diritto; la segmentazione delle domande ha il chiaro scopo di ottenere una qualche risposta positiva da parte dell'Autorità Giudiziaria competente, ma al tempo stesso determina un aggravio di costi considerevole per il comune di San Vito".
E, tra le motivazioni addotte, viene altresì ipotizzato anche "un danno di immagine per il paese, causato proprio da questa sequela di proteste".
Insomma alla base della decisione assunta dal comune, retto dal viceprefetto di Belluno Antonio Russo, che in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi, ha quantificato il danno in 70mila euro, c'è l'eccessivo numero di ricorsi presentati contro la realizzazione di una variante stradale che fa discutere ormai da molti anni.
L'opera avrebbe dovuto essere completata entro l'inizio dei Mondiali di sci che si sono svolti nel 2021 a Cortina, ma è rimasta incompiuta. I lavori sono stati "riesumati" nel 2023, quando però i finanziamenti ad Anas erano scaduti e, allora, si è deciso di "agganciarli" al "gran carro" delle Olimpiadi 2026.
La variante prevede la realizzazione di una strada di 2,3 chilometri e di un ponte su Ru Secco: il Comitato si oppone strenuamente alla realizzazione dell'opera ricordando quanto accaduto nel 2015, quando un'esondazione invase il centro del paese, causando anche tre vittime.
"E' vero che le richieste di sospensiva non ci sono state concesse, ma se i ricorsi sono stati trattati evidentemente erano ammissibili - ha sottolineato Antonio Menegus, rappresentante del Comitato, durante una conferenza stampa - e, conseguentemente era facoltà degli Enti non costituirsi in giudizio, come ad esempio ha fatto la provincia di Belluno. Abbiamo sempre agito nel rispetto della legge. Vogliamo tutelare il territorio e la sicurezza per chi transiterà sul ponte su Ru Secco. Si tratta di uno scempio".
Menegus ha rievocato gli avvenimenti del 2015, ma anche ricordato che nel 2020 l'Autorità di bacino aveva evidenziato delle problematiche che un'eventuale colata detritica avrebbe avuto sul tratto del tracciato insistente sul conoide del Ru Secco e che, nel 2023, il commissario prefettizio , riconoscendo la pericolosità di una possibile colata (con ordinanza del 30 agosto 2023) ha disposto di spostare il mercato in un'altra zona.
"Le problematiche idrauliche esistono e spostare la strada di attraversamento di San Vito di Cadore più giù, con il ponte, potrebbe causare altri rischi".
La vicenda adesso ha assunto anche connotati "politici" con la capogruppo alla Camera di Alleanza Verdi Sinistra, Luana Zanella, che ha diffuso una durissima nota, annunciando anche un'interrogazione al Ministro dell'interno Piantedosi.
"E' sconcertante quanto sta accadendo ad un comitato cittadino di San Vito di Cadore - si legge nel comunicato -, a cui il Commissario prefettizio Antonio Russo chiede i danni per il numero eccessivo di ricorsi contro una variante stradale che avrebbe dovuto essere pronta per il Mondiale di sci del 2021, abbandonata e ora riesumata in vista delle Olimpiadi invernali. Variante che naturalmente invade le montagne bellunesi: il Comitato ha dunque questa ‘colpa’, difendere quelle splendide vallate. La richiesta di risarcimento danni di 70mila euro è un insulto alla democrazia: non si è mai sentito che una istituzione adisse le vie legali contro un onesto Comitato di persone che non hanno commesso alcun reato: a meno di non considerare reato il dissenso, e questo pare proprio sia il caso di San Vito di Cadore dove, forse, il solerte funzionario Russo approfitta di un clima intollerante verso le contestazioni. Presenteremo una interrogazione a Piantedosi che sicuramente vorrà difendere il diritto dei territori a dire la loro”.
Di stesso tenore il commento del consigliere regionale veneto del Partito Democratico, Andrea Zanoni.
“È preoccupante e a dir poco grottesca la richiesta di risarcimento avanzata dal commissario prefettizio del Comune di San Vito di Cadore nei confronti dei cittadini appartenenti al Comitato contro la variante - tuona Zanoni -. Si tratta di un’azione che ha il sapore dell’intimidazione su chi sceglie di esercitare il diritto di espressione in una democrazia libera. Questi cittadini hanno fondato i loro ricorsi su elementi più che legittimi, legati al rischio idrogeologico che la variante stradale può generare. Dunque con un intento che è quello della tutela e non doloso, come sostiene il commissario, avanzando persino l’ipotesi di un danno d’immagine. Siamo davvero all’assurdo. Mi auguro che questa vicenda si concluda nel segno del buon senso e rivolgo pieno sostegno al Comitato cittadino”.


















