La legge sul Garante dei detenuti è stata blindata e calendarizzata. Civico: "Ci lavoro da otto anni, ma nessuno scambio con Borga sull'elezione dei sindaci"
Sembrava che l'esponente della minoranza avesse chiesto in cambio del mancato ostruzionismo il via libera alla legge sui sindaci che permetterebbe a quello di Borgo Dalledonne di candidare per le provinciali senza doversi dimettere dalla carica. Ma non è così: "Sui diritti civili nessun accordo"

TRENTO. Oggi la riunione dei Capigruppo del Consiglio provinciale ha deciso i punti che saranno all'ordine del giorno della prossima seduta di giugno. Tra le leggi in discussione ci sono quella sul Garante dei detenuti sostenuta strenuamente da Mattia Civico e quella sull'allargamento dei criteri di eleggibilità dei sindaci a consiglieri provinciali, la legge voluta da Rodolfo Borga per consentire al sindaco di Borgo Fabio Dalledonne di fare il 'salto' in provincia senza doversi dimettere prima del voto.
Due leggi che per tanto tempo sembravano oggetto di scambio, motivo di compromesso tra la maggioranza che vuole portare a casa almeno un provvedimento sui diritti civili in questa legislatura (dopo le brutte figure su doppia preferenza e omofobia) e la minoranza di Civica Trentina che vuole garantire al 'suo' sindaco 'acchiappa-voti' di potersi candidare alle elezioni provinciali. Un do ut des che sembrava un po' oltraggioso per qualcuno.
Quando era in gioco la legge sulla doppia preferenza sembrava che lo scambio con la legge sull'eleggibilità dei sindaci fosse sulla proposta della terza preferenza di Zanon, su cui poteva convergere anche Borga se gli assicuravano il voto favorevole alla sua proposta. Ipotesi che poi non si è verificata, rivelando errate le ricostruzioni che i giornali (e anche noi, pardon) avevano descritto.
Succede di sbagliare, oppure succede di indirizzare gli eventi quando si toglie il velo dagli accordi sottotraccia che legittimamente la politica tesse e trama. Sta di fatto che la “Legge Borga” non ha attaccato sui diritti civili, su questo tema non c'è stato alcuno scambio. E nessuno scambio ci sarà sul garante dei detenuti, lo dice apertamente il primo firmatario, Mattia Civico.
Anche se oggi i dubbi sullo scambio “Legge sul Garante”-”Legge Borga” si sono infittiti ancor di più quando si è scoperto che durante la riunione dei Capigruppo qualcuno dei duri e puri dell'opposizione aveva chiesto di trattarla con i tempi non contingentati. Significa che la discussione non finisce mai, che basta che qualcuno abbia voglia di fare ostruzionismo e porta anche questa legge nelle sabbie mobili.
Servivano però capigruppo sufficienti a rappresentare perlomeno sei consiglieri provinciali, serviva insomma – oltre a Giacomo Bezzi, Maurizio Fugatti e Nerio Giovanazzi – anche l'appoggio di Rodolfo Borga. Appoggio che è mancato. E così la discussione dovrà per forza stare dentro alle otto ore e sulla carta la vittoria è già stata scritta. Ma come?, si sono chiesti tutti: Borga è un duro e puro, come mai diventa un agnellino?
E chi lo sa. Qualche idea ce l'abbiamo ma sembra non c'entri con il tema della legge sul Garante delle persone detenute. “Su questa proposta ci lavoro da otto anni – afferma il primo firmatario Mattia Civico – e pazientemente ho cercato di costruire il consenso su questa legge, anche incontrandomi e discutendo con gli esponenti della minoranza. Ma l'ho sempre detto fino a sgolarmi: non c'è nessun accordo, sui diritti civili accordi non se ne fanno”.
Esclude l'accordo anche il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale Alessio Manica: “Nessun accordo – chiarisce – anche perché io personalmente la proposta di Rodolfo Borga non la voto, e con me il mio gruppo. Forse qualcuno si asterrà, ma la maggioranza ha sempre detto che è contraria – afferma – siamo contrari noi ma anche i consiglieri del Patt che quelli dell'Upt”.
Nessun retroscena, o perlomeno nessuno che sia giunto all'orecchio di chi scrive. Si possono avanzare ipotesi: ad esempio quella che l'ennesimo ostruzionismo da parte dell'opposizione avrebbe portato a sbattere la minoranza. Un gruppo ormai troppo variegato, con all'interno alcuni già dati con un piede nella maggioranza, qualcuno in orbita attorno all'astro nascente del movimento dei civici del sindaco Valduga.
La dimostrazione è il bastone che la consigliera Manuela Bottamendi è pronta a infilare tra le ruote della legge sui sindaci di Borga: ha presentato 2 mila emendamenti, un ostruzionismo interno all'opposizione, un 'fuoco amico' che fa capire quanto sia di moda l'amicizia a destra dell'emiciclo del Consiglio provinciale.
Ma torniamo alla legge su Garante dei detenuti. La calendarizzazione al prossimo Consiglio provinciale c'è, se slitterà sarà comunque blindata perché con i tempi contingentati (un termine orario per portarlo in votazione stabilito) nessuno potrà fare ostruzionismo. Una legge sui diritti civili sarà fatta anche in Trentino, e questo è già un successo.
Speriamo che non ci siano intoppi successivi, che non sia la maggioranza a farla naufragare. I tempi per arrivare alla votazione entro l'autunno sono importantissimi, quindi non dovrà slittare troppo in là se non si riuscirà a discuterla nella prossima tornata di convocazioni. Perché poi si dovrà nominare un garante provinciale, se si aspetta troppo si va alla prossima legislatura con la costituzione dell'Ufficio.
Dev'essere votata in tempi brevi, e questo calendario lo decidono i capigruppo della maggioranza. La colpa, questa volta, se va tutto a rotoli, non sarà di certo dell'opposizione.












