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Bilancio, Rossi lo presenta al Consiglio: "Siamo la terra in cui vivere è bello, ma attenzione al populismo"

Il governatore presenta la manovra di bilancio: "Conti in ordine e impegno per chi rimane indietro". Vallotomo, orso e atti incendiari contro i profughi sono "spie di un disagio che non va ignorato"

Di Donatello Baldo - 16 dicembre 2016 - 18:15

TRENTO. "Se guardiamo al raffronto con il resto d'Italia il Trentino si è confermato anche nel 2016 una terra in cui è bello vivere", ha esordito il governatore Ugo Rossi nella presentazione della manovra di bilancio tenuta oggi di fronte al Consiglio provinciale. 

 

"Certo questo non basta - ha affermato - perché vogliamo e dobbiamo saper guardare anche a ciò che non è soddisfacente e sappiamo perfettamente che dobbiamo fare di più". Per questo l'attenzione della giunta è rivolta "a tutti coloro che non possono riconoscersi nell'affermazione che qui sia bello vivere e che sono quindi dentro quelle percentuali, pur basse, ma non positive. Vogliamo farlo confermando la tradizionale attenzione dei nostri bilanci ai bisogni di chi resta indietro - ha detto Rossi - ma anche pensando a chi vive nella paura di poterlo diventare".

 

Poi il presidente della Provincia elenca le buone cose dell'anno che sta terminando "che fin dall'inizio è stato proficuo": la consulta, l'accordo sulla concessione dell'A22, le nuove competenze sui contratti pubblici, il commercio, il parco dello Stelvio, la gestione venatoria e l'ultimazione dell'istruttoria relativa all'esercizio amministrativo della giustizia. Ma anche il ricordo dei 70 anni dell'accordo De Gasperi-Gruber "che abbiamo celebrato per la prima volta con la presenza a Trento del presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatsche, celebrazione a cui ha preso parte l'allora ministro degli esteri  Paolo Gentiloni, oggi presidente del Consiglio dei ministri".

 

Si è soffermato, il governatore, anche sui "traguardi importanti" raggiunti su università e ricerca, sull'innovazione scolastica con l'alternanza scuola-lavoro, l'avvio del trilinguismo e stabilizzazione dei precari, ma anche sugli ammortizzatori sociali e previdenza complementare di livello europeo, start up, servizi sanitari e sociali "sempre ai primi posti di ogni rilevazione nazionale ed internazionale, turismo di qualità, attenzione all'ambiente e alla produzione di energia di fonti rinnovabili, per non dire dell’impegno della nostra Protezione civile, quest’anno nuovamente all'opera – purtroppo – in un’area terremotata dove in tempi record abbiamo fatto rinascere le scuole di Amatrice".

 

Ma Ugo Rossi ricorda anche l'impegno umanitario. "Voglio anche ricordare lo spirito corale che anche da quest’aula ha reso possibile quel corridoio umanitario che ha ridato speranza ad un gruppo di profughi siriani da qualche tempo ospiti della nostra terra".

 

Poi la relazione si addentra sul terreno del bilancio vero e proprio, sintetizzato nei macro-obiettivi che sono questi: "La salvaguardia della crescita del sistema economico locale per aumentarne il grado di competitività, il mantenimento degli elevati livelli di coesione sociale e del grado di qualità della vita presenti sul nostro territorio, la creazione di futuro attraverso il consolidamento della dimensione familiare (da un lato attraverso detrazioni di imposta e dall'altro mediante specifiche erogazioni), per favorire migliori condizioni per il sostegno della natalità"

 

In conclusione Rossi tocca il tema del rapporto tra cittadini e istituzioni. "In Trentino per fortuna non si sono manifestate quelle derive populiste che abbiamo visto avanzare in altri contesti. I nostri valori spiega – sono ancora ben saldi. Il Trentino è ancora terra capace di alimentare la discussione al proprio interno, di trovare le giuste mediazioni, di coltivare il dialogo fra le forze economiche e sociali e fra queste e la politica. Tutto ciò rappresenta in fondo il nostro capitale sociale più grande: dobbiamo custodirlo, e al tempo stesso dobbiamo farlo crescere".

 

Ma c'è un ma, e il governatore mette nello stesso contenitore del "disagio" le contestazioni al vallotomo (e a lui), le battaglie animaliste e le azioni di odio nei confronti dei migranti. "Abbiamo assistito recentemente ad alcuni eventi che rappresentano altrettante, preoccupanti spie di un disagio che non va ignorato o minimizzato, ma affrontato. Penso a certi toni sopra le righe emersi per questioni su cui pure stiamo trovando le opportune soluzioni – ad esempio qualche giorno fa la messa in sicurezza dell’abitato di Mori, o in passato la presenza dell’orso nei nostri boschi – e penso a certi gesti, che cozzano con il senso di responsabilità e accoglienza che caratterizza l’Autonomia trentina, come quelli che hanno colpito gli edifici destinati ad ospitare i profughi accolti in due Valli del Trentino".

 

"Situazioni come queste che ho citato devono essere per tutti noi motivo di preoccupazione - afferma - perché non rappresentano una critica diretta verso una impostazione politica che non si condivide e che legittimamente si vuole cambiare, ma un tirare dentro tutto, in maniera indiscriminata, mescolando realtà e sua manipolazione, dati concreti e paure prive di fondamento. E, lasciatemelo dire, anche senza farsi scrupolo di colpire direttamente le questioni personali, che invece dovrebbero restare fuori dalla lotta politica e anche da quella condotta attraverso i mass media e i social network, dove spesso – insiste Rossi– persino le bufale più grossolane vengono enormemente amplificate".

 

"Attenzione - sottolinea Rossi - perché se questi segnali dovessero crescere, moltiplicarsi, significherebbe che anche qui, nel Trentino dell’Autonomia, si stanno diffondendo i germi di una delegittimazione a prescindere delle istituzioni che porta alla crisi irreversibile della democrazia".

 

Poi tranquillizza tutti affermando che non ha "nessuna intenzione di lasciare il mio compito alla guida della Provincia autonoma in direzione di qualsivoglia altro impegno". Il riferimento è a coloro che hanno ipotizzato un suo interesse per la candidatura al Parlamento.

 

"Per quanto ci riguarda - conclude - confermo il nostro massimo impegno a portare a termine questo cammino. Senza nessuna presunzione ma anche senza nessuna ambiguità. Il centro sinistra autonomista si assume in pieno le proprie responsabilità e lo fa anche attraverso questa proposta di bilancio".

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