Undici i comuni trentini al ballottaggio: domenica si vota a Pergine, Riva, Arco, Mori, Cles, Borgo, Ville d'Anaunia, Avio, Cavalese, Novella e Volano. Il dettaglio
Le partite sono tutte, o quasi, apertissime. I "favoriti", visti i risultati conseguiti alla prima tornata, sono soprattutto Alessio Zanoni a Riva del Garda e Ivano Fracchetti ad Avio. Non sono mancati gli apparentamenti: il centro destra ha unito le forze a Mori, Cles e Borgo Valsugana, mentre il centro sinistra non è riuscito a trovare l'intesa (né ufficiale, né "ufficiosa) né a Pergine Valsugana, né ad Arco, dove i tentativi ci sono stati ma non sono andati a buon fine

TRENTO. "Dentro o fuori", senza possibilità di appello.
Domenica 18 maggio per 11 comuni trentini, tra i quali numerosi grandi centri della Provincia - Pergine Valsugana, Riva del Garda, Arco, Mori, Cles e Borgo Valsugana - sarà il momento di tornare al voto.
Servirà un "tempo supplementare" per designare i nuovi primi cittadini: i ballottaggi si svolgeranno nella sola giornata di domenica, con urne aperte dalle 7 alle 22. Dopo la chiusura si procederà immediatamente allo spoglio che dovrebbe avvenire in tempi brevi.
Le partite sono tutte, o quasi, apertissime. I "favoriti" assoluti, visti i risultati conseguiti alla prima tornata, sono soprattutto Alessio Zanoni a Riva del Garda e Ivano Fracchetti ad Avio, che hanno acquisito margini estremamente importanti e "ripartiranno" dal gran bottino di voti raccolti domenica 4 maggio.
Non sono mancati gli apparentamenti: il centro destra ha unito le forze a Mori, Cles e Borgo Valsugana, mentre il centro sinistra non è riuscito a trovare l'intesa (né ufficiale, né "ufficiosa) né a Pergine Valsugana, né ad Arco, dove i tentativi ci sono stati ma non sono andati a buon fine.
Pergine Valsugana.
Sarà sfida tra Marco Morelli, candidato del centro destra (unito) più diverse civiche e Carlo Pintarelli, il "delfino" di Oss Emer, sostenuto da quattro liste. L'apparentamento tra il polo civico con il centro sinistra - che pareva "automatico" - non c'è stato, con Alberto Frisanco che ha dato piena libertà di voto ai tanti che lo avevano scelto al primo turno. Non è mancata la polemica, con tanto di comunicato di Frisanco e "contro" comunicato dei civici, e il mancato apparentamento potrebbe costare carissimo a Pintarelli, perché in tanti potrebbero scegliere di non votare l'amministrazione uscente. Un grande "assist" a Morelli e al centro destra?
Così il 4 maggio: Marco Morelli (43,45%); Carlo Pintarelli (35,18%); Alberto Frisanco (21,37%).
Riva del Garda.
Alessio Zanoni (centro sinistra) parte da un netto vantaggio, visti gli oltre 19 punti percentuali acquisiti al primo turno nei confronti della diretta rivale. Zanoni, sostenuto da otto liste, ha mancato l'elezione diretta solamente per un'ottantina di voti, che potrebbe pescare tra i "moderati". Silvia Betta (Fratelli d'Italia, Patt e tre civiche) non si è ufficialmente apparentata con "l'altra parte" del centro destra, ma ha ottenuto l'appoggio esterno di Forza Italia (che però pesa "poco") e della lista "Rivanità" di Grossi. Il pronostico è inevitabilmente tutto dalla parte di Zanoni: decisivo sarà il voto di chi, il 4 maggio, ha scelto Maria Pia Molinari.
Così il 4 maggio: Alessio Zanoni (48,75%); Silvia Betta (29,36%); Maria Pia Molinari (10,10%); Carlo Modena (9,02%); Paolo Grossi (1,47%); Luca Barbieri (1,29%).
Arco.
Il clima si è fatto incandescente negli ultimi giorni: Arianna Fiorio, che rappresenta la coalizione "Arco che Vorrei" (sei liste, tra cui la Civica Olivaia) ha "aperto" al centro sinistra (offrendo un assessorato e la presidenza del consiglio) e, in una prima nota, anche a Mauro Ottobre. Poi la rettifica (un po' tardiva), che ha scatenato la reazione del candidato del centro destra (unito) Alessandro Amistadi, che si è scagliato contro il polo civico accusandolo di "incoerenza". La partita è quantomai incerta anche se, a rigor di logica, i voti di Ioppi dovrebbero confluire su Arianna Fiorio. Che, a quel punto, avrebbe la vittoria in pugno.
Così il 4 maggio: Arianna Fiorio (35,57%); Alessandro Amistadi (29,71%); Dario Ioppi (22,63%); Mauro Ottobre (12,09%).
Mori.
Il due volte sindaco uscente di centro sinistra Stefano Barozzi va a caccia del terzo mandato consecutivo, ma il margine di vantaggio su Nicola Mazzucchi (Lega, Patt e una civica) è risicato e, soprattutto, proprio mercoledì è arrivata l'ufficialità del supporto di Fratelli d'Italia al candidato del centro destra che, così, si è ricompattato e proverà a strappare il comune lagarino a Barozzi, il quale dovrà cercare di coinvolgere le persone che non si sono recate alle urne lo scorso 4 maggio. La strada appare in salita per il candidato dem.
