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Ricominciano le code sulla strada di Loppio che porta verso il Garda. Ecco la storia della galleria promessa da trent'anni (che comunque non risolverà la situazione)

Il tratto approvato dalla Provincia - e dai comuni interessati (compreso Mori) - partirà con un tunnel da Passo di San Giovanni verso la Maza e lascerà immutata la situazione di Loppio e del suo lago. Della galleria Loppio-Busa si parla da 35 anni e le ipotesi sono state tante. Ecco quali ed ecco quella che è stata scelta

Di Donatello Baldo - 27 maggio 2017 - 18:19

MORI. Anche quella di giovedì scorso si è rivelata una giornata di passione per gli automobilisti che dovevano percorrere la strada che da Rovereto porta al lago di Garda. Fin dalle prime ore della mattina la Loppio-Busa è stata congestionata, così per tutto il giorno.

 

"Colpa" dei tedeschi, che nel loro calendario delle festività hanno anche la Festa dell'Ascensione di Gesù che cade immancabile 40 giorni dopo la Risurrezione, quest'anno proprio il 25 maggio, un giovedì, così da assicurare un ponte lungo fino a domenica.

 

Ad ogni festività si forma la coda che intasa l'unica strada percorribile per chi deve raggiungere il lago dalla Vallagarina, un coda chilometrica che rallenta il flusso dei veicoli che camminano a passo d'uomo sotto il sole, impiegando più di un'ora a percorrere il tratto da Mori fino a Nago.

 

Su Facebook sono molti i post degli utenti che si lamentano della situazione, e la colpa – ovviamente – non la danno ai turisti che vogliono trascorrere sul lago un fine settimana, “la colpa è dei politici che in tanti anni non hanno fatto nulla per risolvere il problema”, si legge sulla piattaforma social di “Sei di Mori se...”.

 

Il problema è invece risolto, almeno sulla carta. Nel senso che i politici la soluzione l'hanno già trovata, e in più di un'occasione hanno spiegato per filo e per segno che cosa hanno deciso: da Passo San Giovanni partirà una nuova strada, un tunnel che sbucherà in località Maza. Una soluzione che permetterà di bypassare soltanto Nago, per Mori non cambierà nulla.

 

Non è cambiato niente – dice Mauro Gilmozzi – la decisione è questa”. Ma questa soluzione non aiuterà a risolvere il problema che vive Mori tutti i giorni, e soprattutto la sua frazione di Loppio che sorge ai lati della strada trafficata, e il lago che è pure un biotopo tutelato. Le macchine, e tante, continueranno a passare di lì.

 

Della Loppio-Busa si parla ormai da 35 anni, le ipotesi sul tappeto sono state tantissime, tutte discusse animatamente anche in quel di Mori. Idee e proposte che contrapponevano i partiti, gli esperti, che hanno investito consigli comunali, tecnici e assessori. Che hanno fatto interloquire il Comune e la Provincia, che per anni sono state al centro di ogni programma elettorale di chiunque si presentasse alla carica di sindaco.

 

Si parlava di una galleria che passasse sotto Montalbano addirittura, che togliesse il traffico da Loppio in un sol colpo, poi si fece la bretella sotto all'abitato di Tierno per bypassare il semaforo di piazza Cal di Ponte e le lunghe file estive che spezzavano in due l'intero borgo. Ma tutti sapevano che questo era solo un primo tratto, che si doveva in qualche modo proseguire per risolvere il problema anche di Loppio, dell'abitato e del biotopo (che chissà mai tornasse ad esser lago veramente, spera ancora qualcuno).

 

Per non parlare della soluzione più radicale, che avrebbe tolto dai pensieri la valle del Cameras, guardando il problema da un'altra angolazione: la soluzione che a volte torna, quella che prevede l'uscita per il lago a Rovereto Nord, con la realizzazione di una galleria che entra a Villalagarina, passa sotto al monte Stivo e sbuca nella Busa. Soluzione troppo costosa, che la Provincia sembra non abbia mai preso nemmeno in considerazione.

 

Insomma, questa è ad oggi la realtà: la Loppio-Busa verrà fatta, ma Loppio rimarrà intasato come prima, le macchine saranno sempre tante, quelle che passeranno tra l'abitato e quelle che costeggeranno il vecchio lago. La soluzione l'hanno pensata solo per Nago, per spostare il traffico fin dopo la Maza, fin dopo il Linfano se rimane in piedi l'ipotesi di collegare lo sbocco della galleria alla località Cretaccio.

 

Mori rimane con un piccolo pugno di mosche nella mano. E lo si sapeva già. Lo sapeva anche la maggioranza che comunque ha voluto dare l'ok al progetto con un voto in Consiglio comunale, questo per dare un segnale, forse a ragione, per dire che anche a Mori sono contenti che dopo anni sia stato messo il primo mattone di un'opera che attende da decenni. Poi si vedrà come affrontare i problemi che rimarranno sul tappeto, come riuscire a completare un progetto che per ora è di fatto monco.

 

Si sono opposti il Patt e i 5 Stelle che avrebbero voluto l'espressione di un segnale di contrarietà al fatto che Mori e Loppio vengono ignorati e non avranno alcun beneficio dalla costruzione di questa galleria. La cosa curiosa è che a votare con la maggioranza, lasciando isolati i grillini e gli esponenti delle Stelle alpine, è stato il consigliere della Lega Nord Fiorenzo Marzari. Lui ha votato per il progetto presentato da Gilmozzi, l'assessore provinciale.

 

Cosa schizofrenica è che ieri quelli della Lega hanno protestato con tanto di manifestazione in quel di Loppio, gridando in coro: “L'occasione per trovare una soluzione è questa: Ora o mai più!”. Speriamo tanto che non abbiano ragione. Ora il progetto è quello che parte dal Passo San Giovanni, l'assessore Gilmozzi l'ha detto e ripetuto. Domani forse una soluzione si troverà anche per Loppio, dipende dai politici in provincia, dalla capacità di fare pressione, di indirizzare le scelte, incidere nelle decisioni. Dipende dai politici, come si diceva in Facebook, non certo dai tedeschi

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