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Vaccini, al via i monitoraggi sulla risposta immunitaria. Iss: "Studi sulla popolazione generale e sulle Rsa". Coinvolta anche Fbk

L'Istituto superiore di sanità dà avvio a due progetti per studiare la risposta immunitaria al vaccino anti-Covid. Il primo coinvolgerà 2000 persone per ogni tipologia, rivolgendosi alla popolazione generale. Il secondo, invece, punta a monitorare gli effetti su 5000 anziani delle Rsa

Pubblicato il - 18 marzo 2021 - 12:34

TRENTO. Due studi per monitorare la risposta immunitaria post-vaccino. L'Istituto superiore di sanità ha annunciato l'avvio di due diverse ricerche sulla popolazione generale e sulle Rsa finalizzate a capire gli effetti immunologici delle vaccinazioni anti-Covid. La campagna vaccinale, notevolmente rallentata dalle forniture e dalla vicenda AstraZeneca, rappresenta infatti la prima soluzione al contenimento della pandemia e possedere dati sugli effetti diventa decisivo. 

 

Il primo studio, come detto, si rivolge ad una platea più vasta. Per studiare la risposta immunitaria indotta dalla vaccinazione, sia dal punto di vista “umorale”, cioè delle molecole che circolano nell'organismo come gli anticorpi, sia da quello cellulare, l'Iss ha avviato una ricerca “longitudinale multicentrica su adulti sani e anziani fragili vaccinati con diverse tipologie di vaccino anti-Covid-19”.

 

Il monitoraggio, che coinvolgerà 8 centri ospedalieri universitari a Roma, Milano, Bologna, Legnano, Foggia, Genova, Palermo e Padova, e che è stato progettato in base ad un documento ministeriale per la raccolta dei dati, conterà anche sulla collaborazione della Fondazione Bruno Kessler, impegnata nel disegno campionario e nelle analisi matematico-statistiche. Svolto su un campione di 2000 individui per ognuno dei vaccini attualmente disponibili, comprenderà come detto due gruppi di soggetti: quelli relativamente sani tra i 30 e i 65 anni e quelli fragili che hanno più di 65 anni (per fragili si intende con almeno 2 comorbidità).

 

Ma cosa cercherà di scoprire questo studio? L'obiettivo è di monitorare la risposta anticorpale indotta dalla vaccinazione nonché la sua durata. Il dosaggio del titolo anti-corpale sarà effettuato a 1, 6 e 12 mesi dalla vaccinazione, mentre ad un anno dalla vaccinazione sarà misurata la risposta cellulo-mediata. I dati raccolti forniranno informazioni sulla quantità e la qualità della risposta immunitaria dai diversi vaccini nei diversi soggetti e, in via preliminare, offrirà utili dati sull'efficacia dei vaccini nel proteggere dall'infezione e/o dalla malattia.

 

Oltre a questo studio, come detto, ne verrà condotto un altro nelle Rsa. Grazie alla collaborazione della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) è stata infatti avviata la ricerca GeroVax, finalizzata a valutare efficacia, sicurezza e durata delle vaccinazioni anti-Covid-19 nel contesto delle case di riposo sugli anziani più fragili nei quali la risposta immunitaria potrebbe essere alterata o inferiore.

 

I soggetti già coinvolti sono stati oltre 300 in 26 strutture di Lombardia, Calabria, Sicilia, Toscana e Veneto. Lo studio, nondimeno, ha monitorato l'efficacia dei vaccini ricevuti da questi anziani, così come i successivi accessi in Pronto soccorso, i ricoveri in ospedale e la mortalità nei 12 mesi seguenti alla vaccinazione. In un ampio gruppo di partecipanti sarà poi valutata anche la durata della protezione vaccinale, misurando la produzione di anticorpi specifici e l'immunità cellulo-mediata fino a 12 mesi dalla prima dose.

 

Il target punta a raggiungere i 5000 residenti in 90 Rsa di 10 regioni italiane, facenti parte della rete del progetto GeroCovid Rsa promosso appunto dalla Sigg., unico in Europa e nato già nel marzo 2020 per raccogliere dati sulla situazione reale degli anziani più esposti alla minaccia Covid. Ma qual è attualmente la situazione?

 

Ad oggi, gli anziani “arruolati” sono oltre 2400 in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Lazio e Calabria. Per lo studio, questi soggetti verranno monitorati sulle eventuali reazioni avverse al vaccino nei primi 7 giorni dalla somministrazione e sull'efficacia del vaccino. Per quest'ultima, si raccoglieranno i dati a 6 e 12 mesi di distanza dalla prima dose, sugli accessi in Pronto soccorso, sui ricoveri in ospedale e sulla mortalità.

 

Inoltre, su un campione di 779 anziani sarà valutata la produzione di anticorpi prima del vaccino e a distanza di 2,6 e 12 mesi dalla prima dose. In 40 pazienti, infine, sarà misurata anche la risposta immunitaria cellulo-mediata a 12 mesi dal vaccino. In questo mondo sarà possibile stimare la durata della protezione vaccinale negli anziani più vulnerabili.

 

“La distribuzione del vaccino anti-Covid è stata pianificata per coprire in via prioritaria le Rsa, che sono state duramente colpite dall'emergenza Coronavirus – spiega Graziano Onder, promotore del progetto GeroVax e direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamo dell'Istituto superiore di sanità – non esistono a oggi dati sull'efficacia clinica e la durata della protezione vaccinale nei residenti di queste strutture, una particolare popolazione in cui la risposta immunitaria al vaccino potrebbe essere alterata dall'elevata fragilità clinica”.

 

“L'indagine GeroCovid Rsa è stata avviata quando si moltiplicavano i casi delle Rsa travolte dall'emergenza, censite a maggio dall'Istituto superiore di sanità in un rapporto nazionale sul contagio da Covid – gli fa eco Raffaele Antonelli Incalzi, coordinatore del progetto GeroVax per Sigg – l'utilizzo di una rete già esistente offre chiari vantaggi in termini di tempi, organizzativi e di gestione, e semplifica il sistema di raccolta dati già attivo, grazie al supporto di Blue Companion France che ha realizzato un'infrastruttura tecnologica che consente l'immissione e l'archiviazione diretta dei dati, in assoluto anonimato e sicurezza. La partecipazione al nuovo studio dell'Iss è un'ulteriore sforzo nella direzione di comprendere al meglio la portata della malattia nel setting assistenziale delle Rsa e soprattutto definire l'efficacia della protezione vaccinale, colmando lacune di conoscenza fondamentali per la corretta gestione della popolazione anziana più vulnerabile”.

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