Così il 4 maggio: Stefano Barozzi (42,62%); Nicola Mazzucchi (38,46%); Paola Depretto (18,92%).
Cles.
Il centro destra si è riunito con l'apparentamento ufficiale tra l'assessora uscente Stella Menapace (sostenuta dal Patt e da due liste civiche) e l'ex vice sindaco Vito Apuzzo, che porterà in dote i tanti voti presi da Fratelli d'Italia al primo turno. Paola Demagri, appoggiata dal Partito Democratico e due liste civiche, è chiamata ad una mission quasi "impossible". Al primo turno ha retto l'impatto con il Patt, adesso la rimonta appare assai difficile: i "numeri" del 4 maggio non lascerebbero spazio a troppe sorprese e la candidata di centro sinistra deve puntare su chi non è andato a votare e sugli scontenti del "patto".
Così il 4 maggio: Stella Menapace (41,48%); Paola Demagri (39,92%); Vito Apuzzo (18,60%).
Borgo Valsugana.
Apparentamento fatto e Giunta praticamente già disegnata per Enrico Galvan, che ha stretto formale accordo con Fabio Dalledonne, rimasto escluso dal ballottaggio per un "pugno" di voti. La matematica sembrerebbe premiare il sindaco uscente, assai distanziato dopo il primo turno da Martina Ferrai (centro sinistra), che potrebbe però pescare tra chi non ha votato dieci giorni fa e tra le persone che non hanno visto di buon grado l'accordo tra Galvan e Dalledonne, con conseguente ridimensionamento di alcune figure assai apprezzate all'interno della comunità, come il vice sindaco uscente Bettega.
Così il 4 maggio: Martina Ferrai (41,21%); Enrico Galvan (27,59%); Fabio Dalledonne (26,43%); Armando Orsingher (4,78%).
Ville d'Anaunia.
La situazione è intricatissima. L'escluso dal ballottaggio, seppur per pochissimi voti (appena 4) è il sindaco uscente Samuel Valentini, che ha raccolto 902 preferenze, a fronte delle 906 di Fausto Pallaver, che si contenderà la poltrona di primo cittadino con Giuliano Ghezzi, che ha vinto il primo turno ma con appena 26 voti (932 contro 906) dello sfidante. Impossibile, dunque, visti i numeri fare un pronostico, considerato che lo stesso Valentini ha esplicitato il "liberi tutti nell'urna", lasciando dunque piena autonomia di voto ad un terzo degli elettori.
Così il 4 maggio: Giuliano Ghezzi (34,01%); Fausto Pallaver (33,07%); Samuel Valentini (32,92%).
Avio.
Il sindaco uscente Ivano Fracchetti (Lega e tre civiche, tra cui la Civica per il Buongoverno di Avio, la più votata di tutte) parte con un netto vantaggio nei confronti dello sfidante Federico Secchi, sindaco dal 2015 al 2020, sostenuto da quattro civiche. Dopo aver sfiorato la vittoria al primo turno, a Fracchetti basta poco per conquistare il secondo mandato di fila. Nessun apparentamento per entrambi, vista la "distanza" con i due candidati rimasti esclusi dal ballottaggio. La percentuale di votanti è stata tra le più alte della Provincia in occasione del turno del 4 maggio.
Così il 4 maggio: Ivano Fracchetti (47,89%); Federico Secchi (30,19%); Marco Pilati (11,76%); Tullio Zampedri (10,16%).
Cavalese.
Zero a zero e "palla al centro", verrebbe da dire, utilizzando una metafora calcistica, visto che al primo turno si è verificata una situazione più unica che rara (a livello nazionale) con i due contendenti, il sindaco uscente Sergio Finato (due liste civiche) e lo sfidante Carlo Betta (una civica), che hanno clamorosamente raccolto lo stesso numero di voti, 968. Impossibile, dunque, fare una previsione: sarà corsa "all'ultimo preferenza" anche nel ballottaggio o uno dei due aspirati riuscirà a "strappare"?. Decisiva sarà l'affluenza, che il 4 maggio si era fermata al 59,07%.
Così il 4 maggio: Carlo Betta (50%); Sergio Finato (50%).
Novella.
Il sindaco uscente Donato Preti (sostenuto da Novella 2025) insegue lo sfidante Silvano Dominici (appoggiato dalla civica Siamo Novella), che lo precede di poco più di tre punti percentuali. Un margine risicato e, allora, decisiva sarà la redistribuzione dei saranno i voti raccolti al primo turno dal "terzo incomodo" Fabrizio Paternoster (che aveva a supporto la lista Rinnoviamo Novella) in un comune in cui, al primo turno, l'affluenza è stata molto elevata per i canoni provinciali, raggiungendo il 65,94%.
Così il 4 maggio: Silvano Dominici (47,44%); Donato Preti (44,07%); Fabrizio Paternoster (8,49%).
Volano.
L'ex maggioranza si è spaccata e, allora, ad approfittarne vorrebbe essere il consigliere d'opposizione Emanuele Volani, nettamente il più votato al primo turno con quasi otto punti percentuale di vantaggio. Tra Ortombina, ex vice sindaco e Tovazzi, ex assessore, nessun apparentamento e nemmeno un briciolo d' intesa. Dunque a chi andranno i voti del candidato di centro sinistra rimasto fuori dal ballottaggio? A Volani ne basterebbe un terzo per diventare il nuovo primo cittadino del comune lagarino.
Così il 4 maggio: Emanuele Volani (45,04%); Walter Ortombina (37,22%); Alberto Tovazzi (17,74%).












