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| 19 mag 2025 | 12:59

Giunta Fedriga in crisi in Friuli Venezia Giulia: sette assessori regionali su dieci rimettono le deleghe. La "frattura" sul terzo mandato è deflagrata

Il "casus belli" sono state le dichiarazioni del ministro (friulano e di Fratelli d'Italia) Luca Ciriani che, in un'intervista rilasciata ad un quotidiano locale, ha criticato duramente i ritardi nell'attivazione del nuovo ospedale di Pordenone, parlando "di inefficienze" e attribuendo le responsabilità al direttore generale dell'Azienda sanitaria Giuseppe Tonutti, nominato proprio dalla Giunta Fedriga. Ma, in realtà, tutto parte dalla questione terzo mandato

TRIESTE. E' crisi politica in Friuli Venezia Giulia, dove sette assessori regionali (su dieci in totale), appartenenti a Lega, Forza Italia e Lista Fedriga, hanno rimesso le proprie deleghe nelle mani del presidente.

 

Il "casus belli" sono state le dichiarazioni del ministro (friulano e di Fratelli d'Italia) Luca Ciriani che, in un'intervista rilasciata ad un quotidiano locale, ha criticato duramente i ritardi nell'attivazione del nuovo ospedale di Pordenone, parlando "di inefficienze" e attribuendo le responsabilità al direttore generale dell'Azienda sanitaria Giuseppe Tonutti, nominato proprio dalla Giunta Fedriga.

 

"Ritenendo la crisi ormai aperta, abbiamo rimesso tutte le nostre deleghe nelle mani del Presidente confermandogli piena fiducia e affinché possa decidere con la massima serenità il da farsi" ha sottolineato il segretario regionale della Lega del Friuli Venezia Giulia, Marco Dreosto.

 

Gli unici che non hanno rimesso le deleghe, ad oggi, sono i tre assessori eletti in quota Fratelli d'Italia.

 

La frattura all'interno della maggioranza (tra Lega e Fdi) arriva, però, da "lontano" e questa è stata solamente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non è un mistero che il Governatore Fedriga punti al terzo mandato (come Fugatti in Trentino), mentre Fratelli d'Italia, a livello nazionale e conseguentemente anche a livello locale, è contraria.

 

A tal punto che, nel tardo pomeriggio di oggi - lunedì 19 maggio - il Consiglio dei ministri quasi sicuramente impugnerà la legge approvata dal Consiglio Provinciale che ha dato il via "libera" al terzo mandato per Fugatti. La "palla" passerà a quel punto alla Consulta, che dovrà esprimersi in maniera definitiva sulla legittimità del provvedimento che permetterebbe al Governatore trentino di ripresentarsi quale candidato del centro destra anche alla Provinciali 2028.

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