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Trento
27 maggio | 06:00

La crisi Lega-Fratelli d'Italia mette a rischio il "supermondiale" di ciclismo? La Provincia rassicura: "Candidatura presentata e inseriti a bilancio 60 milioni: carte in regola"

Le fibrillazioni tra Lega e Fratelli d'Italia non dovrebbero mettere a rischio la candidatura per organizzare il "Supermondiale" di ciclismo. Un eventuale Trentino 2031 sarà reso noto a fine estate da Uci: "Iter per ora completato, non resta che attendere la decisione finale" 

TRENTO. Attesa. Il Trentino non può che aspettare la decisione sull'assegnazione del mondiale. L'aspirazione è di diventare capitale mondiale del ciclismo in tutte le sue forme e specialità. Il dossier è stato presentato nei mesi scorsi, l'Uci ha effettuato alcuni sopralluoghi e le risorse sono state messe a bilancio. I compiti insomma sono stati completati. A fine estate il verdetto. Certo, la crisi tra Lega e Fratelli d'Italia è ancora fresca ma in piazza Dante rassicurano sulla tenuta della candidatura.

 

Dalle tappe del Giro d'Italia al Tour of the Alps, poi i vari mondiali in val di Sole, val di Fassa e Primiero, il Trentino ritiene di poter mettere a disposizione esperienza e competenza nel panorama del ciclismo. E da qui è nata l'idea verso la fine dell'anno scorso di ospitare il "supermondiale", una manifestazione che prevederebbe la disputa contemporanea, in sede unica, di tutte le specialità sulla falsariga di Glasgow 2023 e come avverrà in Francia con l'Haute Savoie 2027.

 

"Siamo tutti uniti", commenta l'assessore Mattia Gottardi. "Dopo Olimpiadi e Mondiali di calcio, questo è il terzo sport per diffusione e rilevanza. Il Trentino e l'Italia sono compatti nel sostenere la candidatura per ospitare una manifestazione particolarmente importante. Il territorio è pronto e adeguato in questo senso". 

 

Il rimpasto di deleghe causa qualche fibrillazione, il ministro Andrea Abodi nel difendere la vice presidenza di Francesca Gerosa ha parlato di "progetti e iniziative da mettere in stand by" (Qui articolo). E proprio quel giorno sarebbe saltato un vertice in Trentino Marketing. "Credo che si sia trattato di una questione di tempi e impegni. Sarebbe stata un'occasione di aggiornamento ma non era un incontro formale che presupponeva qualche atto particolare perché la candidatura è stata depositata".

 

Insomma, per la Provincia non si corrono rischi di passi indietro. "Ho trovato tutto già predisposto e per questo ringrazio la collega Gerosa. La decisione era stata presa come Giunta e siamo uniti per il bene della comunità e del settore ciclistico". La cifra sul piatto per organizzare la corsa iridata è di 25 milioni circa da piazza Dante e altri 35 milioni dal governo. "Le risorse, come previsto da Uci, sono garantite e messe a bilancio: sono stati impegnati 60 milioni. Poi in caso di assegnazione si procede oltre con i vari dettagli".

 

L'ufficialità di un eventuale Trentino 2031 potrebbe arrivare dopo Kigali 2025 in Rwanda. "Non c'è ancora una data precisa ma si parla di fine estate", spiega l'assessore Roberto Failoni. "Il territorio ha tutte le carte in regola per puntare all'organizzazione di questo evento ma ci confrontiamo con una concorrenza forte".

 

L'opzione Trentino sembra forte, ma in lizza c'è anche la candidatura della Svizzera da non sottovalutare. "Non è facile ma la nostra proposta è concreta e strutturata. Non resta che attendere. In caso di assegnazione si possono portare avanti le interlocuzioni con Abodi e Giorgetti", conclude Failoni.

 

In caso di assegnazione i mondiali ritornerebbero in Italia dopo le edizioni di Varese 2008, Firenze 2013 e Imola 2020. In versione però extralarge con strada, mountain bike, ciclocross, bmx e così via.

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