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Commercio, turismo, imprenditoria, artigiani, agricoltori: ecco come si dividono sul referendum

Da Gallo a Tomasi, da De Laurentis a Bonazzi, da Bort a Briosi e Rizzi: Sì o No il 4 dicembre?

Pubblicato il - 26 novembre 2016 - 08:05

TRENTO. Oggi sentiamo cosa pensano del referendum il mondo dell'impresa, dell'economia e del turismo. Se Sì o se No, se la riforma della Costituzione piace oppure è da bocciare. Gianni Bort è il presidente dell'Unione Commercio di Trento ed ecco cosa dice: “A livello di organizzazione non ci si esprime, non si dà nessuna indicazione. Ma la mia posizione personale – spiega Gianni Bort – è per dare sostegno al cambiamento. Poi alcune cose sono scarsamente efficaci, ma un cambiamento – sottolinea il presidente – è necessario”. “Sento da imprenditori e colleghi che burocrazia, l'accesso al credito, i lacci impediscono di fare impresa – afferma Bort – e hanno ragione. Non so se questa riforma possa servire a risolvere questi problemi – ammette – ma il modo di schiodare questo Paese è necessario che si trovi: iniziamo con la riforma istituzionale e andiamo avanti”.

 

Antonello Briosi è l'imprenditore che guida la Metalsistem di Rovereto “con polso e fantasia”, c'è scritto sul sito del suo gruppo. “Hanno tutti ragione, sia coloro che sostengono il Sì che coloro che sostengono il No – afferma – quindi deciderò alla fine: in realtà è una scelta semplice, è l'esasperazione dello scontro politico che l'ha resa difficile”. “La mente umana è predisposta al negativo – osserva Briosi – la notizia negativa fa audience, quindi tutto male, tutto un disastro. Ma se veramente la gente pensa così allora io voto Sì, considerato che peggio di così non si può andare. Purtroppo – aggiunge l'imprenditore – ci siamo incartati, tutto si gioca sullo scontro politico quando invece dovremmo entrare nel merito e per una volta viaggiare più in alto e parlare delle nostre istituzioni”. 

 

Diversamente la pensa il presidente degli Artigiani Roberto De Laurentis: "Io vado a votare. Sono sempre andato, sono uno di quelli che non salta mai un impegno elettorale. Naturalmente il voto è controverso ma io non credo che questa riforma sia una novità. E siccome io non cambio solo per cambiare penso voterò No perché Renzi è riuscito a trasformare un referendum in una cosa pro o contro lui". Indeciso invece Luciano Rizzi, coordinatore dei presidenti delle Apt e dei consorzi Pro Loco, che andrà a votare, ma ancora non sa per cosa. "Voglio capire bene cosa è meglio per l'autonomia del Trentino. Parteciperò a qualche incontro e dibattito sui territori in questi giorni per cercare di farmi un'idea accurata".

 

Il presidente di Confindustria Trento Giulio Bonazzi a il Dolomiti qualche giorno fa spiegava che voterà Sì e aggiungeva: "Penso che stiano girando un sacco di falsità. Non si supera il bicameralismo perfetto? Falso, si supera. Lo si poteva fare meglio? Forse ma è un primo, importante passo. Non si tagliano enti inutili? Falso, le Provincie, finalmente, scompaiono dalla Costituzione. La nostra autonomia è sotto attacco? Falso, si rafforza e si blinda normativamente".

 

Meno deciso Massimo Tomasi direttore della Confederazione italiana agricoltori del Trentino: "Sono per il cambiamento anche se mi preoccupa. Quindi propendo leggermente per il Sì. Ma c'è ancora tempo per modificare la mia opinione. Per esempio mi hanno dato molto fastidio le dichiarazioni di membri del Governo sulla loro volontà di accentramento quindi deciderò dopo aver approfondito".

 

"Io dico sicuramente che sicuramente andrò a votare - conclude Massimo Gallo presidente dei commercianti del Trentino - ma ancora non sono sicurissimo di come voterò. Diciamo che propenderei da un lato per il Sì perché la riforma non è sicuramente peggiorativa.Per il nostro territorio, poi, si vanno a inserire garanzie di autonomia ulteriori, direttamente in Costituzione. Sul Senato si poteva forse fare di più, tagliando ancora, ma anche quello è un passo avanti. Quel che non mi convince è l'abbinata riforma costituzionale e legge elettorale. E quindi dall'altro lato il fatto che possa governare, con tanti poteri, chi prende magari il 15% dei voti totali, perché tra astensione e frammentazione dei partiti potrebbe bastare questa soglia, mi spaventa. Dicono che poi forse cambieranno l'Italicum? Intanto la situazione è questa e quindi alla fine penso che propenderò per il No".    

 

 

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