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Elezioni in Romania, anche i 15 mila cittadini romeni residenti a Trento chiamati alle urne

Domenica 11 si elegge il nuovo governo parlamentare che andrà a sostituire il governo tecnico. I seggio a Trento si trova presso la sede Cinformi

Di Luca Andreazza - 10 dicembre 2016 - 18:43

TRENTO. E' tempo di elezioni in Romania, domenica 11 dicembre, oltre 18 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per eleggere il parlamento dei prossimi quattro anni, mettendo fine al governo tecnico guidato da Dacian Ciolos (Indipendente), capace di riportare un quadro di sicurezza e tranquillità nel paese.

 

Si voterà anche in Trentino Alto Adige, dove vivono circa 15.000 cittadini della Romania, e il Consolato Generale di Milano ha predisposto un seggio a Trento presso la sede di Cinformi in via Lunelli 4. Tutti gli elettori potranno votare dalle 7.00 alle 21.00 presentandosi con un documento di identità romeno in corso di validità e di un documento italiano per attestare la residenza in Italia. 

 

Nonostante lo scandalo corruzione che ha portato l'ex premier Victor Ponta ad alzare bandiera bianca e dimettersi, il Partito socialdemocratico Psd sembra ancora in netto vantaggio rispetto al centrodestra del Partito nazionaliberale Pnl, che ha molto terreno da recuperare. Si delinea quindi una sfida fra Liviu Dragnea (Psd) contro l'alleanza fra il partito del Presidente della repubblica Klaus Iohannis (Pnl) e l'Unione per la salvezza della Romania fondato da Nicusor Dan, già candidato sindaco a Bucarest. Il partito filo ungherese sembra invece molto distante.

 

La campagna elettorale in Romania è stata contraddistinta dalle tematiche del problemi occupazionali, dei salari e del welfare. Ambiti molto cari proprio alla visione nostalgica del comunismo promossa dal Psd, il cui principale bacino di voti proviene da pensionati, disoccupati e cittadini che ricevono aiuti sociali.

 

Dopo il passato nel Patto di Varsavia sotto l'effige della bandiera sovietica e il crollo della dittatura di Ceausescu al termine della durissima rivoluzione nel dicembre del 1989, nel 2007 la Romania è entrata a far parte dell'Unione europea, dove rappresenta il secondo paese più povero.

 

Nonostante il tasso di mortalità infantile più alto del continente, il difficile accesso alle cure di base e la fatiscenza delle infrastrutture, la Romania sembra avere grande fiducia nella crescita economia e nello sviluppo della sua giovane democrazia.

 

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