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Bolzano
19 febbraio | 18:53

Tutti contro il corteo "Remigrazione": ''Incitano alla deportazione etnica''. E si annuncia la contromanifestazione antifascista

L'iniziativa si terrà il 28 febbraio. In contemporanea verrà organizzata una contro manifestazione antifascista

Tutti contro il corteo "Remigrazione": Incitano alla deportazione etnica''

BOLZANO. La manifestazione, prevista per sabato 28 febbraio, si farà. Il corteo organizzato dal Comitato “Remigrazione e Riconquista” partirà da piazza Vittoria, a Bolzano, alle 15. Alle  15.30, invece, in piazza Municipio inizierà la contromanifestazione antifascista organizzata da alcune associazioni bolzanine di sinistra ed estrema sinistra.

Insomma sarà un sabato ad alta tensione.

 

Dopo l'annuncio della manifestazione del comitato, riconducibile a un’area dell’estrema destra, sono state immediate le reazioni critiche per i contenuti rivendicati e per il contesto in cui l’iniziativa viene collocata. Sono state numerose le richieste di non autorizzare il corteo, arrivate dalle rappresentanze della politica locale.

 

A prendere posizione è stata in primis la presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, che ha richiamato l’attenzione sul profilo degli organizzatori.

 

“La rete che promuove l’evento- dice Unterberger - è la stessa a cui è stato impedito l’accesso alla Camera dei deputati per presentare una proposta di legge sulla cosiddetta “remigrazione”. Non ci può essere tolleranza alcuna per manifestazioni che incitano alla deportazione etnica”, sottolinea la Senatrice.

 

“Invitiamo caldamente a non dare o a revocare con urgenza l’autorizzazione alla manifestazione'' scrivono, in una nota congiunta la stessa Unterbger, la senatrice Aurora Floridia, il senatore Luigi Spagnolli, gli onorevoli  Manfred Schullian e Sara Ferrari. Un documento sottoscritto anche da Luca Di Biasio (Sinistra die Linke), Carlo Bettio (Partito Democratico), Luca Bertolini (Verdi), Paul Köllensperger (Team K.), Alessandro Bertinazzo (PSI), Diego Nicolini (M5S), Angelo Gennaccaro (La Civica) e Juri Andriollo (Lista Civica).

 

“Questa pronuncia giudiziaria - si legge nella richiesta di non consentire la manifestazione a Bolzano con riferimento alla sentenza di Bari che ha condannato 12 militanti di CasaPound per riorganizzazione del partito fascista contribuisce a delineare un quadro preoccupante circa la natura di CasaPound, individuata come una realtà connotata da riferimenti espliciti al fascismo e da episodi di violenza. Considerato che tale organizzazione figura tra i principali promotori della manifestazione prevista a Bolzano, riteniamo inopportuno autorizzare un evento riconducibile a soggetti che sono stati riconosciuti responsabili di comportamenti in aperto contrasto con i valori costituzionali perché si rischierebbe una forma di legittimazione pubblica nei confronti di gruppi coinvolti in procedimenti per apologia e ricostituzione del partito fascista".

 

Nel dibattito è intervenuta anche la Consulta provinciale per l'integrazione, un organo consultivo della Giunta provinciale che ha il compito di promuovere il dialogo interculturale e la coesione sociale.

 

“La manifestazione appare altamente provocatoria, divisiva e atta a mettere in pericolo l'ordine pubblico”, si legge in una lettera della Consulta provinciale per l'integrazione.

 

Per la Consulta, inoltre, il disegno di legge per un referendum popolare sulla “remigrazione” è un disegno di legge “il cui contenuto e le cui finalità sollevano notevoli dubbi circa la compatibilità con i principi della Costituzione e l’ordinamento giuridico democratico”.

 

Sarebbe invece opportuno sostenere maggiormente il dialogo aperto e lo scambio interculturale, sia a livello pubblico che privato. Per questo motivo i membri della Consulta provinciale si oppongono al disegno di legge e alla manifestazione prevista per la fine di febbraio a Bolzano.

 

"Chi fa politica all'insegna dello slogan ‘remigrazione’ mette in discussione i principi fondamentali della nostra convivenza democratica. In qualità di presidente della Consulta provinciale per l'integrazione, ritengo nostro dovere prendere chiaramente posizione quando vengono relativizzati la dignità umana, l'uguaglianza davanti alla legge e i diritti fondamentali costituzionali. L'Alto Adige è sinonimo di coesione e Stato di diritto, non di emarginazione e divisione", afferma l'assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer.

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