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Bolzano
26 febbraio | 17:57

"Remigrazione", è scontro aperto tra i vertici provinciali. Kompatscher: "E' un eufemismo per deportazione". Galateo ribadisce: "E' buon senso"

Il presidente non vieta la manifestazione e dichiara: “Un divieto preventivo non farebbe altro che attribuire agli organizzatori il ruolo di vittime e attirare su di loro un'attenzione inutile"

BOLZANO. Secondo il vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Marco Galateo, “remigrazione non è estremismo, ma buon senso”.

 

Secondo il presidente della Provincia, Arno Kompatscher è solo un modo diverso per dire "deportazione". 

 

Insomma, il clima in giunta Provinciale deve essere molto rilassato visto lo scontro diretto e molto poco celato tra il numero uno e il numero due altoatesini. 

 

A due giorni dalla manifestazione del 28 febbraio con lo slogan “remigrazione” e dalla contro-manifestazione prevista, il presidente Arno Kompatscher e il presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler prendono chiaramente posizione.

 

E distanza. Tutta quella che gli è permessa, visto che si stanno scagliando contro un partner di governo. 

 

E lo fanno dopo le parole del vice Galateo che (come raccontato in questo articolo) aveva chiaramente dichiarato: “Quando si parla di “remigrazione”, si “dibatte di una una proposta di coadiuvare il rientro nei Paesi di origine a titolo volontario. In qualsiasi Stato di diritto, i cittadini stranieri che si rendono responsabili di reati gravi – dallo spaccio di droga allo stupro, fino all’omicidio – sono soggetti a provvedimenti di espulsione e accompagnamento alla frontiera nel rispetto delle norme vigenti. E questo non è estremismo, ma buon senso”.

 

A seguiti di queste dichiarazioni e delle polemiche accesissime degli ultimi giorni, Kompatscher e Schuler dichiarano dunque di rispettare le valutazioni da parte degli organi competenti circa l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione, ma allo stesso tempo ribadiscono in modo inequivocabile il loro deciso rifiuto delle ideologie di estrema destra e anticostituzionali.

 

“Remigrazione non è altro che un eufemismo per deportazione – dichiara il Presidente - Remigrazione ed espulsione sono due cose diverse. A differenza dell'espulsione regolata dalla legge, che garantisce il rispetto dei diritti umani, la cosiddetta remigrazione è una deportazione arbitraria”.

 

Il presidente della Provincia condanna “con la massima fermezza” i contenuti sostenuti dagli organizzatori.

 

A tal proposito, è in stretto contatto con la commissaria del Governo e il questore, che hanno assicurato un attento monitoraggio dell'evento nel rispetto dei principi dello Stato di diritto. Ma non vieta nulla.

 

“Un divieto preventivo non farebbe altro che attribuire agli organizzatori il ruolo di vittime e attirare su di loro un'attenzione inutile – dichiara infatti Kompatscher.

 

“Come società civile, dobbiamo opporci con decisione alle tendenze disumane, ma allo stesso tempo garantire il diritto alla libertà di espressione – dichiara il presidente, che assicura - Continuerò a combattere con tutte le mie forze le ideologie fasciste e a difendere lo Stato di diritto e il rispetto dei principi costituzionali”.

 

Anche il presidente del Consiglio provinciale Schuler fa appello alla responsabilità e alla maturità democratica: "La nostra provincia è storicamente e socialmente sinonimo di diversità, autonomia e convivenza pacifica tra i gruppi linguistici. Chi fa politica all'insegna dello slogan “remigrazione” mette in discussione i principi fondamentali della nostra convivenza democratica”.

 

Entrambi i rappresentanti delle istituzioni invitano a esercitare pacificamente il diritto di manifestare ed evitare ogni forma di violenza o provocazione.

 

“La forza della nostra democrazia sta proprio nel fatto che sopportiamo posizioni estreme, ma le contrastiamo con un atteggiamento chiaro, unito e pacifico”, concordano il presidente della Provincia e il presidente del Consiglio provinciale.

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