Stop alla carne di cavallo: la proposta per considerarli “animali di affezione” e vietarne la macellazione in Parlamento
In Parlamento si discutono nuove proposte per vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti: le specie in questione verrebbero riconosciute come “animali da affezione” e non da destinare, dunque, alla produzione alimentare

ROMA. In Parlamento sono in discussione diverse proposte di legge per arrivare a vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti. Le specie in questione, secondo quanto riportato nei testi presentati rispettivamente alla Camera e in Senato da Michela Brambilla (Noi Moderati) e da Susanna Cherchi (Movimento 5 Stelle) e Luana Zanella (Alleanza Verdi Sinistra), verrebbero in pratica riconosciute come “animali da affezione” e non da destinare, dunque, alla produzione alimentare.
Brambilla – presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente oltre che deputata – aveva presentato la proposta ancora a inizio legislatura e il testo, con l'abbinamento delle due successive proposte di legge, ha iniziato negli scorsi giorni il suo iter alla commissione Agricoltura: “In 13 articoli il testo – scrive la stessa Brambilla sui social – delinea un dettagliato sistema di tutela che ha il suo fulcro nel divieto di macellazione, di esportazione per macellazione, vendita e consumo di carni, di utilizzo in spettacoli pericolosi o stressanti, di sfruttamento eccessivo, di utilizzo per esperimenti scientifici (inclusa la clonazione) e attività contrarie alla dignità o alle capacità fisiche di tutte le specie di equidi”.
La proposta introdurrebbe anche sanzioni pecuniarie e penali se il divieto non venisse rispettato e l'iscrizione in un registro anagrafico di tutti i capi interessati. Secondo quanto emerso, chi continuasse ad allevare equidi con finalità di macellazione rischierebbe la reclusione da tre mesi a tre anni e multe fino a 100mila euro – con la pena aumentata di un terzo nel caso in cui le carni fossero effettivamente messe in commercio.
“Al netto di discrepanze derivanti dall'inefficienza dei sistemi di tracciamento – scrive ancora Brambilla parlando del settore della carne equina – l'andamento negli anni delle macellazioni è fortemente decrescente, da oltre 70mila l'anno nel 2012 a circa 22mila nel 2024 secondo l'Istat. Del resto un rapporto di Ipsos, pubblicato in maggio, mostra che nel nostro Paese il consumo di carne equina è ai minimi: solo il 17% dei consumatori di carne afferma di mangiare cavallo almeno una volta al mese. Insomma, è il momento di cambiare”.












