Bordignon e Sarra (Prima Trento) attaccano Piccoli: "De Gasperi citato a sproposito". La replica: "Manderò loro un libro. Non hanno letto nulla"
"Leggo le dichiarazioni di due esponenti del Patt - Prima Trento - scrive il presidente del Consiglio comunale -, che mi attaccano perché ho richiamato i valori degasperiani, come se non ci fosse coerenza nel militare al centro facendo parte della coalizione di centro sinistra. Mi domando se abbiano letto qualche cosa di De Gasperi, dal momento che è nota la sua affermazione che il suo era "un partito di centro che guarda a sinistra, non al contrario, un partito di centro che guarda a destra"

TRENTO. Una lezione di storia e l'invito - implicito - a leggere e documentarsi prima di parlare di argomenti importanti.
Paolo Piccoli, presidente del Consiglio comunale di Trento nell'ultima legislatura e ricandidato tra le fila di Campobase, partito al quale ha aderito sin dalla sua fondazione, rispedisce al mittente le critiche avanzategli da Sandro Bordignon e Mauro Sarra, candidati con la lista Prima Trento, che hanno criticato la sua scelta di registrare un filmato elettorale in piazza Venezia, davanti al monumento intitolato ad Alcide De Gasperi.
Assieme a Lorenzo Andreatta, l'ex "Camerlengo" comunale e anch'egli candidato con Campobase (con cui ha fatto "accoppiata"), Piccoli ha girato un breve "reel" proprio davanti al monumento dedicato allo statista.
Il richiamo ad Alcide De Gasperi è stato rapido (si è parlato di più di un possibile parcheggio interrato sotto piazza Venezia), ma tanto è bastato per scatenare la reazione di Bordignon (che ha provato sia nel 2020 che nel 2015 ad entrare in Comune, prima con la Civica Trentina e poi con Agire, con cui alle ultime elezioni ha raccolto 70 voti) e Sarra che hanno parlato di Campobase come partito di centro che appoggia sistematicamente "la sinistra estrema rappresentata da Franco Ianeselli", sottolineando come molti - in questo caso Piccoli e Andreatta - si rifacciano al nome di De Gasperi "ma dimenticano completamente la sua ispirazione".
Spiegando poi che entrambi si candidano "non per idolatrare il santino di De Gasperi", accusando Campobase di "sudditanza culturale alla sinistra", lanciandosi in un'analisi sulla guerra in Ucraina (con ulteriore riferimento a De Gasperi) e parlando di "degrado sociale e culturale" con riferimento ad alcune politiche "progressiste".
Ora, detto che Paolo Piccoli, nipote di Flaminio - il braccio destro di Aldo Moro, cresciuto nel "segno" di De Gasperi -, segretario per due volte della Democrazia Cristiana ed ex ministro e nipote anche di Nilo, per tre mandati sindaco di Trento con la Dc, ha più titolo di molti (forse moltissimi) a parlare dello statista valsuganotto, ha deciso comunque di rispondere con una nota ai due candidati di Prima Trento.
Invitandoli a studiare e dicendosi disposto a regalare loro un approfondimento a riguardo.
"Leggo le dichiarazioni di due esponenti del Patt - Prima Trento - scrive il presidente del Consiglio comunale -, che mi attaccano perché ho richiamato i valori degasperiani, come se non ci fosse coerenza nel militare al centro facendo parte della coalizione di centro sinistra. Mi domando se abbiano letto qualche cosa di De Gasperi, dal momento che è nota la sua affermazione che il suo era "un partito di centro che guarda a sinistra, non al contrario, un partito di centro che guarda a destra, tanto è vero che nel 1952 sfidò il volere del Papa, rifiutando di allearsi con il Movimento sociale italiano alle elezioni comunali di Roma. Al contrario, devo riscontrare, a proposito di coerenza, che il Patt è allenato con Fratelli d'Italia e con la Lega di Salvini e Vannacci, ha votato ieri per il terzo mandato di Fugatti, ha come candidato un ex Pd. In secondo luogo, per quanto riguarda le vicende internazionali, i due hanno letto di nuovo poco De Gasperi, perché fino all'ultimo egli ha lavorato per l'Europa unita e per la costituzione della comunità europea di difesa, cioè un baluardo fatto non di chiacchiere o di pacifismo a spese altrui, ma per un esercito comune per difendere l'Europa da possibili aggressioni e che, se ci fosse stato, ci avrebbe probabilmente evitato anche la guerra in Ucraina. Poiché ho pubblicato con Armando Vadagnini tutti gli scritti di De Gasperi dal 1919 al 1926 e anche una sua biografia, sarei dunque ben lieto di poter mandare ai due critici i miei libri per un approfondimento".












