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| 11 set 2016 | 15:56

Referendum, la Camusso dice "No", Ianeselli: "Io propendo per il Sì"

L'assemblea generale della Cgil lascerà libertà di scelta ma invita a votare No al prossimo referendum costituzionale. Il segretario trentino: "La mia posizione non è isolata". Alotti (Uil): "Siamo laici. Informeremo ma lasceremo piena libertà". Dalledonne (Cisl Fp): "Siamo fuori dagli schieramenti"

Il segretario della Cgil del Trentino Franco Ianeselli
di Donatello Baldo

TRENTO. In occasione del prossimo referendum costituzionale la Cgil invita a votare No. L'assemblea generale del sindacato di Susanna Camusso prende una posizione netta, anche se l'organizzazione non aderirà a nessun comitato, “preserviamo la nostra autonomia”. A livello nazionale va così, ma in Trentino le cose vanno diversamente. Franco Ianeselli, segretario della Camera del lavoro di via Muredei voterà . “Il sindacato, anche qui in Trentino, diffonderà la posizione espressa dall'Assemblea generale, ma io propendo per il voto favorevole”.

Nessuna spaccatura, comunque, nessuna infrazione all'ortodossia espressa in quel di Roma. L'ordine del giorno votato alla riunione nazionale degli organismi dirigenti della Cgil lascia agli iscritti la libertà di voto: “Ferma restando la libertà di posizioni individuali di iscritti e dirigenti, la Cgil invita a votare No in occasione del prossimo Referendum costituzionale."

 

“La mia posizione non è isolata – assicura il segretario trentino – sono parecchi i dirigenti che votano Sì”. Non è però un voto del tutto convinto quello di Ianeselli: “Sono molto preoccupato per il ritorno al centralismo ma sono anche fiducioso per le garanzie che si è riusciti ad ottenere sulla tutela delle autonomie speciali”. E questa visione dalla prospettiva locale sembra essere il motivo che maggiormente convince il segretario: “Il superamento del bicameralismo perfetto”.

 

Walter Alotti, segretario della Uil del Trentino, spiega che il suo sindacato ha deciso di non schierarsi. “Informeremo i nostri iscritti in modo imparziale, senza propendere per l'una o per l'altra scelta – afferma Alotti – la Uil è laica anche in questo e lascia ai propri iscritti la libertà di scelta, astenendosi anche dal dare indicazioni”.

 

Nessuna indicazione per il Sì o per il No nemmeno da parte di Pierachille Dalledonne, segretario della Funzione pubblica della Cisl. “Per la nostra categoria abbiamo deciso di informare gli iscritti senza schieramenti precostituiti”. Anche se la posizione della segretaria generale Furlan è chiara. “Se dovessi dare un voto alla riforma costituzionale? Un 7+”, ha dichiarato recentemente. Quindi un Sì più che convinto.

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