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In zona Ghiaie la piscina olimpica e quella per i tuffi per trasformare Fogazzaro in lido cittadino

Il Pd ha già consegnato al sindaco il progetto per il nuovo polo natatorio. Una struttura per i meeting internazionali capace di creare reddito, rilanciare il movimento del nuoto locale e far risparmiare le casse pubbliche. Le tre piscine di Trento, infatti, sono tutte in rosso

Il polo natatorio dovrebbe sorgere vicino al Palaghiaccio (nello spazio in giallo)
Di Luca Pianesi - 18 settembre 2016 - 19:01

TRENTO. Ci sono anche i “big events”, quelli che in un anno riescono a portare svariate decine di migliaia di persone da tutto il mondo, tra gli obiettivi da centrare con la nuova piscina in zona Ghiaie. Una struttura con vasca olimpionica da 51,5 metri per 25 dotata di pontone mobile capace di creare, qualora serva, anche due piscine da 25 metri l'una. A fianco una vasca più piccola (da 14,5 metri per 25) buona per gli allenamenti e per il riscaldamento e soprattutto buona per i tuffi visto che si prevede venga dotata di 2 trampolini da 1 metro, 2 da 3 metri e piattaforme da 3, 5, 7 e 10 metri.

 

E poi la palestra, i servizi (spogliatoi, bar per ristorazione) e tutte le attrezzature necessarie ad ospitare, oltre ovviamente al nuoto e ai tuffi, anche la pallanuoto, i sub e i corsi di acquaticità per anziani e disabili. Questa, in sintesi, la proposta consegnata dal Pd cittadino al sindaco di Trento. Una proposta elaborata nei minimi dettagli e che potrebbe trasformarsi tra i progetti potenzialmente più caratterizzanti di questa seconda legislatura Andreatta. Anche perché la nascita del polo natatorio di Trento Sud attiverebbe una serie di “reazioni a catena” che interesserebbero decine di associazioni, i frequentatori delle altre piscine della città e le casse pubbliche.

 

Già perché andando ad analizzare lo studio fatto dal partito di maggioranza si può vedere come tutte e tre le strutture, Manazzon, Gardolo e Madonna Bianca, chiudano con un costante deficit. L'idea è quindi quella di creare un polo per lo sport “agonistico” in zona Ghiaie capace di attrarre i grandi meeting internazionali, che permetta di attirare sul territorio le squadre professionistiche di nuoto di tutto il mondo e le nazionali. Il punto di riferimento, in questo senso, potrebbe diventare Riccione che ogni anno solo per attività legate al nuoto nei suoi palazzetti attrae oltre 150 mila persone (166 mila nel 2014). Ciò, ovviamente, permetterebbe alle società trentine di nuoto di svilupparsi facendo finalmente sbocciare i tanti talenti che produce il movimento. Di conseguenza la proposta prevede di chiudere la Manazzon nella sua parte interna per adibirla a palestra, soprattutto per la ginnastica artistica, altro movimento in grandissima crescita in Trentino e che fatica a trovare spazi e visibilità.

 

Resterebbe aperta, invece, la parte esterna. Lì, togliendo le tribune si potrebbe creare un vero e proprio lido per la città dedicato all'offerta ludico- ricreativa e non più all'agonismo. E anche a Gardolo potrebbero essere ripensate le strutture esterne rendendola sempre di più una piscina a misura di bambini e famiglie che di atleti e professionisti. Insomma il polo natatorio di Trento Sud potrebbe diventare davvero una grande scommessa con la quale rilanciare il settore del nuoto (che in Trentino a livello giovanile è già una realtà più che affermata), dare nuove risposte ad associazioni e società sportive, creare nuovi servizi alla comunità, far risparmiare molte risorse, da un lato, e fare cassa dall'altro. La mail è già stata consegnata al sindaco. Il rilancio della giunta passa soprattutto dai progetti e dai contenuti che dai rimpasti e dai giri di poltrona.

 


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