Olimpiadi, dalla deroga sul calendario scolastico all'alternanza scuola-lavoro, si discute anche di trasporti. Ma non c’è ancora nulla di definitivo
Dopo il precedente incontro di febbraio, si è nuovamente riunito a Palazzo Piloni il Tavolo olimpico per un confronto tra categorie economiche, Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi, amministrazioni comunali e Fondazione Milano Cortina 2026. I temi affrontati riguardano trasporti ed eventi collaterali, ma anche la chiusura delle scuole. Non sembrano però esserci, ancora, risposte definitive

BELLUNO. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi, si infittisce l’agenda organizzativa per la Provincia di Belluno ma continuano a mancare risposte definitive. I nodi della viabilità e delle possibili chiusure scolastiche rimangono tra i temi cruciali per la popolazione: dopo il precedente incontro di febbraio, si è così nuovamente riunito a Palazzo Piloni il Tavolo olimpico per un confronto tra i principali soggetti coinvolti.
Categorie economiche, Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi, amministrazioni dei Comuni maggiormente interessati dall’evento e Fondazione Milano Cortina 2026: questi i soggetti seduti attorno al tavolo, dove si è discusso soprattutto dei trasporti e degli eventi collaterali ai Giochi, su cui Provincia e Comune di Belluno si sono aggiudicati un finanziamento di Cariverona.
“Era la terza riunione di questo Tavolo che abbiamo istituito per gestire al meglio l’evento e le ricadute sul territorio - spiega Roberto Padrin, presidente della Provincia -. Abbiamo avuto seduti con noi i referenti di Fondazione Milano Cortina ed è fondamentale nel momento in cui ci avviciniamo all'accensione del braciere olimpico, in quanto dobbiamo trasformare quello che oggi una parte del territorio percepisce come disagio legato all'evento in un'occasione unica di promozione e di costruzione della legacy, cioè l'eredità che i Giochi lasceranno. Grazie a Fondazione Milano Cortina sono state condivise quelle informazioni tecniche che prima ci mancavano e che sono emerse nel dettaglio anche al precedente tavolo in Prefettura. La stessa Fondazione ha garantito due incontri pubblici entro l'estate per spiegare al meglio questi elementi sul territorio”.
C’è poi il tema scuole. Il calendario scolastico approvato dalla Regione prevede infatti possibili deroghe olimpiche, sulle quali però studenti e genitori non hanno ancora certezze. Eppure fornirle non sembra ad oggi ancora prioritario. Al Tavolo, infatti, si è trattato “non tanto della chiusura degli istituti, quanto del coinvolgimento degli studenti, magari facendo fare loro una parte dell'alternanza scuola-lavoro durante i Giochi - afferma infatti la consigliera delegata Vanessa De Francesch -. La Regione ha annunciato che a breve riconvocherà il tavolo per fare il punto su scuole, chiusure e calendario scolastico: solo allora potranno essere valutate tutte le alternative possibili”.
Ma è proprio delle possibili chiusure che è necessario discutere quanto prima: pochi giorni fa Dolomitibus ha addirittura chiesto che durante il periodo olimpico siano chiuse tutte le scuole superiori in quanto non è in grado di garantire il servizio di trasporto, essendo i (già pochi) mezzi e personale a disposizione impegnati per l’evento. Richiesta sulla quale ha recentemente posto l’attenzione anche il Pd Belluno Dolomiti, che ha chiesto chiarezza e la pubblicazione del Piano dei trasporti. “Ci chiediamo - ha affermato Simonetta Beppiani - quale possa essere la considerazione e il ruolo degli abitanti della montagna nel momento in cui si possa anche solo pensare di eliminare un servizio fondamentale che accompagna i ragazzi verso il diritto allo studio e all’istruzione”.
Infine, il progetto di costruzione di un media center: un’idea di Fondazione Cortina e sposata da Confindustria Belluno Dolomiti per raccogliere tutte le notizie non strettamente sportive e renderle fruibili al mondo che seguirà le Olimpiadi. “Si tratta di una bella iniziativa su cui stiamo discutendo per trovare i finanziamenti” conclude Padrin.












