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Riparte lo sciopero dei docenti universitari. Collini: ''Pronti a riprogrammare gli appelli''. Si potrà fare la prova di laurea anche con esami aperti

Per alcuni casi limite è prevista anche la possibilità di sostenere la prova finale in difetto di alcuni esami che dovranno essere fatti successivamente. L'invito del presidente del Consiglio degli studenti, Federico Crotti: ''Chiediamo ai docenti di comunicare almeno ai propri studenti la loro adesione in modo da ridurre i problemi''

Di G.Fin - 25 maggio 2018 - 20:13

TRENTO. Torna lo sciopero degli esami che riguarderà tutte le università italiane, compreso l'ateneo di Trento, per la sessione estiva. Lo sciopero dei professori, promosso anche questa volta dal Movimento per la Dignità della Docenza universitaria, avrà inizio il primo giugno e terminerà il 31 luglio.

 

In un documento pubblicato dal movimento vengono spiegate le motivazioni.  Le prime riguardano i riconoscimenti economici e giuridici e sono legate allo sblocco definitivo delle classi e degli scatti a partire dal primo gennaio 2015 e il riconoscimento giuridico del quadriennio 2011-2014.

 

Un'altra ragione è che venga annullata la nota del Miur del 29 maggio 2017 per la parte che sancisce che le tipologie di professori di prima e seconda fascia , assunti nel periodo 2011-2015 ai sensi degli artt. 18 e 24 della legge 240/2010, o della legge 230/2005 con procedure successive all’entrata in vigore della legge 240/2010, siano da assoggettare al blocco delle classi e degli scatti per il quinquennio 2011-2015. La nota ha bloccato le classi e gli scatti per alcune categorie di professori assunti dopo l’entrata in vigore della legge Gelmini. 

 

C'è poi la richiesta di incremento del Fondo per le borse di studio con 80 milioni di euro ai fini di incrementare il “Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio” per gli studenti universitari. Si chiedono poi nuovi posti per docenti universitari e che vengano messi a concorso 6000 posti per associati, 4000 per ordinari, 4000 per ricercatori di tipo B.

 

A criticare le modalità dello sciopero, e non i contenuti, è l'UDU la più grande associazione di studenti universitari presenti in Italia e maggioranza anche in Trentino. “ Ribadiamo la nostra vicinanza al merito alle rivendicazioni della docenza – spiega la coordinatrice nazionale Elisa Marchetti - ma continuiamo a essere fortemente contrari ai metodi di protesta individuati, che hanno come unico effetto quello di danneggiare gli studenti. Lo pensavamo prima e ancor più ora col realizzarsi dello stallo nella formazione di un governo: a pochi giorni dall’inizio dello sciopero, i promotori non hanno alcun interlocutore con cui negoziare pertanto lo sciopero sarebbe davvero una inutile e ingiusta punizione per gli studenti”.

 

E sempre da Udu che è stata lanciata una “fotopetizione con la quale decine di studenti da tutta Italia stanno spiegando ai docenti perché lo sciopero li danneggerebbe: molti potrebbero perdere la borsa di studio o rinviare la laurea, molti dovrebbero rinunciare a un lavoro estivo fondamentale per potersi pagare gli studi.

 

“Questo sciopero – ha spiegato Federico Crotti, presidente del Consiglio degli Studenti – va ad impattare pesantemente sulla possibilità degli studenti di programmare la propria sessione d'esame, provocando potenzialmente disagi enormi soprattutto agli studenti borsisti. Visto che l'obiettivo della protesta è il Ministero e non noi, l'invito che ci sentiamo di fare ai docenti è quello di comunicare almeno ai propri studenti la loro adesione di modo di ridurre al minimo i disagi".

 

A muoversi è anche il rettore di Trento Paolo Collini che proprio oggi ha inviato una lettera agli studenti nella quale spiega quali interventi saranno assunti per evitare che lo sciopero danneggi o ritardi le carriere universitarie. Fatto salvo che lo sciopero deve avvenire nel rispetto delle regole degli scioperi nei servizi pubblici e sotto la vigilanza della Commissione nazionale di garanzia sugli scioperi, si è cercato di condividere con i Dipartimenti e i Centri alcune regole per garantire la possibilità per tutti di sostenere gli esami e soprattutto a coloro che sono in procinto di laurearsi, evitando che lo sciopero determini uno slittamento del conseguimento del titolo.

 

“Provvederemo – ha spiegato in una nota Paolo Collini - a riprogrammare gli appelli degli esami che fossero annullati a causa dello sciopero in tempo utile per il conseguimento del titolo di studio alle date già stabilite. In alcuni casi limite e limitatamente ai corsi di studio di I livello, sarà possibile sostenere la prova finale in difetto di alcuni esami che risultassero posticipati a causa dello sciopero a dopo la data della prova finale. Ovviamente l’ottenimento del titolo sarà comunque condizionato al superamento, nella sessione estiva,  di tutte le prove previste dal piano degli studi. Si terrà conto inoltre delle tempistiche stabilite dell’Opera Universitaria per la verifica del merito ai fini della conferma della borsa di studio”.

 

In caso di appelli d'esame annullati, spiega ancora il rettore “Ci impegneremo a dare comunicazione a tutti gli iscritti all’appello della nuova data per il sostenimento dell’esame entro 24 ore dalla data dell’appello annullato. Normalmente, tra la data dell’esame annullato e il nuovo appello sarà lasciato un tempo congruo, pari a circa 14 giorni”.

 

Si provvederà poi anche a rendere noto tramite il calendario appelli di Esse3 le informazioni riguardanti gli appelli annullati, inserendo un’apposita nota per ogni appello interessato. Inoltre, non appena l’appello sarà stato riprogrammatoi, tutti gli iscritti al tale appello riceveranno tramite Esse3 una notifica automatica nella propria casella mail di ateneo, nella quale sarà indicata la nuova data di svolgimento dell’appello.

 

“Alcuni disagi saranno inevitabili – ha concluso Collini - ma l’augurio è che questi possano essere contenuti e che lo sciopero non costituisca un ostacolo alla normale evoluzione della carriera di ogni studente dell’Ateneo”.

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