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Belluno
19 gennaio | 17:38

"Bellissimo lo stadio, ma la stessa partecipazione e lo stesso entusiasmo ci saranno anche per la manifestazione in difesa del lavoro?"

A chiederselo è il segretario della Fiom di Belluno Stefano Bona, in vista della manifestazione di sabato 24 gennaio a Feltre.  "Uno stadio è un simbolo importante per una città, ma il lavoro è la struttura portante di una comunità. Abbiamo visto sindaci, assessori, consiglieri regionali, rappresentanti dello Stato, delle associazioni di categoria e delle istituzioni economiche stringersi attorno a un progetto sportivo. Bene. Ma ora è il momento della coerenza"

FELTRE. Lo stadio è bellissimo e, nei tempi previsti, è stato fatto veramente un gran lavoro. Per l'inaugurazione del nuovo "Zugni Tauro" di Feltre, ammodernato e sistemato secondo i parametri imposti dal calcio professionistico, così da consentire alla Dolomiti Bellunesi di disputare lì le gare interne del torneo di serie C, senza dover trasferirsi in Friuli, a Fontanafredda, c'è stata una vera e propria parata di autorità davanti alla tribuna (piccola ma estremamente confortevole) gremita.

 

L'esordio nel nuovo impianto non è stato dei più felici (il Lecco si è imposto per 4 a 1), ma le celebrazioni e la risposta del pubblico, per la "prima" bellunese della squadra espressione dell'intera provincia, sono state un vero successo.

 

"Spalti gremiti, autorità in passerella, parole solenni sul “gioco di squadra”, sulla comunità e sull’orgoglio del territorio. L’inaugurazione dello stadio Zugni Tauro è stata giustamente celebrata come una giornata storica per Feltre e per la provincia di Belluno. Ora però una domanda sorge spontanea, ed è impossibile evitarla: la stessa partecipazione, lo stesso entusiasmo e la stessa compattezza istituzionale ci saranno anche sabato 24 gennaio alla manifestazione a difesa del lavoro a Feltre?"

 

A chiederselo è il segretario della Fiom di Belluno Stefano Bona. Che poi prosegue: "Perché uno stadio è un simbolo importante per una città, ma il lavoro è la struttura portante di una comunità. Senza lavoro non ci possono essere né futuro, né sport, né tenuta del territorio: restano solo le tribune vuote, i giovani che se ne vanno, le famiglie senza reddito. Abbiamo visto sindaci, assessori, consiglieri regionali, rappresentanti dello Stato, delle associazioni di categoria e delle istituzioni economiche stringersi attorno a un progetto sportivo. Bene. Ma ora è il momento della coerenza. Ora è il momento di dimostrare che Feltre e la sua provincia sanno fare davvero squadra anche quando in gioco non c’è un pallone, ma il destino di lavoratrici, lavoratori e delle loro famiglie. Sabato 24 gennaio non si inaugura nulla, non ci sono nastri da tagliare né applausi facili. C’è però qualcosa di più importante: la difesa del lavoro, della dignità e del futuro di questo territorio. Come Fiom mi auguro, quindi, che le strade di Feltre siano piene quanto lo stadio, che le istituzioni siano presenti non solo con le parole ma con i fatti e che la "comunità" tanto evocata trovi finalmente la sua espressione più autentica. Perché essere orgogliosi di uno stadio è legittimo, essere presenti quando il lavoro è a rischio è un dovere".

 

La manifestazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, si terrà a Feltre: il tema è quello della salvaguardia del lavoro in provincia di Belluno.

 

Il ritrovo è fissato alle 9.30 davanti ai cancelli della Hydro, poi il corteo raggiungerà piazza Maggiore, dove interverranno i segretari e delegati delle tre sigle sindacali, la sindaca di Feltre Viviana Fusaro, il presidente della provincia di Belluno Roberto Padriin, i consiglieri regionali Dario Bond, Silvia Calligaro e Alessandro Del Bianco.

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