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FVG
07 gennaio | 14:11

Dipiazza dà della "Befana" a Schlein, è polemica. Ferrari: "Misogino, si scusi se è capace". Bonaccini: "Che vita triste". Scanzi "Poro brodo"

"La misoginia del sindaco di Trieste non è nuova - tuona la deputata trentina del Pd Sara Ferrari -. E' colui che poche settimane fa ha dato spettacolo urlando ad una consigliera comunale che lui "non si fa comandare da una donna". Questo modo superato di cercare di delegittimare le donne, parlando di corpi e non di idee, rivela l’incapacità del confronto politico e ne avremmo davvero abbastanza. Si scusi lui e se non è capace nemmeno di questo, lo facciano le forze politiche che lo sostengono se si vergognano almeno un po'"

TRIESTE. Il post non è stato rimosso e compare ancora in bella vista sulla sua pagina Facebook personale. E, almeno per ora, nonostante il "vespaio" che ha provocato con reazioni da ogni parte della Penisola, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza non si è né scusato né giustificato.

 

Professionista della politica dall'ormai lontano 1996, quando venne eletto primo cittadino di Muggia, l'attuale titolare del Palazzo del Municipio di piazza Unità d'Italia è al suo quarto mandato alla guida del comune triestino e ha ben pensato di augurare "Buona Epifania" a tutti postando una foto della "vecchina" che, secondo la tradizione, porta i dolci ai bambini buoni e il carbone a chi è stato "cattivo", con la scopa in mano e le fattezze della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.

 

Il tutto corredato da un "Tanti Auguri Befana" a corredo della foto.

Ebbene, il post di Dipiazza ha fatto rapidamente il "giro" d'Italia e da, sinistra, sono arrivate reazioni durissime nei confronti del primo cittadino triestino mentre, per il momento, nessun commento è stato espresso da rappresentanti del centro destra, l'area politica di cui fa parte il primo cittadino triestino, esponente di Forza Italia

 

"La misoginia del sindaco di Trieste non è nuova - tuona la deputata trentina del Pd Sara Ferrari -. E' colui che poche settimane fa ha dato spettacolo urlando ad una consigliera comunale che lui "non si fa comandare da una donna".  Non so in quale secolo sia rimasto il pensiero di quest'uomo così limitato, spiace anche solo doverlo prendere in quella considerazione che non meriterebbe, se non fosse che purtroppo è il primo cittadino di un’importante città capoluogo. Peccato che non se ne renda conto lui per primo. Certamente con le sue uscite, come quella di ieri su Schlein, umilia più l’istituzione che è chiamato a rappresentare con la sua inadeguatezza, che non la segretaria del Partito Democratico. Questo modo superato di cercare di delegittimare le donne, parlando di corpi e non di idee, rivela l’incapacità del confronto politico e ne avremmo davvero abbastanza. Si scusi lui e se non è capace nemmeno di questo, lo facciano le forze politiche che lo sostengono se si vergognano almeno un po'".

 

"Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza non è nuovo a frasi sessiste - ha invece commentato Stefano Bonaccini, ex Governatore dell'Emilia Romagna, ora europarlamentare del Pd -. Certo che deve avere una vita triste, se deve riempire il proprio tempo in questo modo. Che vergogna".

Di "odio e degrado" parla il deputato Pd Marco Furfaro, che attacca il centro destra parlando di "imbarazzo" per "il silenzio di chi, come Giorgia Meloni, passa i giorni a fare vittimismo ma poi non è in grado di prendere le distanze neanche questa volta".

 

Il giornalista Andrea Scanzi ha invece dedicato ben due post alla vicenda, prima raccontando la vicenda e chiudendo il proprio intervento con "Poro brodo" e poi illustrando il curriculum di Dipiazza.

"Tanto per ricordarci che quelli che ci governano non sono lì per caso - scrive Scanzi sui propri canali social seguiti da milioni di persone -, ma sono lì perché in tanti li votano e ancor più gli somigliano, la brutta copia di Bandecchi nonché sindaco di Trieste Roberto Dipiazza vanta tra le altre queste caratteristiche: ha lasciato la scuola dopo la terza media; è stato votato sindaco di Trieste ininterrottamente dal 2001 a oggi, con la sola interruzione della parentesi 2011/16; è uno dei pezzi da novanta di Forza Italia (vamos!); ha vinto le elezioni per quattro volte ed è dunque al QUARTO mandato come sindaco di una città straordinaria (e straordinariamente masochista) come Trieste, alle elezioni per il presidente della repubblica, nel 2022, beccò quattro voti al secondo scrutinio. (E in effetti uno come Dipiazza al Quirinale ci starebbe benissimo). Tutto ciò ci insegna almeno una cosa: Quando un “politico” dileggia Elly Schlein e /o usa toni sessisti contro una consigliera comunale, qualcuno in Italia si indigna (giustamente). E tanti altri gli dicono bravo e lo trovano pure simpatico (e infatti poi lo votano). Forza Italia!".

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