Orsi, "Il confronto con le istituzioni arriva sempre dopo. Serve prevenzione: la gente è stufa". Il sindaco dopo la razzia di oche e galline da parte di un esemplare
"Visto quanto accaduto tra venerdì e sabato mi viene da dire che "si ricomincia" dopo alcuni mesi, in cui gli animali erano, credo, in letargo. Dico "credo" perché le interlocuzioni con le istituzioni provinciali sono al minimo, soprattutto quando si parla di prevenzione. Certo, veniamo contattati, ma sempre e solo "dopo", quando il problema si è verificato. A cose fatte insomma: è un continuo "inseguire", post avvistamenti, post incontri, post razzie. Servirebbe un intervento precedente e maggior informazione"

VALLELAGHI. Galline e oche razziate all'interno di un recinto: il video dell'incursione di un orso in una proprietà di Covelo, frazione del comune di Vallelaghi, sta facendo il giro del web (Qui articolo).
Ripreso dalle telecamere di sorveglianza, il plantigrado fa irruzione in uno spazio dove è installata una pozza d'acqua per le oche e poi se ne va, dopo aver catturato alcuni volatili.
A Vallelaghi si tratta quasi di una situazione "ordinaria", da due anni a questa parte: la popolazione è esasperata e il sindaco Lorenzo Miori, che già alcun mesi fa a Il Dolomiti aveva raccontato lo stato d'animo dei residenti all'interno del comune, ribadisce come in tanti non ne possano più. E lui, come tantissimi altri sindaci della Provincia, vorrebbe risposte diverse dalle istituzioni competenti.
"E' quasi la normalità da un paio d'anni a questo parte - spiega il primo cittadino di Vallelaghi -, c'è chi ha modificato le proprie abitudini, magari scegliendo di non andare più a correre in certe zone e "accetta" la cosa e chi, invece, è arrabbiato. Visto quanto accaduto tra venerdì e sabato mi viene da dire che "si ricomincia" dopo alcuni mesi, in cui gli animali erano, credo, in letargo. Dico "credo" perché le interlocuzioni con le istituzioni provinciali sono al minimo, soprattutto quando si parla di prevenzione. Certo, veniamo contattati, ma sempre e solo "dopo", quando il problema si è verificato. A cose fatte insomma: è un continuo "inseguire", post avvistamenti, post incontri, post razzie. Servirebbe un intervento precedente e maggior informazione".
Ecco appunto: durante l'inverno gli orsi sono andati in letargo e anche la questione della gestione dei plantigradi è stata messa... a nanna.
"Qualcuno diceva che gli orsi non sarebbero nemmeno andati in letargo, altri che si sarebbero svegliati prima - prosegue Miori -, altri che sarebbe stato tutto "normale", ma noi non abbiamo alcuna informazione precisa, perché nessuno ci ha detto nulla e, durante i mesi invernali, visto che non si è verificato alcun episodio, la questione non è mai stata affrontata. A dire la verità, non che prima si fosse fatto tantissimo. Siamo stati sì il primo comune nel quale sono stati installati i nuovi cartelli di "attenzione", quelli gialli di grandi dimensioni, ma null'altro e, francamente, segnalare non basta. Come sindaci abbiamo manifestato più volte il bisogno di essere informati e che si cercassero soluzioni, ma siamo stati interpellati assai poco. Adesso c'è stato quest'ultimo episodio, che è documentato con un video "crudo" e piuttosto brutale e, dopo la razzia, ci hanno chiamato. Certamente, come sempre ma lo ribadisco, non può essere considerato sufficiente. Il problema c'è e va affrontato con l'obiettivo di trovare una soluzione. Ci sono esperti a riguardo ed è a loro che ci affidiamo, ma il dialogo deve essere costruttivo e costante".














