Lega, alle primarie vince Matteo Salvini. Ma Erminio Boso: "Io non l'ho votato, insegue la destra ma la Lega è popolana".
L'ex senatore ha sostenuto lo sfidante Gianni Fava che però è riuscito a raccogliere solo il 20%. A Trento hanno votato 68 militanti su 110 aventi diritto. "La lega non deve essere di destra, io prima di tutto sono autonomista"

TRENTO. Le primarie non le fa mica solo il Partito democratico, anche Matteo Salvini si è fatto eleggere dal popolo. Non da tutti gli elettori ma solo dai militanti con almeno un anno di onorato servizio nella Lega Nord che ieri sono stati chiamati alle urne-gazebo per scegliere il nuovo segretario.
Tra Matteo Salvini e lo sfidante Gianni Fava ha vinto ovviamente il primo, anche in Trentino superando come a livello nazionale l'80%. Per la precisione l'81%, quando la media nazionale è dell'82,7. Hanno votato 68 militanti su 110 aventi diritto.
C'è da sapere che sia le firme per la candidatura di Gianni Fava, l'assessore della Giunta Maroni di osservanza bossiana, e i voti che ha racimolato in Trentino, arrivano tutti dall'ex senatore Ermino Enzo Boso: "Certo che gli ho fatto la campagna elettorale - dice l'esponente del Carroccio - perché la Lega è una democrazia, non è il partito del segretario Salvini".
Polemiche all'acqua di rose, comunque. "Io sono nella Lega, sto con la Lega, e questo non si mette in dubbio. Certo - afferma però - io non sono convinto del tutto delle scelte di Salvini, ma io gliel'ho detto di persona, senza girarci intorno".
Boso è diretto come sempre, e spiega in poche parole la sua 'differenza'. "Io sono autonomista, non sono di destra. La lega - afferma - è popolana, né di destra né di sinistra. Quando sento qualche nuovo elemento della Lega che dice che è di destra mi vengono i brividi sulla schiena".
Lo ribadisce: "La lega non è di destra, è federalista, è autonomista, è secessionista. Ma rappresenta il popolo, che può essere sia di destra che di sinistra". Non è un caso, spiega se a Bolzano con Casa Pound la Lega non ha voluto averci a che fare.
Quello che a Boso non va giù è il rapporto troppo stretto con Giorgia Meloni, la nuova dottrina nazionalista che sembra incarnare anche Salvini: "Anch'io sono un sovranista, ma della Padania, non dell'Italia". Con il centro, con il Sud possiamo fare federazione, ma è stato stupido scendere in campo sulla candidatura di Roma. Roma è il potere, Roma è il male assoluto".
"Eh - afferma con una voce da vecchio di caserma - il potere è una brutta bestia, ma la Lega non dovrebbe inseguirlo. La lega è un movimento, non un partito. Un movimento fatto di popolani, che deve lavorare sui territori". E qui l'ex senatore si lascia andare anche a una valutazione sul territorio trentino. "Qui si sta facendo bene", e così salva anche Maurizio Fugatti.
"Anche lui è prima di tutto autonomista - dice - sua nonna è stata una delle prime a tesserarsi per il PPTT. Qui abbiamo rapporti con persone che non sono di destra - spiega - come Claudio Cia, come Walter Kaswalder, come Giacomo Bezzi che arriva dal Patt".
E già che c'è Eriminio parla anche di Rossi e di Panizza, "quelli che hanno svenduto il Trentino, quelli che subiscono da Roma senza batter ciglio, quelli che non hanno capito che le braghe de coram non bisogna metterle in testa ma sul culo, altrimenti ti inchiappettano".












