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Kaswalder lancia il suo nuovo partito: 'Autonomisti Popolari': "Qui c'è spazio per chiunque voglia impegnarsi per il Trentino"

Dopo l'espulsione dal Patt il consigliere autonomista lancia la sua nuova formazione politica: "E' un movimento nato da un'esigenza popolare, che unisce le periferie al centro. Io mi metto al servizio". E critica la Giunta: "Tra le peggiori dal '48 ad oggi"

Di Donatello Baldo - 06 maggio 2017 - 18:40

TRENTO. In sordina, senza tanta pubblicità, il nuovo movimento politico di Walter Kaswalder prende forma e inizia a organizzarsi in vista delle prossime elezioni provinciali. L'autonomista espulso dal Patt, il consigliere provinciale che in questa legislatura ha interpretato la figura del 'guardiano' dei valori della tradizione autonomista, è sceso in campo con un partito tutto suo.

 

Autonomisti Popolari”, questo il nome dell'associazione culturale e politica che getta le basi del partito che Walter Kaswalder guiderà alla conquista dell'elettorato, “tra quelli che non si riconoscono più nel Patt ma non solo, anche tra tutti quelli che hanno perso interesse per la politica”.

 

Il consigliere provinciale, ex sindaco di Vigolo Vattaro, è uomo di popolo. Uscito dal palazzo della Regione dove si sta svolgendo un convegno dei 5 Stelle che ha seguito con attenzione (“perché c'è da dire che Filippo Degasperi è uno che si prepara, ce ne fossero tanti come lui”), proprio fuori dalla porta un uomo lo chiama: “Walter, ma adesso con che partito ti sei messo che dal Patt ti hanno mandato via?”.

 

E Kasvalder si avvicina, gli stringe la mano: “Stiamo costruendo un altro partito, un vero partito autonomista”. “Bravo. La volta scorsa ti ho votato perché ti te sei da galant'om. Ho votato anche Lozzer, ma quello mi sa che ti ha pugnalato, quello non lo voto più, l'è un traditore”. Si salutano, poi Kaswalder confessa: “Non so nemmeno chi sia, ma vedi: questa è la mia forza, mi riconoscono per strada, mi stimano per quello che faccio, per la mia onestà”.

 

Kaswalder, allora è nato un nuovo partito.

Abbiamo già fatto alcuni incontri, senza darne pubblicità, facendo il passaparola. Ieri abbiamo incontrato i sostenitori della città di Trento, eravamo in cinquanta. Pensa che il Patt quando incontra la città se ne presentano una ventina. Poi proseguiremo a fare un incontro per ogni Comunità di valle, e la nostra associazione si svilupperà dalla periferia al centro, su base territoriale.

 

Avete già uno statuto? 

Nello statuto lo scopo è quello di promuovere e realizzare un'autonomia dinamica e integrale che tenga conto delle nostre tradizioni, delle nostre caratteristiche storiche. L'obiettivo è la costruzione dell'Euregio Tirol, dell'Europa delle Regioni. E poi ci sono i valori: li abbiamo messi per iscritto.

 

Ce li dica, su quali valori si fonda il vostro movimento?

All'articolo 3 si dice chiaramente che gli associati si ispirano al diritto naturale, alla famiglia tradizionale e all'amore per la nostra terra. E poi c'è l'articolo 4: l'abbiamo preso direttamente dal vecchio statuto del Partito popolare trentino tirolese. Parole del secolo scorso che sono ancora attuali.

 

Sentiamole.

L'associazione di impegna a proteggere il lavoro locale, in modo che sia data la precedenza ai lavoratori che già vivono nella nostra terra garantendo in ogni modo la difesa della dignità del lavoro contro lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

Queste idee vi portano naturalmente ad allearvi con la Lega Nord.

Noi vorremmo rimanere Block Frei, a noi interessa il centro, rappresentare tutti, dal contadino al professionista. Ma poi si andrà a trattare, a confrontarsi anche con le altre forze politiche. Io vorrei costruire un'alternativa a questo modo di amministrare.

 

Questa Giunta e la coalizione non le piacciono proprio.

Per l'amor di Dio, ci sono anche persone che si preparano, brave, con cui ho ottimi rapporti. Ma francamente questa Giunta è tra le peggiori che si sono viste dal '48 ad oggi. Ci sono assessori che stanno svendendo il Trentino.

 

Ma come pensa di riuscire nell'impresa di conquistare qualche seggio nel prossimo Consiglio provinciale?

Vorrei unire attorno a questa nuova formazione alcune liste civiche, puntare sui sindaci che nelle valli stanno lavorando seriamente e onestamente. Vorrei puntare su gente che abbia voglia di impegnarsi, perché dev'essere chiaro che qui non si viene per la poltrona ma per lavorare per il territorio. E sono soddisfatto perché la gente sta arrivando, c'è volgila di ricominciare. Sono tanti i delusi, soprattutto nel Patt.

 

Ma chi c'è con lei, chi sono i sui compagni di avventura?

Il popolo, le persone. Ma ci sono anche professori universitari, segretari comunali, dirigenti. Persone preparate. E di queste mie intenzioni è al corrente anche il presidente Luis Durnwaldern con cui ho un ottimo rapporto.

 

L'ex obmann dell'Svp, che lei vorrebbe candidato come presidente della Provincia quai a Trento.

Magari, sarebbe il massimo. Ci sto pensando da tempo, tecnicamente sarebbe possibile, per candidarsi in Trentino occorre la residenza in Regione, non necessariamente nella nostra provincia. Chissà se sarà il nostro candidato, sarebbe bello... (E sorride, ndr)

 

Insomma, idee e persone ci sono. E c'è anche il simbolo.

Ci sono delle proposte, poi sceglieremo insieme. In uno c'è la Stella Alpina, ma non voglio litigare con il Patt per il simbolo. In un'altra proposta c'è il profilo del Cimon de la Pala, una delle vette delle Pale di San Martino. Nell'altro un fiocco di neve che graficamente dà l'idea della periferia che converge sul centro.

 

Allora buona fortuna. Ma senta, un'ultima cosa: un suo ritorno nella 'casa madre' autonomista del Patt è fuori discussione?

Se se ne vanno in tanti chissà. Se viene spazzato via Panizza e Rossi, l'assessore Dallapiccola e anche l'eminenza grigia che sta dietro a tutto, il consigliere segreto, quello che ha scritto la sentenza nei miei confronti: Rudy Oss, presidente di Dolomiti Energia. Allora forse sì. Ma mi sa che non succederà mai. Io continuo con il mio progetto, un lavoro difficile ma che riesce a darmi tante soddisfazioni.

 

Potrebbe anche non farcela a tornare in Consiglio provinciale.

Io non ho ambizioni, posso tranquillamente andare in pensione. Ho lavorato una vita, non ho mai mangiato con la politica, mi sono sempre messo al servizio. Come faccio ora, anche facendo un passo indietro per dare spazio ai giovani.


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