Contenuto sponsorizzato

Ugo Rossi: "Se non ti va bene lì c'è la porta". E Sara Ferrari se ne va. Duro scontro durante l'ultima seduta di Giunta

La divergenza sulle Linee guida per il contrasto all'omofobia. L'assessora alle Pari opportunità voleva che per l'assenza dai percorsi contro il bullismo fosse necessaria la giustificazione e la motivazione

Di Donatello Baldo - 28 marzo 2017 - 17:57

TRENTO. "Se non ti va bene lì c'è la porta". Queste parole le avrebbe pronunciate Ugo Rossi all'indirizzo di Sara Ferrari, durante l'ultima riunione di Giunta in cui si deliberavano le Linee guida sul contrasto alle discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Il virgolettato - specifichiamolo - è una pura ricostruzione, quello che emerge dal confronto di più fonti rispetto a quanto successo nel chiuso della riunione.

 

L'assessora alle Pari opportunità, appena avviata la discussione - al primo punto proprio le Linee guida - avrebbe chiesto la parola per chiedere di modificare una parte del dispositivo. "Ecco che adesso l'assessora Ferrari propone l'ennesima modifica", l'avrebbe interrotta Ugo Rossi.

 

E la modifica sarebbe stata su quell'ultimo paragrafo che tanto ha fatto arrabbiare le associazioni omosessuali e tutti coloro che credono che il contrasto al bullismo non sia un optional  per gli studenti. L'assessora voleva fosse ben specificato che la non partecipazione a questi percorsi, che sono curricolari e quindi con frequenza obbligatoria, esigesse una regolare giustificazione da parte dei genitori, come per qualsiasi altro percorso proposto all'interno della scuola.

 

Il testo proposto da Rossi, licenziato dalla Commissione consiliare, era troppo generica. La possibilità di comunicare la non partecipazione "quale giustificazione", poteva essere interpretata così: mio figlio non loi mando e la giustificazione è "non partecipa". Punto. Una richiesta, sembra, pervenuta dal consigliere Valter Viola che in Commissione avrebbe dichiarato che se si obbliga alla giustificazione motivata si "discrimina" chi ai percorsi contro il bullismo non vuol partecipare. 

 

L'assessora avrebbe provato a motivare, dicendo che l'ossequio alla mozione di Rodolfo Borga, votata dal Consiglio, che obbliga ora la giunta a dover approvare queste linee, deriva da una mozione precedente che lo stesso Borga ha cercato in tutti i modi di ostacolare: la legge (poi mozione) contro l'omofobia, che prevede percorsi contro il bullismo e la discriminazione in orario curricolare. Una mozione in 18 punti che l'assessora Ferrari ha l'incarico di attuare su incarico del Consiglio provinciale che quella mozione l'ha votata a maggioranza. 

 

Ma di fronte alla ferma volontà di non modificare il testo, di non specificare che la giustificazione è come tutte le altre giustificazioni, l'assessora avrebbe chiesto a Rossi la diffusione di una circolare interpretativa. Ma nemmeno questo è stato preso in considerazione.

 

La discussione sembra sia continuata per un po', un botta e risposta tra il governatore e l'assessora alle Pari Opportunità. Uno scontro acceso che si è protratto fino a quando Sara Ferrari si è alzata raggiungendo la porta che poco prima Rossi avrebbe indicato.

 

"Se le mie idee e le mie proposte qui non sono benvenute allora me ne vado". Questo avrebbe detto l'assessora. Infatti, pur essendosi presentata alla riunione della Giunta, il suo nome risulta assente da tutte le delibere. Sentita in merito non vuole commentare: "Dico solo, e non aggiungo altro, che per la sottoscritta la Giunta di venerdì scorso è durata pochi minuti". Questo a conferma che c'era e che se n'è andata via.

 

A trattare, difendendo le ragioni della titolare delle Pari opportunità, sono rimasti Luca Zeni e Alessandro Olivi, entrambi del Pd come Ferrari. Sono riusciti a strappare una mediazione: gli studenti possono pure rimanere a casa quando si spiega loro che le discriminazioni fanno male, che il bullismo contro gay e lesbiche è sbagliato, ma dovranno portare la giustificazione, anche se  "non necessariamente motivata".

 

Come dicevamo, l'assessora alle Pari opportunità è chiamata a difendere la mozione contro l'omofobia, che tocca a lei attuare. Una mozione, che ha sempre sostenuto e difeso, che ora però rischia di sgretolarsi sotto i colpi bassi delle "contro-mozioni" presentate dall'opposizione e usate come merce di scambio o come bastone da mettere quando serve tra le ruote. 

 

L'assessora Sara Ferrari ha cercato una coerenza che da Ugo  Rossi non è però venuta, che ha preferito - come ha spiegato Paolo Zanella di Arcigay - "delegare la politica della Giunta, la difesa dei diritti e le questioni etiche all'opposizione, al delirio omofobico di qualche consigliere

 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 29 novembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
29 novembre - 19:00
Secondo la presidente del Comitato per la legalità e la trasparenza ed ex consigliera comunale a Rovereto, molti cittadini lamenterebbero tempi [...]
Cronaca
29 novembre - 20:00
Trovati 64 positivi, 0 decessi nelle ultime 24 ore. Registrate 31 guarigioni. Sono 53 i pazienti in ospedale. Sono 836.703 le dosi di [...]
Cronaca
29 novembre - 19:02
I centri vaccinali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari saranno aperti in via eccezionale dalle 6 alle 24 per una vera e propria [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato