Grandi concessioni idroelettriche, accordo Olivi-Tonina: “Lavorare con il Governo Meloni per aprire alternative alle gare pubbliche”
L’accordo prevede l’impegno da parte della Provincia a lavorare con il Governo Meloni per aprire alternative alla via della gara pubblica per le nuove concessioni idroelettriche, inclusa l’ipotesi della gestione in-house tutta pubblica. Inoltre non si esclude nemmeno la strada della modifica dell’articolo 13 dello Statuto come richiesto da Olivi

TRENTO. Stamane in Terza commissione sono approdati due disegni di legge presentati dal consigliere di opposizione Alessandro Olivi e che riguardano le concessioni idroelettriche. La novità è che il consigliere del Partito Democratico ha raggiunto un accordo con il vicepresidente della Provincia nonché assessore all’ambiente, Mario Tonina.
Olivi ha accettato di sospendere l’iniziativa legislativa “in cambio” di una risoluzione da presentare domani (7 giugno) in aula, per impegnare politicamente la Giunta Fugatti a raggiungere una serie di obiettivi nel settore delle concessioni idroelettriche. In primis si prevede di lavorare con il Governo Meloni per aprire alternative alla via della gara pubblica per le nuove concessioni, inclusa l’ipotesi della gestione in-house tutta pubblica, ma non si esclude nemmeno la strada della modifica dell’articolo 13 dello Statuto.
“Due mesi fa mi era stata bocciata una analoga proposta di mozione, ora ottengo un impegno importante a poche settimane dalla fine della legislatura”, il commento soddisfatto di Olivi. “La legge provinciale che avevamo approvato è stata fermata a Roma – ha osservato Tonina – ma c’è un tavolo aperto con il ministro Calderoli, inoltre c’è una visione comune con il ministro Pichetto Fratin e c’è lo spazio per ottenere quanto ci siamo prefissi fin dall’inizio, anche con il coraggio di legiferare in anteprima nazionale”.
L’intesa in Terza commissione è arrivata anche per quanto riguarda le piccole concessioni idroelettriche. Il secondo ddl di Olivi (anche in questo caso dopo una mediazione con Tonina) ha ottenuto il via libera laddove prevede che la prospettiva di andare a gara nel 2027 per la riassegnazione delle piccole concessioni idroelettriche in Trentino, venga posticipata o comunque mitigata nelle regole, qualora da Roma sopraggiunga una normativa quadro più favorevole dal punto di vista dei concessionari uscenti rispetto a quella provinciale vigente. L’arrivo di norme quadro dello Stato è ampiamente attesa, dopo la pronuncia della Consulta che di fatto le ha invocate.
“In questo modo – ha spiegato Tonina – si può confidare di risolvere quasi tutte le posizioni degli attuali gestori di piccole concessioni, che molto spesso sono gli stessi Comuni”. Di fatto la scadenza del 2027 potrebbe slittare oltre, ma restano valide anche condizioni (come la produzione di energia per autoconsumo) già inserite in legge per escludere la messa a gara delle concessioni alla scadenza. Tonina ha fatto sapere che si sta lavorando a un regolamento di Giunta per affrontare la posizione di una decina di piccole concessioni ancora alle prese con il concreto rischio della gara pubblica.
D’altro canto la Terza commissione ha bocciato (2 sì, 4 no e Ossanna astenuto) la parte del ddl di Olivi che voleva impegnare la Giunta a utilizzare anche per le famiglie in maggiori difficoltà economiche il tesoretto da 140 milioni annui di chilowatt/ora, che la Pat introita gratuitamente dalle concessioni di energia elettrica. Il vicepresidente ha ricordato che questa energia viene impiegata per depuratori, ospedali, gallerie e Rsa per anziani. Venuta meno l’emergenza bollette, la Giunta Fugatti non ritiene opportuno prevedere proprio adesso un soccorso specifico per le famiglie, che eventualmente verrà disposto se il caro-energia dovesse tornare a mordere.


















