Finanziamenti ad Hamas, Ambrosi chiede al Governo il ruolo del Trentino Alto Adige: ''Un imam di Riva coinvolto nell'inchiesta e in passato smantellate cellule jihadiste''
La parlamentare di Fratelli d'Italia interroga il Governo sull'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, in raccordo con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Nel testo, però, mescola un po' di tutto anche un vecchio articolo del Giornale (''Trento, l'imam in foto con due jihadisti Isis'') cui l'imam aveva già replicato chiudendo nettamente la questione

TRENTO. Un gran minestrone dove dentro c'è un po' di tutto. Il fine è alquanto astruso, visto che si sta parlando di un'inchiesta dunque sarebbe meglio attendere le indagini e il corso della giustizia, e poi vengono citate altre inchieste di anni fa e addirittura una vecchia foto già chiarita e archiviata. E allora ecco che è la stessa proponente a dover specificare che ciò viene fatto per ''rafforzare trasparenza, legalità e sicurezza, distinguendo in modo netto tra legittima attività umanitaria e qualsiasi utilizzo illecito delle risorse economiche, a tutela dello Stato e delle comunità locali''.
Come detto ci vorranno anni per arrivare a sentenze definitive e quindi avere le certezze che si chiedono ma tant'è, l'importante è interrogare e allora interroghiamo. A depositare l'atto al ministero dell'interno e della giustizia è la parlamentare di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi che chiede al Governo di chiarire quanto c'entri il Trentino Alto Adige nell'inchiesta relativa a presunti sistemi di finanziamento di Hamas attraverso associazioni operanti sul territorio italiano, formalmente nel settore umanitario. Un'operazione giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, in raccordo con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Da quanto emerso oltre il 71% delle somme raccolte da queste organizzazioni sarebbe stato destinato direttamente o indirettamente all’organizzazione terroristica Hamas o a soggetti a essa collegati, mentre una quota residua pari a circa il 29% sarebbe rimasta sul territorio nazionale, nella disponibilità di soggetti e associazioni operanti in Italia.
''La destinazione, la gestione e l’utilizzo di questa quota residua rappresentano uno dei profili centrali che rendono necessario un approfondimento istituzionale - spiega Ambrosi -. In questo quadro assume un rilievo specifico il Trentino-Alto Adige, che non emergerebbe come semplice contesto geografico marginale, ma come territorio di presenza stabile e di attività associative rilevanti ai fini dell’indagine, anche in relazione alla figura di un imam operante a Riva del Garda, in provincia di Trento, indicato dalle fonti come coinvolto nell’inchiesta''. Dalle intercettazioni, infatti, emergerebbe un imam di Riva del Garda che al telefono spiegava che i soldi raccolti sarebbero stati spediti a Gaza nascosti dentro container carichi di medicinali.
''Il Trentino-Alto Adige è inoltre un territorio che in passato è già stato interessato da operazioni e indagini antiterrorismo - prosegue la parlamentare trentina -: in Alto Adige, con lo smantellamento di una presunta cellula jihadista con base a Merano e successivi arresti per propaganda estremista; in Trentino, con indagini relative a piani di attentato di matrice estremista sventati dalle forze dell’ordine, anche nell’area di Nago-Torbole. Si segnala inoltre che, secondo quanto riportato dalla stampa nazionale nel gennaio 2018, un imam operante nella città di Trento era stato oggetto di attenzione mediatica per essere stato ritratto in immagini insieme a soggetti indicati come jihadisti, circostanza che, pur non avendo dato luogo a condanne, aveva sollevato interrogativi sull’efficacia degli strumenti di monitoraggio e prevenzione''. Un di tutto un po' buono ad elaborare l'interrogazione, forse, ma non certo a fare chiarezza.
Quest'ultimo riferimento, poi, è pari al nulla cosmico. Si trattava di tentativi piuttosto maldestri provenienti da ambienti di destra (nel 2018 era stato il Giornale a proporre una foto con titolo Trento, l'imam in foto con due jihadisti Isis) che già erano stati respinti con fermezza dall'Imam di Trento Aboulkheir Briegheche che sempre si è schierato apertamente contro il terrorismo e la violenza. Insomma il tentativo di Ambrosi più che teso a fare chiarezza pare confondere ancora di più le acque mescolando inchieste e vicende lontanissime tra loro sia dal punto di vista geografico che cronologico. La speranza è che se mai arriverà una risposta dal Governo questa possa essere davvero chiara e possa aiutare l'opinione pubblica a fare un passo avanti nella comprensione dei fatti e non altri indietro.
Ed ecco i quesiti di Alessia Ambrosi: ''A quanto ammontano complessivamente le somme oggetto di indagine riconducibili alle attività che interessano il Trentino-Alto Adige, con particolare riferimento a Riva del Garda; risultano disponibilità di denaro contante, patrimoni o altri asset riconducibili ai soggetti operanti sul territorio trentino-altoatesino?; alla luce del rinvenimento di ingenti somme di contante, tra cui circa 560.000 euro a Sassuolo, emergono analoghe modalità di accumulo o occultamento anche nel Trentino-Alto Adige?;come è stata impiegata la quota residua pari a circa il 29% delle somme raccolte e rimaste in Italia e tale quota è stata destinata a investimenti immobiliari, acquisizioni tramite aste giudiziarie, accantonamenti in contante o altre forme di reimpiego?; tali modalità sono state riscontrate anche in altre regioni italiane?; quali strumenti di prevenzione e controllo dei flussi finanziari sono attualmente attivi nel Trentino-Alto Adige e il Governo intende rafforzarli?; quali iniziative il Governo intende adottare per tutelare le comunità locali, evitando ogni forma di stigmatizzazione collettiva e garantendo tolleranza zero verso la strumentalizzazione della solidarietà o della libertà religiosa a fini terroristici?''.












