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Trento
24 maggio | 06:00

Terzo mandato, Lega all'attacco. Calderoli: "Perché non sono state impugnate altre leggi?". Fugatti: "Se non è una scelta ad personam se ne parli subito. Guarda caso colpisce i Governatori leghisti

"Mi chiedo: perché non hanno impugnato la legge di Bolzano sul terzo mandato, perché non hanno impugnato quella della Val d'Aosta? In Sicilia e in Val d'Aosta, per essere eletti rispetto a tutto il resto del paese, comprese Trento e Bolzano, non si devono avere solo 18 anni, ma devi averne 21. Perché nessuno ha impugnato tutte queste cose qua? Perché sono spe - cia - li. Basta: o uno si legge la Costituzione o resta ignorante per tutta la vita" ha aggiunto il ministro. Pieno sostegno anche da Arno Kompatscher: "Ritengo che sia prerogativa della Regione Trentino Alto Adige e delle due Province decidere sul limite dei mandati"

TRENTO. Mentre Francesca Gerosa "scorta" in giro per la città ministri e ministre di Fratelli d'Italia, che appaiono decisamente più interessati a difenderla a spada tratta che al Festival dell'Economia, con l'ex vice presidente della Giunta che, al di là di qualche dichiarazione "di maniera" (e solo a fianco della ministra del turismo Daniela Santanché), ha scelto di non proferire nessun'altra parola riguardo la "retrocessione" nell'esecutivo, il Governatore Maurizio Fugatti ha affrontato l'argomento "terzo mandato" direttamente dal palco del Teatro Sociale.

 

L'impugnativa, da parte del Governo, della legge sul terzo mandato, approvata dal Consiglio provinciale di Trento lo scorso 9 aprile e le immediate conseguenze politiche sono i veri temi portanti della rassegna "arancione" della quale, francamente, sembra importare pochissimo a chiunque. Soprattutto ai soggetti coinvolti. Qualcuno, Fratelli d'Italia (con una scelta che ha ormai "stufato") ha deciso di "battere" questa pista e l'effetto boomerang è assolutamente rilevabile.

 

Al "Sociale" si parlava, guarda caso, di autonomia: l'autonomia di decidere il numero di mandati per il Governatore della Provincia autonoma di Trento per Maurizio Fugatti e la "quasi" totalità della sua maggioranza in piazza Dante è totale, mentre per Fratelli d'Italia, sia a Roma che nel capoluogo, questo è un "eccesso di autonomia". E il Consiglio dei ministri ha deciso di ricorrere contro la legge trentina, passando la "palla" alla Consulta.

 

Sul palco il Governatore che, non ha risposto immediatamente, al primo tentativo di attacco sferratogli da un ministro di Fratelli d'Italia, ma ha atteso. Non è entrato nel merito della decisione di "rimpastare" la Giunta (decisione che era scontata, anche se qualcuno è rimasto sorpreso - o ha fatto finta di esserlo - e, dal suo punto di vista logica), ma ha ribadito quanto espresso lunedì dopo le notizie arrivate da Roma: "si tratta si una scelta politica".

 

Ad appoggiarlo il ministro leghista per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, che ha voluto - prima di tutto - affrontare la questione "in punta di diritto".

 

"Per me l'autonomia delle due Province e delle Regioni a statuto speciale non può essere nemmeno sfiorata - ha spiegato Calderoli -. Io la difesa l'ho fatta "in punta di diritto", non da un punto di vista politico perché, certi argomenti, come l'autonomia, che discende dalla Costituzione, non sono neanche affrontabili in termini politici. Io credo che gli appigli che mi sono stati sollevati riguardo alla Provincia di Trent, rispetto ad una sentenza della Corte, che limitava il numero di mandati per gli Enti Locali, non sono utilizzabili, perché la Provincia non è un Ente Locale, perché è dotata di potere legislativo. Non è utilizzabile i limite dei due mandati che viene riferito ad un principio fondamentale attribuito alle Regioni e non mi risulta che la Provincia di Trento sia una regione. E, se dovessi estremizzare il concetto, e dire "lo applico anche al Trentino Alto Adige", il Trentino Alto Adige ha già in vigore la regola dei mandati alternati dopo due anni e mezzo per cui, neanche in quel caso, è applicabile. E, soprattutto, un conto è dire, come per le Regioni a statuto ordinario, che "la competenza legislativa deve rispettare i limiti dei principi fondamentali definiti con la legge statale", un altro è "in armonia con la Costituzione e con i principi giuridici della Repubblica". I principi significano che non puoi mettere un limite "infinito", ma devi mettere un limite e la Provincia di Trento ha fissato quello di tre, che esiste a Bolzano, che esiste in Val d'Aosta, non esistono limiti in Sardegna e quindi, a me, sembra assolutamente legittimo che Trento possa mettere il numero dei tre mandati".

 

Applausi, per lui, dalla platea. E il Governatore? Ha sviato sul quesito "è stato giusto collegare le due cose" (l'impugnativa e il rimpasto di Giunta), andando direttamente all'attacco di quella che, per lui e la totalità della Lega, è stata una scelta meramente politica. E mirata.

