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Trento
07 maggio | 15:29

Una fusione a quattro per costituire il comune di Madonna di Campiglio. La proposta di Massimeno per unirsi a Pinzolo, Giustino e Carisolo

Il progetto parte dalla minoranza del consiglio del comune più piccolo del Trentino. "E, se qualcuno non ci sta, pensiamo anche ad una fusione tra due o tre realtà. E' il momento per iniziare a parlarne concretamente". Ad avere l'ultima parola sarebbero comunque i cittadini che verrebbero chiamati ad un referendum consultivo

 

MASSIMENO. La mozione verrà discussa in consiglio a Massimeno, il comune più piccolo del Trentino per numero d'abitanti (138 secondo l'ultima rilevazione del 2024), entro la fine del mese maggio.

 

La proposta lanciata dai consiglieri di minoranza Alessandro Giacomini, Ramon Beltrami, Cristian Polli e Marcello Zanin è quella di fondere i comuni di Massimeno, Pinzolo, Giustino e Carisolo in un'unica realtà amministrativa che verrebbe denominata Madonna di Campiglio.

 

Insomma, un maxi comune di circa 5mila abitanti che unirebbe tutte i nuclei dell'Alta Val Rendena.

 

Trattasi di fantapolitica o quello che è a tutti gli effetti un progetto, partito dal comune più piccolo della nostra provincia, è realizzabile?

 

"E' venuto il momento d'iniziare a parlarne in maniera concreta - spiega Giacomini - perché non ha senso che esistano quattro realtà amministrative di medio - piccole dimensioni nell'arco di pochi chilometri, quando si potrebbero unire le forze con enormi vantaggi per ognuna delle comunità. I pro? Tantissimi: verrebbero ridotti i costi gestionali e le imposte per i residenti, il nuovo comune unico avrebbe particolari incentivi e contributi da parte della Provincia e della Regione e, ovviamente, una fusione porterebbe la nuova realtà ad avere un maggior peso specifico, politico e amministrativo, sia all'interno della comunità di valle, sia nel panorama provinciale".

 

Nell'ultimo decennio in Trentino sono state numerose le fusioni tra comuni e gli accorpamenti sono supportati e hanno l'approvazione del Consorzio dei comuni, il cui presidente è Paride Gianmoena, primo cittadino di Ville di Fiemme, nato nel 2020 dalla fusione di Carano, Daiano e Varena, mentre il "vice" è Michele Cereghini, primo cittadino proprio di Pinzolo, una delle quattro realtà che potrebbero essere interessate dal progetto partito da Massimeno.

 

"Mi auguro - prosegue Giacomini, che è anche consigliere della comunità di valle - che anche le altre tre amministrazioni comunali recepiscano l'input e inizino a parlarne. L'ideale sarebbe unire i quattro comuni ma, se qualcuno non fosse d'accordo, il progetto di fusione sarebbe vincente anche a due o a tre. Realtà piccolissime come quella di Massimeno non hanno più senso d'esistere: la denominazione del nuovo comune in Madonna di Campiglio, come abbiamo scritto nella mozione, permetterebbe di valorizzare in maniera incredibile il brand di quella che, ad oggi, è una piccola frazione del comune di Pinzolo. Massimeno ha bisogno di questa fusione: da anni lo sviluppo economico e turistico sono in oggettiva sofferenza, i servizi primari sono ridotti al minimo, così come il personale amministrativo, senza dimenticare che - in questo momento - di fronte agli elevati costi delle varie utenze domestiche, acqua, rifiuti e depurazione è in atto la disobbedienza civile da parte di alcune famiglie, che non hanno corrisposto e non corrisponderanno l'onere economico per la tariffa idrica. La stessa è più cara del Trento in rapporto alla disponibilità della risorsa".

 

Dunque la fusione auspicata e "spinta" da Massimeno approderà a breve in consiglio comunale (con richiesta di risposta entro il 30 settembre) e, intanto, inevitabilmente, se ne parlerà anche a Giustino (740 abitanti), Pinzolo (3.039) e Carisolo (921). Il nuovo comune, in caso di fusione tra tutte e quattro le realtà, andrebbe dunque a contare quasi 5mila abitanti.

 

Ma quale sarebbe l'iter da seguire in caso di approvazione da parte di almeno due consigli comunali? A quel punto servirebbe l'ok della Provincia e poi la parola passerebbe ai cittadini che sarebbero chiamati alle urne per esprimersi tramite referendum consultivo. In caso di esito positivo il via libera definitivo arriverebbe successivamente da piazza Dante.

 

Dal 2010 ad oggi sono state approvate 29 fusioni sul territorio provinciale, con 57 comuni soppressi. Tra le nuove realtà istituite la più grande, per numero di abitati (dati aggiornati al primo gennaio 2024) è quella del comune di Predaia (6-903 abitati), seguito da Ledro (5.395), Vallelaghi (5.256), Altopiano della Vigolana (5.116), Primiero San Martino di Castrozza (4.983) e Ville d'Anaunia (4.672).

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