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Punto nascite di Arco: "Dati inesatti e parziali" forniti dalla Provincia al Ministero

Fraccaro: "Abbiamo le prove, i dati errati al Ministero li ha forniti la pat. Per questo è stato chiuso il Punto nascite"

Pubblicato il - 30 settembre 2016 - 15:37

TRENTO. “La situazione era già chiara, ma ieri abbiamo avuto la conferma ufficiale dal Ministero della Salute: il parere del Comitato nazionale sul punto nascite di Arco si è basato su dati forniti dall'assessorato provinciale”. Lo afferma il deputato m5s Riccardo Fraccaro che ha ricevuto risposta alla sua interrogazione parlamentare. Dati che hanno portato all'esclusione del presidio gardesano da quelli su cui la stessa Provincia aveva chiesto deroga per poter tenere aperto il sevizio anche a fronte di casistiche inferiori ai mille parti all'anno.

 

“Nell'interrogazione chiedevamo di rivedere con urgenza il parere sulla richiesta di deroga per i punti nascita di Tione e Arco, proprio a causa della scarsa attendibilità dei dati forniti. Com'era prevedibile, la risposta del Ministero è stata negativa, ma ci ha permesso di conoscere particolari importanti sulla documentazione inviata dalla Provincia di Trento”, afferma Fraccaro. “I documenti in nostro possesso parlano chiaro – precisa il deputato - la Provincia ha fornito dati parziali o errati, per questo possiamo tranquillamente parlare di un’operazione politica creata con un preciso scopo e mascherata dal solito ritornello 'è colpa di Roma'”.

 

Nello specifico, i dati sul bacino di utenza forniti dalla Provincia (50 mila abitanti) non terrebbero conto della Valle dei Laghi e delle Giudicarie, “per le quali Arco sarebbe più vicino da raggiungere rispetto a Trento o Rovereto, specialmente dopo la chiusura di Tione”. Non terrebbero nemmeno conto dei comuni di confine, Malcesine, Limone e Tremosine, “i cui sindaci hanno sottoscritto la petizione popolare contro la chiusura”. Sommando tutti questi comuni, afferma Fraccaro, “il bacino d’utenza arriverebbe a quasi 100 mila abitanti”.

 

Errate anche le stime dei tempi di percorrenza, “calcolati al ribasso e in maniera eccessivamente ottimistica, senza contare i problemi causati dalle condizioni meteo e dal traffico”. Ma su questi dati, “parziali e anche inesatti”, che il Comitato percorso nascita nazionale ha espresso parere negativo alla richiesta di deroga”. Parere che è poi servito, assicura il deputato, “come pretesto per chiudere in fretta e furia il punto nascite”. 

 

Prende atto della riposta che la Provincia che in una nota afferma: "Il ministero ha confermato quanto la Provincia ha più volte ribadito, ovvero che la chiusura del punto nascita dell'Ospedale di Arco è avvenuta in seguito ad una valutazione tecnica e terza, basata sui criteri di sicurezza, da parte del Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) e fatta propria dal Ministero". 

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