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Coronavirus, ''Tra poco più di un mese partiamo con i test salivari, affidabili come quelli molecolari'', il Cibio allestisce il laboratorio e avvia il reclutamento del personale

Già impegnato nella prima ondata di Covid-19, si è lavorato in Cibio per costruire un modello di rilevamento e di indagine più strutturato a carattere più "industriale" per potenziare ulteriormente la capacità di screening del Trentino. La Provincia ha stanziato oltre un milione di euro per il progetto

Di Luca Andreazza - 12 dicembre 2020 - 22:17

TRENTO. Il centro di ricerca del Cibio lavora per attrezzare il laboratorio destinato a processare i test salivari. E' la nuova arma per affrontare l'emergenza coronavirus. "Siamo in fase di allestimento della struttura e inizia a breve anche il reclutamento del personale. A regime - dice il virologo Massimo Pizzato - si può arrivare all'analisi di 3 mila tamponi ogni giorno e con il livello di affidabilità dei molecolari".

 

L’avvio del nuovo sistema diagnostico è prospettato da Azienda provinciale per i servizi sanitari e Cibio in "poco più di un mese". "C'è anche l'obiettivo della prototipazione di un sistema di raccolta dei test - aggiunge Pizzato - che potranno essere eseguiti dalle stesse persone, senza l’ausilio di personale medico".

 

Già impegnato nella prima ondata di Covid-19, si è lavorato in Cibio per costruire un modello di rilevamento e di indagine più strutturato a carattere più "industriale" per potenziare ulteriormente la capacità di screening del Trentino. Il primo annuncio è di inizio novembre e da allora si sono messe in pista le risorse per raggiungere questo obiettivo (Qui articolo).

 

Il responsabile del laboratorio del Cibio di Mattarello per i test salivari, ha fornito dettagli sulla nuova tipologia di diagnosi. “Non si tratta - chiarisce il virologo - di un test rapido ma di una vera e propria analisi molecolare, con cui condivide la stessa metodologia. Cambia la sostanza organica analizzata alla ricerca dell'Rna virale. Nei molecolari preleviamo il materiale biologico rinofaringeo, tramite l'inserimento di un bastoncino nelle narici. Nei nuovi testi preleveremo la saliva dalla bocca".

 

Un test che dovrebbe garantire la stessa precisione del molecolare. "L'affidabilità è del tutto associabile. In ogni caso i test salivari - spiega Patrizio Caciagli, specialista di igiene e patologia clinica - benché siano più facili da gestire e garantiscano velocità alla diagnosi, non sostituiranno i tamponi veloci, ma contribuiranno all’analisi e al tracciamento degli individui sospetti”. Il nuovo sistema diagnostico si abbinerà quindi ai test molecolari".

 

E' necessario però aspettare almeno un mese. "Il progetto - continua Pizzato - richiede ancora qualche settimana per essere messo in opera. In parallelo, all’allestimento del laboratorio che richiede macchinari specifici, stiamo portando avanti la ricerca sulla raccolta del campione, così da arrivare ad un prototipo. E questo grazie al contributo importante delle aziende medicinali trentine, il cui obiettivo, una volta individuato il prototipo, è di arrivare alla certificazione dal parte delle autorità sanitarie".

 

La Provincia di Trento ha stanziato oltre un milione di euro per sostenere il progetto di ricerca che potrebbe portare a concrete ricadute soprattutto in tema di salute pubblica e, possibilmente, anche economiche per le aziende di casa. "Crediamo tantissimo in questo progetto - commenta il presidente Maurizio Fugatti - e siamo orgogliosi che nel piccolo Trentino operino studiosi e centri di ricerca in grado di sviluppare in tempi stretti e in una situazione difficile, dei progetti di ricerca cosi avanzati. Il nostro territorio è all'avanguardia e questa sperimentazione viene vista con interesse dall'Istituto superiore di sanità e dalla Protezione civile".

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