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| 09 giu 2025 | 19:58

Referendum, sulla cittadinanza anticipata agli immigrati la sorpresa: una valanga di ''No'' (dal popolo di centrosinistra) e in Alto Adige vincono addirittura sui ''Sì''

E' un dato che deve davvero far riflettere quello emerso dal referendum dal quinto quesito. Anche chi ha votato per i quesiti sul lavoro (si può ipotizzare per buona parte elettori di centrosinistra) ha deciso di non abbreviare i tempi di cittadinanza agli stranieri

TRENTO. Il dato (ancora in assestamento ma ormai il trend è chiaro) è per certi versi sconcertante e dà un segnale forte e chiaro alla politica soprattutto di centrosinistra (nel centrodestra lo sanno bene). Mostra con plastica evidenza perché il centrosinistra perde. La chiusura agli immigrati degli italiani è un dato di fatto e il referendum promosso dal Partito democratico e dai sindacati in materia di diritti del lavoro con in aggiunta quel quesito sulla cittadinanza agli stranieri che voleva anticiparla a 5 anni e non lasciarla a 10 com'è oggi, ne diventa plastica rappresentazione. A votare, in generale, c'è andata davvero poca gente. Un 30% scarso di media nazionale e un 22% scarsissimo in Trentino Alto Adige.

 

Chi ha votato si può tranquillamente ipotizzare sia essenzialmente un elettore di centrosinistra e per la maggior parte più di sinistra che di centro (visti anche i consigli di astensione di area centrista soprattutto sui primi 4 quesiti). Il centrodestra ha dato, infatti, un indirizzo di voto chiaro e inequivocabile: non voto, astensione, più che legittimo quando si ha a che fare con un referendum.

 

Ebbene di questi pochi che hanno votato, grosso modo il 90% ha detto ''sì'' ai quesiti sul lavoro. Nulla di straordinario, era preventivabile: vai a votare a un referendum in genere perché lo sostieni e quindi dici di ''''. Quello che stupisce è il 35% di ''No'' che i votanti hanno deciso di barrare per l'anticipo di cittadinanza italiana agli stranieri. Un dato che, per esempio, in Alto Adige addirittura si ribalta: in Provincia di Bolzano è il 52,11% dei votanti che ha detto ''No'' a questa proposta che sarebbe una miglioria per gli immigrati.


In Trentino Alto Adige (dove anche gli altri quesiti hanno riscosso tra il 16 e il 18% di ''No''), quindi in regione, le distanze si assottigliano: 59,9% di ''Si'' e 40,1% di ''No''. Un risultato sconcertante se si pensa che, appunto, a votare dovrebbe esserci andato il popolo del centrosinistra e solo quello particolarmente attivo a giudicare dall'esito finale del referendum. 


A questo punto viene quasi da dire bene che il referendum sia andato così male. Si potrà giustificare il dato spiegando che a votare ci sono andati in pochi, solo un elettore su tre, altrimenti vuoi che un leader di centrodestra, più destra che centro, non prenda il risultato del referendum per propagandare qualche legge capace di peggiorare ulteriormente le condizioni di cittadinanza da dare agli stranieri chiamando al voto anche gli elettori di centrodestra? Certo questo risultato deve far riflettere in casa centrosinistra. Molto di più dell'esito stesso del referendum che era dato per sconfitto ancor prima di essere proposto. Se un votante su tre del referendum ha detto no a questa proposta bisogna davvero interrogarsi sulla narrazione e sulle (non) soluzioni che vengono quotidianamente propinate anche agli elettori di area.

 

Ci sarebbe bisogno di politica e di visione ma chi passa il tempo a cercare di essere più populista dell'altro difficilmente riuscirà a costruire una proposta in questo senso. E il tema dell'immigrazione resterà quello decisivo per vincere o meno le elezioni (lo è in tutto il mondo occidentale praticamente) con chiaro vantaggio di chi, semplicemente, in questo caso, dice ''No''. 

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