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Gender, Forza Nuova contro lo spettacolo per ragazzi che andrà in scena a Trento: "Opera satanica"

L'associazione "Evita Peron" - movimento femminile di F.N. - attacca l'iniziativa del Centro culturale Santa Chiara che parla di identità e affettività: "Siamo pronti alle barricate"

Di Donatello Baldo - 23 gennaio 2017 - 18:33

TRENTO. Torna il gender, il fantasma che si è aggirato nei mesi scorsi terrorizzando più d'uno. Qui in Trentino si è parlato di gender in occasione della discussione della legge contro l'omofobia, in occasione della legge sulla parità di genere e soprattutto in riferimento delle iniziative dell'assessorato alle Pari opportunità sull'abbattimento degli stereotipi che vorrebbero i maschietti giocare solo con le ruspe e le bambine solo con le loro bamboline.

 

Questa volta si parla di gender per uno spettacolo messo in cartellone per il prossimo 6 marzo dal Centro culturale Santa Chiara. Di sua sponte: non c'entrano né Arcigay nè altre associazioni omosessuali o “omosessualiste”, come le definiscono coloro che accusano gay e lesbiche di fare propaganda per “confondere” le menti, e la sessualità, dei più piccoli.

 

Lo spettacolo si chiama FA'AFAFINE - MI CHIAMO ALEX E SONO UN DINOSAURO, prodotto dal Teatro stabile di Udine, scritto e diretto da Giuliano Scarpinato. “Un percorso sull'educazione e formazione all'affettività, poiché i problemi dell'adolescenza non prescindono da relazioni vissute male o dalla mancanza di esse”, scrivono gli autori. Un appuntamento, quello del 6 marzo, posizionato in fascia mattutina proprio per agevolare la partecipazione delle scuole. “Ragazzi dagli 11 ai 15 anni - Scuola secondaria di primo grado e biennio superiore”, questo scrive il sito del Centro Santa Chiara.

 

Contro lo spettacolo, ovunque sia messo in scena, si scatenano le ire di gruppi politici di destra, di associazioni cattoliche, di gruppi di genitori che si attivano via Whatsapp. In Trentino sono apparsi nei giorni scorsi addirittura alcuni manifesti con scritto “La favola del gender / che non esiste”. (Un “ibis redibis” sibillino, perché non si capisce se intendono che a non esistere sia la favola del gender oppure che la favola sia il gender che non esiste).

 

Ma vediamo di cosa parla la drammaturgia, cosa vedranno sul palco adolescenti e preadolescenti. “Nella lingua di Samoa – spiegano gli autori – "Fa'afafine" definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell’altro. Anche Alex (interpretato da Michele Degirolamo), nella sua stanza senza confini è un “gender creative child”; dice di essere maschio i giorni pari e femmina i giorni dispari, ma quando si innamora di Elliot vorrebbe essere tutto insieme e i dubbi si insinuano in lui. I suoi genitori hanno sempre pensato che fosse un problema, hanno creduto di doverlo cambiare. Questo, però, è un giorno speciale, in cui un bambino-bambina diventa il papà-mamma dei suoi genitori e insegna loro a non avere paura”.

 

Ora, non si prenda alla lettera quello che c'è scritto: non è l'estratto di un manuale di psichiatria, un'asserzione che descrive la realtà: si tratta della sinossi di uno spettacolo teatrale dove le iperboli, il simbolico e la provocazione sono accettate da che mondo è mondo, e utili alla comprensione artistica di ogni opera.

 

“E' la storia di un adolescente alla scoperta di sé e della sua identità, che ci introduce in uno spazio familiare popolato di giochi, attraversato da conflitti e aperture oniriche. Un tema arduo – dice la critica - individuato con coraggio e accuratezza di indagine e portato in scena in maniera eccellente da attori dotati di ironia e leggerezza. Lo spettacolo, pluripremiato, è un’occasione importante per stimolare una discussione in ambito educativo e formativo”.

 

Ma queste rassicurazioni, questi premi che ne certificano la validità anche dal punto pedagogico non bastano: l'associazione “Evita Peron”, il movimento femminile di Forza Nuova, è netta nella sua condanna. “Ecco le conferme del progetto perverso delle lobby LGBT: "Oltre lo sporco gioco di macchiare l'innocenza dei bimbi più piccoli attraverso fiabe rivisitate, testi modificati, giochi del rispetto "a luci rosse" le stesse si insinuano tra i più grandicelli per continuare l'opera satanica di destabilizzazione della loro affettività, minandone la sfera intima e imponendo loro modelli di "genere" nuovi da poter scegliere  e da considerare come assoluta normalità".

 

"Come in tempo di guerra – continua l'associazione Evita Peron - si tenta di conquistare una città minandone le mura di cinta, la stessa tattica viene usata facendo leva sulle menti più innocenti per poter imporre il nuovo concetto di società "multi- gender"; una lenta ed incessante opera di distruzione dell'ordine naturale delle cose".

 

"Siamo pronte anche alle barricate – conclude minacciosa la sezione femminile di Forza Nuova - per difendere i nostri figli, il nostro futuro, il futuro della Società. Lo spettacolo degli orrori, di una malata perversione che andrebbe solamente curata, non passerà!".

 

 

 

 

 

 

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