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| 04 ott 2017 | 07:06

Garante dei detenuti, slitta la decisione di alcune ore. La maggioranza propone Antonia Menghini

Le minoranze dovranno approfondire il curriculum di quella che fino ad ora è l'unica candidata. Decisivo il voto di alcuni dell'opposizione perché servono 24 voti per la nomina 

di Donatello Baldo

TRENTO. "La nomina del Garante dei detenuti è stato sospesa - comunica la presidenza del Consiglio provinciale - perché c’è la necessità di definire dal punto di vista giuridico la procedura, ma verrà discussa entro questa tornata consiliare". 

 

Nessun intoppo politico, sembra che la questione sia soltanto di calendario: l'Ufficio di presidenza è stato convocato per oggi, ieri era impossibile procedere alla nomina. Ufficio di presidenza che dovrà stabilire i criteri di incompatibilità come da prassi. 

 

La maggioranza sembra intenzionata a proporre il nome di Antonia Meneghini, professore aggregato di Diritto penitenziario alla facoltà di Giurisprudenza di Trento. Le minoranze non avrebbero nulla da eccepire, non sulle competenze e sul profilo della candidata, anche se ufficialmente la proposta non è ancora stata formalizzata. 

 

Eventuali contrarietà potrebbero arrivare da coloro che sono contrari al Garante dei detenuti a prescindere, indipendentemente dalle qualità della figura proposta. Un no 'di principio' di chi si è sempre opposto alla sua istituzione. 

 

Sarà comunque richiesto un momento di approfondimento per verificare il curriculum della docente. E le minoranze affronteranno la questione all'interno della loro assemblea. I voti necessari sono quelli di una maggioranza qualificata dei 2/3, ovvero 24 consiglieri favorevoli

 

Oltre ai 22 voti della coalizione di maggioranza, quindi, c'è bisogno di almeno 2 voti dell'opposizione. Anzi 3, considerato che Chiara Avanzo del Patt è in maternità, o forse di più calcolando che facilmente tra gli assessori e i consiglieri di maggioranza ci sarà qualche assenza.

 

Per ora sembra che le acque siano calme, che su questo punto non si giochino partite di rivendicazioni o di ostruzionismo. C'è però di mezzo la Legge sulla cultura su cui ci sono una caterva di emendamenti, e lì la tensione dell'aula potrebbe salire. 

 

Il punto sul Garante potrebbe essere discusso nel pomeriggio di oggi, ma molto più probabilmente si andrà a giovedì. Sempre che le minoranze condividano la proposta, fino ad ora l'unica sul tavolo, che farà la maggioranza. 

 

 

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