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Loppio-Busa, contro il progetto della Provincia ci sono già due proposte alternative

L'ipotesi dell'ingegner Ressegotti prevete il bypass del lago di Loppio. I consiglieri Fasanelli e Giovanazzi hanno presentato invece una mozione per il tunnel sotto al monte Stivo

Di db - 16 luglio 2017 - 21:50

TRENTO. Del collegamento Loppio-Busa se ne parla da decenni, di soluzioni ne sono state avanzate un sacco, ne hanno discusso i Comuni, le popolazioni fiaccate dal traffico intenso che in estate raggiunge livelli altissimi fino a formare lunghe code tra Nago e l'uscita dell'autostrada Rovereto Sud.

 

Ma alla fine la Provincia ha preso una decisione: un collegamento tra passo San Giovanni e la Maza verrà fatto attraverso la galleria. Ci sono i progetti, basta solo cominciare. Una soluzione che però ha lasciato molti con l'amaro in bocca: non è questa la scelta giusta, si doveva progettare un'altra strada.

 

Molti contestano alla Provincia che questa ipotesi, ormai più che un'ipotesi un progetto vero e proprio, non riesca a risolvere il problema. Il traffico che grava Loppio e che 'inquina' il biotopo del suo lago rimarrebbe e anzi potrebbe addirittura aumentare. Il bypass gioverebbe solo a Nago, troppo poco.

 

Una proposta alternativa, con tanto di studio di fattibilità, l'ha presentata l'ingegner Erminio Ressegotti, intervistato dal coordinatore di Agire Fabiano Gereon. Ventidue minuti di video su Youtube in cui dettagliatamente spiega che l'intervento che propone lui farebbe addirittura risparmiare la provincia.

 

Si tratta di un collegamento tutto in galleria che all'altezza del Soardi, prima dell'abitato di Loppio, si insinua nella montagna per sbucare oltre la Maza, in località Cretaccio. Qui è possibile capirne di più in un riassunto grafico e commentato:

 

 

Ma non è solo l'ingegner Ressegotti a proporre alternative. Anche in Consiglio provinciale c'è chi non è contento della soluzione targata Mauro Gilmozzi. Sono i consiglieri Nerio Giovanazzi e Massimo Fasanelli che martedì illustreranno ai loro colleghi una proposta di mozione che impegna la Giunta a rivedere il suo progetto.

 

“La soluzione individuata per il collegamento viario dall’A22 con il Lago di Garda migliorerà la situazione, ma sicuramente non la risolverà in maniera definitiva. Un’opera frutto di compromessi legati alla necessità di dare a tutti i costi una risposta all’annoso problema in presenza di una ridotta disponibilità finanziaria a seguito delle ristrettezze del bilancio provinciale”, così dicono i due consiglieri.

 

E mettono sul tavolo la loro idea: “Non si è infatti mai pensato alla realizzazione di un collegamento che partendo direttamente dall’uscita Rovereto nord dell’Autobrennero si innesti, tramite un tunnel, sulla attuale circonvallazione di Arco. La strada in questione passerebbe sotto il monte Stivo e avrebbe una lunghezza complessiva di 7 km”.

 

Il finanziamento sarebbe da reperire attraverso transiti a pedaggio, con forme di project financing coinvolgendo anche capitali privati oppure – spiegano – chiedendo l’inserimento dell’opera nel piano pluriennale dell’A22, considerando suddetta infrastruttura come raccordo autostradale”.

 

Secondo i proponenti l’ipotesi del tunnel alleggerirebbe di molto il passaggio dei mezzi pesanti “con conseguente riduzione dell’inquinamento a tutela degli aspetti paesaggistici e naturalistici” senza contare “l’aspetto certo non trascurabile della diminuzione delle code e quindi del traffico”.

 

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