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Guida autonoma e macchine 'intelligenti'. Fiat Chrysler inaugura un centro ricerche all'Fbk per lanciarsi nel futuro dell'automotive

L'uomo è responsabile del 90 per cento degli incidenti e uno degli obiettivi dichiarati è proprio quello di ridurre al minimo le possibilità di sbaglio. Presentato a Povo il centro ricerche dell'Fca (Fiat Chrysler Automobiles), dove si sperimentano i sistemi avanzati di assistenza al conducente 

Giorgio Cornacchia, CEO e direttore generale del CRF, inaugura la sede di Trento all'FBK.
Di Cinzia Patruno - 24 novembre 2017 - 21:07

TRENTO. Inaugurato ufficialmente oggi, in occasione del convegno dal titolo “Veicoli connessi e cooperativi per la mobilità del futuro”, il nuovo Centro Ricerche Fiat (CRF) alla Fondazione Bruno Kessler.

 

Il CRF, la cui sede principale si trova in provincia di Torino, opera all’interno dell’organizzazione mondiale di FCA (Fiat Chrysler Automobiles) in sinergia con i centri di competenza tecnica e metodologica, tra i quali la sede di Trento operativa dal 2001. Il Centro Ricerche nasce con l'obiettivo di sviluppare materiali e processi innovativi per migliorare la competitività dei prodotti di FCA, rappresentare FCA negli ambiti della ricerca a livello europeo e nazionale e supportarla nella valorizzazione del proprio capitale.

 

Mobilità sicura ed efficiente: nel corso del convegno si è parlato di sistemi connessi e cooperativi nell'ambito della mobilità, con un focus particolare sul tema della sicurezza alla guida e uno sguardo rivolto alla rete del futuro 5G, che permetterà una connessione più veloce e la conseguente possibilità di trasmettere immediatamente dati ed informazioni.

 

“La Provincia autonoma di Trento – ha spiegato il responsabile del CRF di Trento Antonio Fuganti – è illuminata dal punto di vista dell'innovazione”. La sede di Trento si occupa, per conto di FCA, di due filoni di attività: da un lato, l'applicazione di materiali e tecnologie avanzate; dall'altro, la sperimentazione e implementazione di sistemi connessi e cooperativi o ADAS, i famosi sistemi avanzati di assistenza al conducente. “Sono 1.200.000 i morti all'anno sulle strade, che significa 3.000 al giorno – prosegue Fuganti -. Da 10 anni lavoriamo sui sistemi cooperativi per ottenere una mobilità più sicura, puntando ad un efficiente scambio di informazioni tra veicolo e veicolo o tra veicolo e conducente, ad esempio in una situazione di pericolo”.

 

“Il tema della mobilità – ha chiarito Mauro Gilmozzi, assessore alle infrastrutture e all'ambiente – è cruciale per tutti noi. Esso non rappresenta solo la sfida del secolo, ma ci riguarda direttamente e, in particolare, va a toccare i nostri stili di vita”. Il mondo sta cambiando, più o meno lentamente tutto diventa smart o, per meglio dire, intelligente. “Le smart car – prosegue l'assessore - che si rapportano con le smart road, diventano un fenomeno interessante per quanto riguarda i flussi di traffico, permettendoci di organizzare meglio i rapporti con l'utenza e magari di evitare la costruzione di nuove infrastrutture, ottimizzando quelle già presenti sul territorio”.

 

Ma la guida autonoma non rappresenta solo la possibilità di lasciarsi portare dal proprio veicolo mentre si controlla lo smartphone: entra in campo la possibilità di salvare vite umane. L'uomo è responsabile del 90 per cento degli incidenti, una tendenza che con l'automotive potrebbe essere arginata.

 

Attributo necessario: una rete di trasmissione dati impeccabile. “Le aspettative sul 5G sono enormi - ha spiegato Elio Salvatori della Fondazione Bruno Kessler -. I requisiti che ne guidano l'evoluzione sono i tempi di latenza più ridotti, la maggior capacità di immersività del segnale, nonché la maggior robustezza dei servizi”. Il tutto rivolto ad un sistema in cui l'utenza della rete non è rappresentata solo dal possessore di smartphone, bensì da macchine, veicoli o droni. Un ottimo campo di applicazione sarebbe appunto l'automotive, in direzione di una guida autonoma, ben connessa agli altri utenti e alle infrastrutture.

 

Prevista anche un area testing che simulerà lo scenario urbano ricreandone le condizioni tipiche e che sorgerà al Polo Meccatronica di Trento.

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