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L’Università scavalca la 'Tampon tax'. A Trento l’efficace iniziativa degli studenti: “Prendi e lascia un assorbente"

L’iniziativa promossa da UNITIN che permette alle ragazze di procurarsi gli assorbenti ad un prezzo agevolato. “Un progetto basato sul libero scambio, sperando di venire incontro alle esigenze delle studentesse e di sensibilizzare sull'esistenza di questo problema"

Di Lucia Brunello - 14 novembre 2019 - 21:28

TRENTO. Durante l’arco della sua vita, una donna ha in media 520 cicli mestruali e consuma almeno 12 mila assorbenti. Il prezzo di ogni confezione si aggira intorno ai 4 euro, ed è tassata al 22% poiché considerato ancora come bene di lusso e non di prima necessità.

 

L’originale iniziativa “It’s just a period” è nata dalla volontà da parte del presidente del consiglio studenti e dai rappresentanti di UNITIN, associazione studentesca dell’Università di Trento, di agire di fronte alla proposta bocciata dal parlamento di abbassare l’Iva sugli assorbenti.

 

Il progetto è partito lo scorso lunedì 11 novembre e, ad ora, sono 8 i bagni interessati in tutto l'ateneo, uno per ogni dipartimento. Il meccanismo è molto semplice ed intuitivo: qualora ogni ragazza avesse bisogno di un assorbente, potrà usufruire di quelli messi a disposizione nei bagni, impegnandosi a riportarne uno quando le sarà possibile. Un efficace meccanismo in grado di autoalimentarsi, di venire incontro alle esigenze delle studentesse e di sensibilizzare sull’esistenza di questo grande problema che la nostra società sembra spesso dimenticare.

 

Nonostante l’iniziativa sia appena stata lanciata, il responso ricevuto in queste prime giornate è stato decisamente positivo: una studentessa ha voluto donare tre pacchi di assorbenti e, solo il secondo giorno dal suo esordio, nel bagno del dipartimento di Povo ce ne erano già di nuovi.

 

Sono davvero significativi i segnali come questo lanciati dai giovani, che si dimostrano attivi e sensibili di fronte a tematiche che in Italia non vengono affrontate adeguatamente. Basti pensare che negli scorsi anni la Francia ha portato l’imposta dal 20% al 5.5%, l’Olanda al 6%, in Inghilterra è stata ridotta dal 17,5% al 5,5%, mentre l’Irlanda e Canada l’hanno invece addirittura abolita. 

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