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| 04 agosto | 12:13

''Te l'ho prestata, te la sei presa. E poi la abbandoni su un sasso?'', il rifugio aiuta centinaia di persone colte da un nubifragio ma succede questo: ''Perché tanta ignoranza?

Il racconto pieno di amarezza del gestore del Rifugio Albani. ''Durante il pranzo avevamo su stimati più di 250/300 persone ma è scoppiato il finimondo. Tempesta di vento, fulmini e acqua che veniva giù con l'idrante. Son entrati tutti al rifugio. Son saliti in camera, dentro la dispensa, nei corridoi. Un panico totale, ma ci sta. Abbiamo fatto del nostro meglio per gestire i tavoli ed il pranzo. Ci han chiesto il phon per asciugarsi, dei vestiti per cambiarsi, delle giacche a vento, degli scarponi, delle coperte e abbiamo dato l'impossibile'', poi l'amara sorpresa

Te l'ho prestata, te la sei presa
di L.P.

COLERE. ''Te l'ho prestata, te la sei presa. Dico portala in paese. Oppure dopo un'ora che è finito tutto lasciala fuori dal rifugio a terra. Ma perché tanta ignoranza? Perché abbandonarla giù a metà sentiero su un sasso?''. Ha davvero perso la pazienza il gestore del Rifugio Albani, Chicco Zani. L'ha persa dopo aver passato una giornata di quelle davvero complicate a dar riparo a centinaia e centinaia di persone colte, forse anche in maniera un po' improvvida visto che le previsioni meteo ci sono e le allerte anche, alla sprovvista dal violento temporale che nella giornata di domenica ha sferzato anche la Prealpi Orobie. Si è prodigato di aiutare tutti e di fare il possibile tra phone per asciugare i capelli, coperte per riscaldare, acqua, cibo, giacche e scarponi prestati e poi, alla fine dell'emergenza, ecco spuntare una sua coperta a metà sentiero.

 

E' stata abbandonata lì da una di quelle persone che aveva avuto bisogno di aiuto e che scampato il pericolo e superato il momento di difficoltà ha pensato bene che fosse forse troppo pesante e ingombrante per continuare a portarla con sé. Meglio, quindi, abbandonarla lungo il sentiero, nel bosco, nella natura, tanto 'chissene' di ogni conseguenza. E allora ecco lo sfogo di Zani per sensibilizzare le persone e far capire cosa ogni giorno devono affrontare i gestori delle nostre strutture in quota tra brutti esempi di maleducazione e vera e propria stupidità.

 

''Mi è antipatico scrivere queste cose - spiega sui suoi social - ma vi giuro che non tengo giù i rospi e nemmeno i girini. Durante il pranzo avevamo su stimati più di 250/300 persone ma durante il pranzo è scoppiato il finimondo. Tempesta di vento, fulmini e acqua che veniva giù con l'idrante. Son entrati tutti al rifugio. Son saliti in camera, dentro la dispensa, nei corridoi. Un panico totale ma ci sta. Abbiamo fatto del nostro meglio per gestire i tavoli ed il pranzo. Ci han chiesto il phon per asciugarsi, dei vestiti per cambiarsi, delle giacche a vento, degli scarponi, delle coperte e abbiamo dato l'impossibile''. E qui Zani fa un piccolo inciso: ''Che poi mi chiedo, ma un minimo di ricambio ed una giacca nello zaino dovrebbe esserci'', visto che si va in montagna e il cambio serve sempre. 

 

''Ma ciliegina sulla torta - qui l'amara conclusione - una coperta è stata presa, portata giù a metà sentiero e poi abbandonata sul sasso. Adesso io mi chiedo: ma perché tanta ignoranza ? Te l'ho prestata, te la sei presa. Portala in paese oppure dopo un'ora che è finito il tutto lasciala fuori, in terra. E mi chiedo: ma perché poi siete solo capaci di giudicare il rifugista orso che si incazza se volete saltare la fila o si incazza se fate autogestione? Dai da bravi. Fate mettere anche a me qualche recensione su chi va in montagna che poi le stelline brillano di luce propria''.

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