Corteo "Remigrazione e Riconquista", l'assessore non ci sarà e il sindaco placa le polemiche. La Lega: ''Non dobbiamo giustificare ai Verdi con chi beviamo il caffè''
Nelle scorse ore era emerso che l'assessore Caruso avrebbe partecipato alla manifestazione organizzata anche da alcuni militanti di CasaPound a lui vicini. Ora arrivano le smentite dopo l'incontro chiarificatore con il sindaco Corrarati. Intanto continua la protesta contro una manifestazione che per il centrosinistra propaganda l'odio e la discriminazione etnica

BOLZANO. “Ho ricevuto l'assessore Caruso questa mattina e mi ha garantito che non parteciperà al corteo organizzato dal comitato “Remigrazione e Riconquista””.
Ed ecco come Claudio Corrarati, sindaco di Bolzano, risponde alle polemiche che in queste ultime ore stanno facendo tremare il mondo politico locale. La bomba è esplosa mercoledì 4 gennaio quando il comitato “Remigrazione e Riconquista”, rappresentato in provincia di Bolzano dagli ex consiglieri comunali di Casapound, Andrea Bonazza e Maurizio Puglisi Ghizzi, ha annunciato un corteo per il prossimo 28 febbraio a Bolzano (QUI il link all'articolo).
Mentre Ghizzi e Bonazza promuovevano la manifestazione, si è “scoperto” che l'assessore bolzanino all'ambiente, Marco Caruso sarebbe uno tra i firmatari della proposta di legge d’iniziativa popolare "Remigrazione e riconquista" , nonché promotore della stessa, nonché sicuro partecipante alla manifestazione del 28 febbraio.
“Marco Caruso è stato eletto con la Lega, rappresenta la Lega ed è tesserato solo con la Lega. Non promuove, così come il resto del partito, la manifestazione organizzata dal comitato locale “Remigrazione e riconquista”. E non vi prenderà parte. Quindi io ho avuto tutte le garanzie di cui avevo bisogno”, spiega Corrarati mentre i partiti dell'opposizione chiedono invece - ancora - le dimissioni immediate di Caruso.
L'assessore leghista sarebbe infatti colpevole di frequentare Casapound, di essere presente alle cene del movimento organizzate nella sede bolzanina, di essere vicino alle posizioni del movimento della tartaruga frecciata e del comitato “Remigrazione e Riconquista”. E di essere appunto uno dei primi firmatari della discussa proposta di legge.
Che Marco Caruso frequenti la sede di Casapound a Bolzano, d'altro canto non è mai stato un segreto. Che lo stesso assessore sia legato da un rapporto di amicizia ai rappresentanti locali non solo del movimento, ma anche del comitato “Remigrazione e Riconquista”, Andrea Bonazza e Massimo Puglisi Ghizzi, lo sanno tutti. Anche perché questo rapporto è stato raccontato sui social alla luce del sole con numerose fotografie che mostrano Caruso a cena alla “Rockaforte”, sede bolzanina del movimento, agli incontri, alle serate che vengono lì organizzate.
Caruso, tesserato con la Lega, ex Unitalia, non si è mai nascosto, sostenendo, in sostanza, che quello che fa nella sua vita privata e chi frequenta sono fatti suoi.
E questo concetto lo ribadisce anche in comunicato congiunto, firmato da lui stesso e da Paolo Zenorini, numero uno della Lega in Alto Adige. “L'adesione alla manifestazione che sarà a Bolzano rimane una iniziativa personale e non vi è partecipazione ufficiale della Lega o dell'assessore'', dichiarano Zenorini e Caruso.
“Siamo contenti di essere oggetto delle attenzioni dei Verdi, ma crediamo che dover giustificare dove andiamo a bere il caffè rasenti l'assurdo”, rimarca poi il segretario provinciale del Carroccio.
“Prima di alimentare polemiche – aggiunge poi Zenorini - sarebbe opportuno che i Verdi spiegassero con precisione quale parte delle proposte del Comitato Remigrazione ritengono incompatibile con il ruolo istituzionale di un amministratore locale. Le proposte contestate, infatti, riguardano temi concreti che toccano da vicino la vita quotidiana dei cittadini. La Lega Alto Adige - conclude Zenorini - ribadisce con chiarezza che chi rispetta le regole, contribuisce e vive in modo corretto nella nostra comunità è e rimane il benvenuto. Ma allo stesso tempo rimarca che chi delinque o vive nell’illegalità non può pretendere di rimanere impunito”.
Una risposta netta alle parole dei Verdi, della "Sinistra - die Linke), di Anpi, che, invece, chiedono le dimissioni immediate dell'assessore leghista.
La condanna più severa giunge dai consiglieri comunali dei Verdi, Chiara Rabini, Cornelia Brugger e Rudi Benedikter, che hanno formalizzato la richiesta di dimissioni per l'assessore Caruso, sostenendo che legittimare tali politiche equivalga a importare modelli di esclusione basati sulla paura e sulla discriminazione. Sulla stessa linea si muove Luca Di Biasio (Sinistra die Linke), il quale ribadisce che a Bolzano non possa esserci spazio per la propaganda dell'odio celata dietro formule ipocrite. Anche i Giovani del Pd sono intervenuti con una nota durissima, definendo il concetto di remigrazione una negazione dei diritti fondamentali.
Il fronte del "no alla manifestazione" si allarga anche a livello senatoriale e associativo. Julia Unterberger (Svp) ha invocato la tolleranza zero contro quella che definisce una "deportazione etnica" di matrice ideologica austriaca e tedesca, mirata a colpire anche chi risiede regolarmente sul territorio o ha già ottenuto la cittadinanza. Dal canto suo, il presidente dell'Anpi Guido Margheri parla di uno "sfregio" alla convivenza altoatesina, chiedendo ufficialmente il divieto della manifestazione per i suoi contenuti definiti esplicitamente razzisti e fascisti, specie in un momento delicato come quello della campagna elettorale per il Referendum Costituzionale di marzo.












