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E' ufficiale: Kaswalder è stato espulso dal Patt. "Mi sono liberato di una zavorra, ora fondo un mio partito autonomista"

I Probiviri hanno emanato la sentenza, il consigliere autonomista è stato allontanato dal partito delle Stelle alpine. "Sono senza rimpianti ma anche senza parole"

Di Donatello Baldo - 06 marzo 2017 - 15:55

TRENTO. La notizia la dà lui stesso su Facebook: "Confermata la mia espulsione dal Patt. Dopo 43 anni mi hanno espulso. Sono senza parole. Ma anche senza rimpianti - afferma il consigliere Walter Kaswalder - perché mi sono sempre comportato secondo coscienza, senza mai abbassare la testa, tenendo sempre la barra a dritta e i principi dell'autonomismo ben fissi dinanzi a me".

 

"A tutti i miei amici un grazie di cuore per la vicinanza che mi hanno dimostrato in questi tre mesi di lotta - scrive Kaswalder - e a tutti voi un grazie per la vicinanza. Ora - conclude - viene il bello".

 

La sentenza di espulsione è stata comunicata a Kaswalder dai Probiviri che dovevano decidere sull'appello presentato dallo stesso consigliere contro la decisione del Collegio di garanzia che per primo aveva decretato il suo allontanamento dal partito autonomista trentino tirolese.

 

I motivi dell'espulsione, le posizioni di contrasto all'interno del gruppo consigliare, i distinguo anche in sede di voto e l'accusa di non essere in linea con la guida Panizza-Rossi del partito delle Stelle alpine. Accuse che Kaswalder ha sempre rimandato al mittente affermando la sua coerenza con i valori dell'autonomismo e con i principi dello Statuto del partito.

 

"Adesso viene il bello - commenta a caldo il consigliere - perché adesso parto in quarta. Dietro di me ci sono tante persone, c'è il popolo che non mi ha mai abbandonato e che mi ha incoraggiato. Fonderò un nuovo partito autonomista che sappia riprendere la nostra storia, i nostri valori, quelli che il Patt ormai ha abbandonato e dimenticato".

 

Un partito pronto per le elezioni del 2018, di cui Walter Kaswalder aveva già tracciato i percorso in un'intervista precedente. "Io sono un uomo di popolo, non di vertice - afferma il consigliere - e quindi non farò un mio partito, sarà un partito della gente, io mi metterò a disposizione come sempre ho fatto in tutta la mia vita politica".

 

"E' da settembre che va avanti questa storia - afferma - e ora mi sento libero, mi sono liberato di una zavorra". In Consiglio provinciale non farà opposizione a prescindere, "perché io sono una persona seria e se dalla maggiornaza arrivano proposte serie io le voto, ma le altre sciocchezze no, su quelle voterò contro di sicuro". 

 

"Stasera - afferma il consigliere - sarò nel tesino all'incontro con l'assessore alla salute a proposito delle guardie mediche. E ci andò giù duro, sia con Luca Zeni che con la consigliera Chiara  Avanzo. Perché è una vergogna che per tagliare 100 mila euro si tagli sulla sanità, mentre si era pronti a dare una consulenza di 500 mila euro a Marcantoni per l'accademia dell'autonomia".

 

 

 

 

 

 

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