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L'utero in affitto non s'ha da dare. Ieri il dibattito in Consiglio provinciale

Una mozione di Rodolfo Borga chiedeva alla Provincia di prendere posizione in merito alla maternità surrogata. La maggioranza è d'accordo però, alla fine, vota contro. Arcigay: "Dibattito triste, i consiglieri non sanno nulla di questo argomento"

Di Donatello Baldo - 05 novembre 2016 - 14:13

TRENTO. "La turpe pratica dell'utero in affitto - ha detto Rodolfo Borga - ha interessato personaggi famosi portando all'attenzione questo tema". Ecco allora che il plenum dell'assemblea legislativa provinciale è chiamato a discutere della maternità surrogata  (o gestazione per altri) attraverso la mozione che proprio il consigliere di Azione Civica ha depositato e che ieri è stata discussa.

 

"Maternità surrogata o gestazione per altri - spiega Borga - sono le definizioni usate da coloro che che vorrebbero ammantare di solidarietà ciò che invece non è altro che un contratto d'affitto, una compravendita di esseri umani. Un indecente mercimonio - sottolinea il consigliere - una forma di sfruttamento del ricco sul povero, dell'uomo sulla donna e, quel che è peggio, dell'adulto sul bambino". 

 

La mozione vuole coinvolgere il Consiglio provinciale nel "condannare la pratica dell'utero in affitto in quanto mercificazione avente ad oggetto esseri umani, lesiva della dignità della donna - si legge nel dispositivo sottoposto al voto dell'Aula - e del diritto di un bambino ad avere un padre e una madre". Auspica poi che "il Parlamento approvi una legge che renda illecita la pratica dell'utero in affitto non solo in Italia (Come già è previsto, ndr) ma anche per quegli italiani che vi ricorrono recandosi all'estero".

 

Attraverso questa mozione il consigliere Borga vuole in qualche modo condizionare anche le politiche della Giunta: "Che ha concesso il suo contributo all'ennesima iniziativa del Centro di studi interdisciplinare di genere dell'Università di Trento finalizzata - così scrive il consigliere - a picconare quel poco che resta della famiglia tradizionale". Ma le picconate sono anche quelle che assesta Borga contro la Commissione Pari opportunità della Provincia, un bersaglio non nuovo per l'esponente della minoranza: "Pur sollecitata pubblicamente, la Commissione non ha mai preso posizione sull'utero in affitto, tace e si occupa d'altro".

 

Ma ora parliamo del dibattito che si è svolto in Consiglio. Dopo Borga è intervenuta Sara Ferrari, assessora alle Pari opportunità: "Io personalmente sono d'accordo con l'enunciazione del principio, sono contraria alla maternità surrogata ma questa pratica è già vietata in Italia e questa mozione, che legittimamente esprime posizioni ideologiche, non può essere accolto dalla Giunta perché è cosa che non le compete, di gestazione per altri non si occupa".

 

Poteva filare tutto liscio, potevano chiuderla così. La maggioranza votava contro per queste ragioni e buonanotte. Ma il Pd interviene, il Pd dice la sua: Violetta Plotegher a nome del gruppo dice che "tutti sono assolutamente concordi nel respingere la cosa più odiosa, ovvero quella di chi crede che i bambini possano essere comperati". La consigliera si spinge in analisi sociologiche: "Siamo trascinati da questa cultura in cui tutto si può acquistare, anche un figlio". E va oltre, da ginecologa spiega che "ci sono studi che dimostrano che le madri surrogate e i bambini strappati a un legame duraturo subiscono dei danni". 

 

Ma allora la vota la mozione? "Ma la mozione non può essere votata". Rodolfo Borga si inalbera: "Ma come, sei d'accordo e non la voti. Nella mozione porto anche un appello firmato dalle donne di sinistra che si esprimono contro l'affitto dell'utero". La consigliera del Pd lo interrompe e dice: "L'ho firmato anch'io quell'appello". Apriti cielo: "Ma allora perché non votate la mozione?" Cia parla di "coerenza dell'incoerenza" e non perde l'occasione per scagliarsi contro i democratici.

 

A questo punto si alza la consigliera Donata Borgonovo Re e propone una breve sospensione per vedere se c'è la possibilità di convergenza con la minoranza, sconfessando in un sol colpo la decisione della giunta, del gruppo e della minoranza che aveva già deciso di votare contro. La limatura dei termini usati da Borga proposti da Borgonovo non viene accolta e tutto resta come prima. "Allora votate contro!", dice il consigliere Borga chiudendo la trattativa. 

 

Risultato: la maggioranza vota contro, la minoranza a favore. Bocciato. Kasswalder però vota a favore, a lui l'utero in affitto non piace:"Sono cose che non stanno né in cielo né in terra. Poi che facciano tutti quello che vogliono ma io sono contrario".

 

Esprime tristezza Paolo Zanella di Arcigay: "Ormai non mi stupisco più. Questo tema necessita di un approfondimento etico che a quanto sembra la politica non riesce a promuovere. Il dibattito di ieri è stata la dimostrazione plastica che i consiglieri provinciali non sanno nulla su questo argomento – afferma Zanella – schiacciati dentro un pregiudizio ideologico che coinvolge anche la sinistra”. Per il presidente di Arcigay non è possibile “non differenziare tra lo sfruttamento che avviene nei paesi poveri, che tutti doverosamente condannano, e la libertà di scelta di una donna in un quadro normativo regolamentato e rispettoso dei diritti”.

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