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Trento
21 settembre | 20:43

La Lega a Pontida, un minuto di silenzio per Charlie Kirk. Fugatti: "Siamo anticomunisti e antifascisti". Vannacci e Sardone contro la "società meticcia" e "i mao mao con la barba lunga"

Nutritissima, come sempre, la pattuglia trentina, guidata dal Governatore Maurizio Fugatti: "Il Trentino non era mai stato governato dalla Lega. Ci siamo riusciti due volte e non nemmeno era scontato che venissimo rieletti. Se veniamo riconfermati, nei nostri territori, in Trentino come altrove, è perché ci occupiamo dei problemi reali della gente: sanità, scuola, sociale, opere pubbliche, autonomia dei comuni. La Lega è questo: rispetto dei territori, dei cittadini e una classe dirigente che sa interpretarli. La Lega è stata, è e sarà grande". E, intanto, l'ex ministro Costa denuncia: "Cori razzisti contro Napoli"

PONTIDA. Charlie Kirk, a cui è stato dedicato un minuto di silenzio, la parola "re migrazione" urlata a gran voce, più e più volte, dal palco. E poi frasi destinate a fare il giro del mondo, come "non ci rassegniamo alla società meticcia che vorrebbe qualcuno e all'islamizzazione delle nostre città", "lo straniero ci ha già invaso, è quello dei porti aperti e che purtroppo molto frequentemente stupra, ruba e rapina". E ancora: "non vogliamo che gli uomini di Pontida vengano sostituiti da quattro mao mao con la barba lunga, non vogliamo che le donne di Pontida vengano sostituite da gente che va in giro con un sacco della spazzatura addosso".

 

La festa nazionale della Lega a Pontida, la 38esima consecutiva, è stata soprattutto questo. Con le magliette dedicate all'attivista americano che sono andate letteralmente a ruba negli stand in cui veniva venduto il merchandising. E' stata una giornata all'insegna dell' "attacco frontale" su tutti i temi che il Carroccio cavalca da sempre.

 

Il segretario leghista Salvini, che ieri aveva annullato tutti gli impegni istituzionali a causa di un problema di salute, ha voluto esserci. Ha aperto il suo intervento chiedendo di osservare un minuto di raccoglimento in memoria di Charlie Kirk, mentre sullo schermo veniva proiettato un video dedicato all'influencer americano, a cui poi ha chiesto di dedicare un minuto di applausi "che arrivi fino all'Arizona".

 

Poi il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti del Governo Meloni ha parlato praticamente di tutti i temi "caldi": "L'Italia è contro la guerra e non manderemo mai i nostri figli a combattere in Ucraina e in Russia. Non siamo in guerra contro nessuno. Un chiaro no a un esercito europeo e al debito europeo". Sulla guerra in Medio Oriente: "L'auspicio di arrivare, in futuro, a due popoli e due stati non è possibile finché ci saranno i tagliagole islamici di Hamas a tenere in ostaggio i bimbi palestinesi e israeliani". 

 

E, ancora, la riforma della giustizia: "Per quanti decenni i governi hanno chiesto la separazione delle carriere. Oggi ci siamo. Ognuna delle sedi della Lega si trasformerà in comitati per il sì al referendum per ridare onore a quei magistrati che hanno perso la vita, Livatino, Falcone, Borsellino".

 

Il segretario leghista ha parlato anche di flat tax "da estendere a tutti i lavoratori e le lavoratrici italiane, pagare meno e pagare tutti, cancellare le cartelle esattoriali e liberare 20 milioni di italiani dal giogo del fisco. Sono sicuro che le banche italiane daranno il loro contributo per aiutare chi non ce la fa". E, a proposito di banche: "Le grande banche, invece che guadagnare 46 miliardi per distribuirsi i dividendi, ne guadagneranno 42 o 43. Chi può deve dare una mano, ad esempio aiutando il ministro per un piano casa, per permettere ai nostri figli e nipoti di comprare un casa".

 

Salvini ha chiuso il proprio intervento dando appuntamento al 14 febbraio quando "saremo protagonisti della più grande manifestazione che si ricordi per la difesa dei valori, diritti, confini e libertà della civiltà occidentale. A testa alta, con le proprie famiglie e amici. Vi chiedo impegno e, in cambio, offro la mia vita e libertà. Voi non dovete cambiare mai. Liberi, forti e senza paura".

