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Il nuovo robot cognitivo per i lavori in ambito industriale e sanitario sviluppato a Rovereto, ecco 'Robee'

Robee, il primo robot umanoide cognitivo “made in Italy”, pensato come supporto per i lavori più usuranti e ripetitivi, è stato portato al Polo Meccatronica a Rovereto, dove il laboratorio di Prom Facility stamperà in 3D alcune sue componenti, come mano, collo e la “corazza” esterna

Di Francesca Cristoforetti - 23 dicembre 2021 - 19:36

ROVERETO. “Robee”, il primo robot umanoide cognitivo “made in Italy” ha trovato casa al Polo Meccatronica a Rovereto, l’hub hi-tech 4.0 di Trentino Sviluppo. Oversonic, l’azienda brianzola creatrice specializzata in tecnologia robotica avanzata, ha aperto qui una sede operativa e di ricerca, appoggiandosi alle competenze del laboratorio Prom Facility per stampare in 3D alcune componenti del robot, in particolare la mano, il collo e la “corazza” esterna. Robee è stato pensato infatti per supportare gli operatori nei lavori più usuranti e ripetitivi in ambito industriale e sanitario.

 

“Per Trentino Sviluppo – osserva il direttore generale Marco Baccanti - un’ulteriore conferma del successo della formula di Polo Meccatronica. Grazie alla combinazione tra attività di ricerca, prototipizzazione e formazione, e alla presenza di imprese meccatroniche di grandi e piccole dimensioni, nonché di startup innovative, si crea un ecosistema specializzato in grado di accelerare sviluppo, innovazione e competitività di ogni attività insediata. Una realtà che si è dimostrata molto attrattiva per aziende come Oversonic”.

 

Robee replica meccanicamente ed esteticamente la struttura del corpo umano: alto 170 centimentri, per 70 chilogrammi di peso, è dotato di braccia complete di dispositivi di presa, una mano e una pinza meccanica, con 40 giunti mobili che gli consentono di muovere le articolazioni ed eseguire azioni meccaniche. Azioni che RoBee, al pari degli esseri umani, è in grado di svolgere autonomamente: attraverso un complesso sistema di telecamere e sensori naviga agevolmente gli spazi, muovendosi su ruote omnidirezionali. Inoltre, assistito dall’intelligenza artificiale e da un’interfaccia vocale, sa riconoscere persone e oggetti e sa interagire vocalmente, adottando di volta in volta il comportamento più adatto alla situazione e all’interlocutore. 


“Il layout umanoide serve proprio a questo, ad agevolare il rapporto quasi sociale tra l’uomo e la macchina – spiega Fabio Puglia, co-founder e presidente di Oversonic – dopo due anni di progettazione, siamo entrati nella fase di sperimentazione con l’obiettivo di arrivare nei primi mesi 2022 con un prodotto certificato, adatto alle esigenze del mercato. Attualmente le sue principali applicazioni sono nei settori industriale e medico-sanitario, ma le potenzialità sono molteplici. Il programma del nostro insediamento prevede, a tal proposito, un ampliamento del team: ricerchiamo in particolare ingegneri specializzati in ambito meccanico, elettronico e informatico”.

 

Pensato per affiancare le persone nei lavori più usuranti, ripetitivi e pericolosi per la salute, Robee, è stato progettato per interagire fisicamente con l’uomo negli spazi di lavoro. Lavora memorizzando e processando una mole potenzialmente infinita di dati raccolti mediante una evoluta piattaforma cloud di data analytics.

 

“È un robot estremamente cognitivo – prosegue il co-founder e presidente di Oversonic– in grado di interagire con l’ambiente circostante e di sviluppare attività che siano assolutamente assimilabili a quelle di un operatore, affiancandosi al meglio e ottimizzando le attività umane, dando assistenza e sostituendo l’operatore nelle attività più pericolose e ripetitive”.


Al suo interno, anche alcune componenti, il collo, la mano e le scocche, sono state stampate in 3D in nylon e poliuretano nel laboratorio Prom Facility di Rovereto.

 

“Queste sono tecnologie che nei prossimi anni ci porteranno a grandissime sorprese e grandissimi sviluppi – sostiene Puglia – è un percorso estremamente lungo che porterà questi oggetti a convivere con noi quotidianamente sempre di più”.

 

Il co-founder e Ceo Paolo Denti sottolinea che “l’insediamento al Polo Meccatronica rappresenta per Oversonic l’occasione di operare all’interno di un contesto che valorizza l’innovazione – sostiene – in contatto costante con aziende ed enti di ricerca. Da parte nostra c’è la volontà di instaurare un dialogo proficuo con il territorio, portando le opportunità offerte dalla robotica, tecnologia su cui oggi nel Triveneto investe un’impresa su cinque, una su due tra quelle già orientate al modello 4.0”.

 

Oversonic Robotics è “una start-up fondata un anno fa a Besana in Brianza – conclude Puglia – ci occupiamo di robotica umanoide e cognitiva. Siamo arrivati a Rovereto perché il Polo di Meccatronica rappresenta un importante bacino di contatti e tecnologie, di opportunità innovative per poter proseguire il nostro progetto”.

 

 

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