 

"Per me l'impugnativa del Governo - ha spiegato con grande verve -, non essendo fondata sotto l'aspetto giuridico, è stata sicuramente una sorpresa. E quindi è stata una scelta politica, legittima, perché le scelte politiche sono sempre legittime, ci mancherebbe. Rilevo che poi è partito il dibattito e adesso vedo che illustri esponenti del Governo dicono che si può arrivare a parlare del terzo mandato. Perché non c'è scritto in Costituzione che i mandati devono essere due. Quindi se vai in Parlamento e modifichi la legge nazionale, il terzo mandato lo puoi fare. Da lì nasce la scelta politica".

Per poi ribadire il concetto e incalzare: "Da lì nasce la scelta politica: siccome non si vuole fare in Parlamento, legittimo, automaticamente uno dice allora non lo lascio fare neanche alle "speciali". Io posso dire "legittimo politicamente". non tanto sotto l'aspetto giuridico del rispetto dell'autonomia. Non c'è scritto in Costituzione che i mandati sono due: quindi è una scelta politica quella di non modificare i mandati. Legittima. Oggi rilevo che, dopo quanto accaduto qualcuno, non solamente nella Lega ma all'interno della maggioranza nazionale, dice che si può ridiscutere il tema. Però, se come si dice, non è una cosa "ad personam", si ridiscuta subito non si aspettino le elezioni del Veneto e della Campania, perché allora non va bene".

 

Il vice direttore di Radio 24 Sebastiano Barisoni ha dunque ripassato la "palla" al ministro Calderoli: non era meglio prima aprire il dibattito e poi portare in consiglio dei ministri una sintesi?

 

"Mi stupisce la sua domanda - ha risposto Calderoli - perché sono due anni e mezzo che noi stiamo parlando di terzo mandato con gli alleati di governo. La nostra posizione è ben chiara: più di presentare degli emendamenti che poi vengono bocciati dalla stessa maggioranza... Saremo anche "craponi", ma noi l'idea ce l'abbiamo in testa da un po'. Sul fatto che venga quella del Trentino per me è assolutamente legittimo. Mi chiedo: perché non hanno impugnato la legge di Bolzano sul terzo mandato, perché non hanno impugnato quella della Val d'Aosta? Quando qualcuno mi ha sollevato il problema degli articoli 2,3, 48, 51, io ho detto ma vi rendente conto che in Trentino e in Val d'Aosta uno deve essere residente per 3 anni, a Bolzano deve essere residente da quattro anni, adesso lo stiamo riducendo e portando a due. In Sicilia e in Val d'Aosta, per essere eletti rispetto a tutto il resto del paese, comprese Trento e Bolzano, non si devono avere solo 18 anni, ma devi averne 21. Perché nessuno ha impugnato tutte queste cose qua? Perché sono spe - cia - li. Basta: o uno si legge la Costituzione o resta ignorante per tutta la vita".

 

Dunque, cosa si aspetta il Governatore che sceglie (saggiamente) di non sbilanciarsi, vista quanto è "spinosa" la questione? E, allora, siccome la miglior strategia è l'attacco, Fugatti rileva come il provvedimento va (o andrebbe?) a penalizzare tutti - e solo quelli - i Presidenti (sia di Regione che di Provincia, nel suo caso) che "battono" bandiera del Carroccio.

 

"La legge trentina impugnata - ha concluso - pare abbia fatto partire questo dibattito e, dunque, che la cosa venga ridiscussa. Rilevo che deve avvenire subito, no "discuteremo". Io rilevo, casualmente, casualmente, perché le cose bisogna dirle, che - a parte De Luca ed Emiliano, gli altri Governatori che chiedono con forza il terzo mandato sono quelli della Lega delle regioni del Nord. Diciamocelo chiaramente: questo è un dato politico legittimo ed è giusto che qualcuno ponga questo tema. Stranamente, casualmente, il caso vuole, che quei quattro Governatori delle regioni del Nord siano tutti della Lega. Sarà un caso? Non lo so".

 

A completare il cerchio è stato il Governatore altoatesino Arno Kompatscher, che il terzo mandato lo sta "vivendo" e si è sempre detto favorevole all'estensione a tre mandati anche in Trentino. Anzi, aggiunge, senza possibilità di fraintendimento di ritenere "che sia prerogativa della Regione Trentino Alto Adige e delle due Province decidere sul limite".

 

"Condivido in pieno la valutazione espressa dal ministro e dal collega Fugatti - ha sentenziato il Presidente altoatesino -. Sul piano giuridico il nostro statuto parla relativamente chiaro e le leggi statuarie che regolano le elezioni hanno due vincoli, quelli rappresentati dalla Costituzione e dai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico. Il limite può essere visto come un principio, che vi sia un limite, ma non credo si possa discutere che siano due o tre. Io faccio fatica a credere che questa legge possa essere annullata per questo motivo del non rispetto dei limiti. Lo statuto è una legge costituzionale. Deciderà la Consulta, bene che si apra un dibattito politico sulla questione. In Alto Adige, come noto, non abbiamo l'elezione diretta e questa decisione è stata presa per far sì che il Presidente sia a tutela di tutti i gruppi linguistici. Ritengo che sia prerogativa della Regione Trentino Alto Adige e delle due Province decidere sul limite dei mandati".

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