 

Prima di lui ad "arringare" la folla di Pontida erano stati il Generale Vannacci e l'euro deputata e vice segretaria del partito Silvia Sardone.

 

Vannacci ha aperto il proprio intervento rinnovando "il giuramento di Berchet, grande poeta nazionale, dicendo che lo straniero non è quello per cui vorrebbero farci spendere 800 miliardi in armi. Lo straniero ci ha già invaso, è quello dei porti aperti e che, purtroppo, molto frequentemente stupra, ruba e rapina e che vuole imporre la sua cultura alla nostra millenaria". E, a stretto giro di posta: "Non ci rassegniamo alla società meticcia, che vorrebbe qualcuno, e all'islamizzazione delle nostre città. Eccola la generazione di Pontida, la generazione dei padroni a casa nostra". Ribadendo il concetto lanciato dall'eurodeputata Sardone. Parola d'ordine: "re migrazione".

 

Parole durissime sono anche quelle utilizzate dall'eurodeputata e "pasionaria" leghista Silvia Sardone. Partita subito "a cento all'ora": "Dobbiamo avere il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome: è in atto una vera e propria sostituzione. E io non voglio che il popolo di Pontida venga sostituito, non voglio che gli uomini di Pontida vengano sostituiti da quattro mao mao con la barba lunga, non voglio che le donne vengano sostituite da gente che va in giro con un sacco della spazzatura addosso. Saremo ovunque, contro chiunque, per difendere la nostra nostra libertà, perché siamo leghisti e perché siamo Lega, siamo un movimento di lotta e libertà". Anche qui il concetto è riassumibile in una parola: "re migrazione".

 

Nutritissima, come sempre, la pattuglia trentina,  guidata dal Governatore Maurizio Fugatti, che ha parlato dal palco, esprimendo la propria solidarietà a Matteo Salvini "per l'ingiusto processo che sta affrontando per aver difeso i confini" e citando Umberto Bossi, al quale ha fatto gli auguri visto che pochi giorni fa il "Senatùr" ha compiuto 84 anni.

 

"Il Trentino non era mai stato governato dalla Lega. Ci siamo riusciti due volte e non nemmeno era scontato che venissimo rieletti. Se veniamo riconfermati, nei nostri territori, in Trentino come altrove, è perché ci occupiamo dei problemi reali della gente: sanità, scuola, sociale, opere pubbliche, autonomia dei comuni. La è questo: rispetto dei territori, dei cittadini e una classe dirigente che sa interpretarli. La Lega è stata, è e sarà grande". E poi, sui propri canali ufficiali, ha chiuso riprendendo un passaggio del suo discorso: "E sempre, con chiarezza: anticomunisti e antifascisti!".

 

Al suo fianco le parlamentari Elena Testor e Vanessa Cattoi, diversi consiglieri provinciali, tra cui Mirko Bisesti, Roberto Paccher, Stefania Segnana e il segretario provinciale Diego Binelli.

 

Presenti anche tutti gli altri Governatori leghisti, con il presidente del Veneto Luca Zaia, che non potrà ricandidare alla guida della Regione, che ha ribadito che, per il Carroccio, il candidato sarà Stefani, ma deciderà la maggioranza, così come eventualmente sulla presentazione di una "Lista Zaia".

 

E, intanto, l'ex ministro, oggi deputato, Sergio Costa sui propri canali ufficiali ha denunciato i cori razzisti che si sono levati durante la festa leghista di Pontida.

 

"I cori razzisti contro Napoli e Pontida - "Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta" - sono inaccettabili" scrive Costa. Che poi aggiunge: "Come napoletano e come Vicepresidente della Camera condanno fermamente questi episodi vergognosi. Ma quello che è accaduto è il sintomo di un problema più grave: l'estremizzazione del linguaggio politico che sta avvelenando il nostro dibattito democratico. Dalle piazze ai social, dalle tv alle aule istituzionali: ovunque prevale la logica dello scontro fine a se stesso. Come uomo delle istituzioni che ha servito lo Stato come generale dei Carabinieri, ritendo sia arrivato il momento di fermare questa escalation. Quando i leader scelgono l'estremismo verbale, alimentano un clima che può degenerare in comportamenti sempre più gravi. L'Italia ha bisogno di unità, non di divisioni artificiali. E' tempo di tornare a parlare il linguaggio della responsabilità e del rispetto reciproco".

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