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Alessia Ambrosi, la segretaria della Lega Nord che vuol sapere se i profughi hanno l'Aids. "Per difendere la salute dei cittadini"

Ma a parte gli immigrati untori che ammorbano l'aria, Alessia Ambrosi si è occupata anche di orsi. Nello stesso comunicato: perché in fondo tutti - orsi e profughi - dovrebbero tornare a casa loro. Chi in Africa, chi sulle montagne

Di Donatello Baldo - 19 August 2017 - 07:04

TRENTO. "Mentre aumenta il numero di profughi, l'orso continua a far paura", questo il titolo di un comunicato stampa diffuso dalla Lega Nord della Valle dei Laghi. Riporta l'esito di una manifestazione che nei giorni scorsi si è svolta a Cavedine per esprimere il dissenso "nei confronti del 'progetto accoglienza trentino' e del 'progetto Life ursus', due problematiche che coinvolgono da vicino la nostra valle".

 

Alla manifestazioni, attorno alla fontana del paese, erano una decina. Pochi ma agguerriti: "I cittadini si trovano a dover fare i conti con l'arrivo di ulteriori 4 richiedenti asilo che risiederanno nella frazione di Vigo", affermano arrabbiati. Altri quattro dopo gli otto che già ci abitano

 

"Chiediamo da dove provengono i presunti profughi, visto che ancora una volta non se ne conoscono le generalità, non sappiamo da dove arrivano, se sono effettivamente profughi, né tanto meno se si trovavano in qualche centro accoglienza o se sono giunti direttamente da noi a seguito degli ultimi sbarchi"

 

Questo chiede la segretaria della sezione Alessia Ambrosi, che firma il comunicato. Ma chiede anche altro, oltre al nome e al cognome dei suoi futuri compaesani: "Per la sicurezza degli abitanti e della Valle, desideriamo conoscere le loro condizioni di salute".

 

Proprio così, vuole sapere se questi richiedenti asilo sono di sana e robusta costituzione. E in un video che posta su Facebook è più precisa. Vuole sapere se questi abbiano la Tbc o l'Aids, "che purtroppo nei centri di accoglienza dilaga". 

 

La domanda non è per sapere se stiano bene o male, se siano curati e assistiti nel miglior modo possibile. Lei è preoccupata per la salute dei cittadini della Valle dei Laghi. Perché se un profugo fosse sieropositivo non fosse mai che diffonda il virus. 

 

Ma come si diffonde il virus dell'Aids? Con il sangue o con i rapporti sessuali. Attraverso lo scambio di siringhe, attraverso trasfusioni con sangue infetto. Oppure facendo sesso senza l'uso del preservativo. Il rischio quindi lo correrebbe un tossicodipendente di Cavedine se si infilasse nella vena di un braccio la siringa appena usata da un richiedente asilo. 

 

Oppure se una giovane ragazza di un richiedente asilo se ne innamorasse e decidesse di portarlo fra le fratte a far l'amore. Senza preservativo, perché il solo preservativo eviterebbe l'infezione e lascerebbe solo il romanticismo della 'camporella'.

 

Ma a parte gli immigrati untori che ammorbano l'aria Alessia Ambrosi si è occupata anche di orsi. Nello stesso comunicato: perché in fondo tutti - orsi e profughi - dovrebbero tornare a casa loro. Chi in Africa chi sulle montagne. 

 

"Precisiamo di non essere contrari all'orso, semplicemente non concepiamo la convivenza intesa dal progetto, in primis per la sicurezza dell'uomo, secondo per lo stesso animale che va spostato in un posto più adatto". Nessuna precisazione per quanto riguarda i richiedenti asilo. 

 

Alessia Ambrosi adesso è più serena, l'orso che tanto fa paura è stato ucciso. Rimane l'uomo nero, che si aggira per la valle pronto a diffondere paura e pestilenza. Ma rimane anche un video del 12 agosto che per intero pubblichiamo:

 

 

 

 

 

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