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Vaccini Covid e mancanza di comunicazione tra Regioni: Fbk al lavoro con il governo per garantire “interoperabilità fra territori”. Traverso: “Nel Pnrr fondi per 2miliardi”

Le difficoltà riscontrate dagli utenti nella comunicazione dell’avvenuta vaccinazione anti-Covid tra diversi territori vanno inquadrate in una problematica più ampia e strutturale nel nostro Paese, problematica che ora il Ministero per la transizione digitale punta a risolvere con l'aiuto della Fondazione Bruno Kessler

Di Filippo Schwachtje - 17 gennaio 2022 - 05:01

TRENTO. “Le Regioni non comunicano tra loro i dati relativi alle vaccinazioni effettuate in territori diversi”. È questa in sostanza la problematica che diversi cittadini hanno riportato negli scorsi giorni a il Dolomiti, tra chi ha visto sparire una delle dosi ricevute all’hub di San Vincenzo, come il giornalista de La Stampa Fabrizio Goria (Qui Articolo), a chi a distanza di mesi non ha ancora visto aggiornato il proprio fascicolo sanitario regionale dopo ben due dosi effettuate in un altro territorio (Qui Articolo): “Si tratta di mancanza di interoperabilità fra le diverse Regioni e Province autonome, non è un problema ‘nuovo’ nel nostro Paese, ma sicuramente è stato messo in evidenza dall’emergenza Covid-19”. A parlare è il direttore della Strategia di marketing e di Sviluppo Business della Fondazione Bruno Kessler Paolo Traverso, al lavoro con un team di esperti in Fbk insieme al Ministero della Transizione digitale proprio per risolvere, tra le tante, anche questa problematica, grazie a circa 2 miliardi di euro messi a disposizione dal Governo all’interno del Pnrr.

 

“Facendo un esempio pratico – spiega Traverso, già direttore per anni del Center for Information Technology di Fbk – per un residente in Trentino non è automatico veder aggiornati i propri dati dopo una visita in un altro territorio. Come detto però, si tratta di un problema di interoperabilità più che di una difficoltà nella raccolta dei dati all’interno dei territori stessi”. Certo, dice Traverso, ci sono Regioni in Italia dove le informazioni sanitarie vengono ancora raccolte in forma cartacea, ma in Trentino per esempio: “La digitalizzazione di queste procedure è già attiva da una quindicina d’anni”. Il problema però rimane: cosa si può fare se a mancare è la comunicazione? All’interno del Pnrr, dice Traverso, sono stati messi a disposizione circa 2 miliardi di euro per raggiungere tre macro-obiettivi per la digitalizzazione nell’ambito sanitario: “Innanzitutto è necessario portare tutto il Paese ad un livello accettabile di informatizzazione. A quel punto però si deve rendere possibile la condivisione di quei dati in un fascicolo sanitario elettronico in grado di raccogliere i risultati di esami, visite, analisi e via dicendo eseguiti su tutto il territorio nazionale”.

 

Il terzo ambito nel quale si riverseranno i fondi del Pnrr invece riguarda la tele-medicina e la raccolta dei “dati personali” dei pazienti, di quelle informazioni quindi che il paziente stesso fornisce grazie al monitoraggio delle proprie condizioni. “Si tratta in questo caso di una procedura pensata per chi soffre di malattie croniche – dice Traverso – ma fondamentale anche nell’ambito della prevenzione. Grazie a tele-monitoraggio, tele-controllo e tele-medicina sarà possibile garantire servizi migliori ai cittadini nell’ottica di una medicina di iniziativa e personalizzata”. Una prospettiva che in Trentino, proprio grazie ad una collaborazione tra Fbk, Apss e Provincia, è già stata approfondita con la nuova app TreC+ (Qui Articolo), uno spazio virtuale personale dove organizzare tutte le proprie ricette, vedere gli esiti degli esami, prenotare le visite specialistiche e via dicendo. “Allo stesso tempo – aggiunge Traverso – investendo in questi tre macro-obiettivi sarà possibile fornire servizi più efficaci e ridurre i costi, prescrivendo ad esempio visite più ‘mirate’”.

 

Insomma: le difficoltà riscontrate dagli utenti nella comunicazione dell’avvenuta vaccinazione anti-Covid tra diversi territori vanno inquadrate in una problematica più ampia e strutturale nel nostro Paese. “Grazie ai fondi del Pnrr – dice l’esperto di Fbk – questo è il momento per risolvere la mancanza di interoperabilità fra territori e ristrutturare l’architettura della gestione dei dati a livello nazionale. Ci vorranno sì nuove strutture, anche centralizzate, ma senza dimenticare quanto di buono fatto finora nei vari territori. Puntiamo ad arrivare al più presto ad avere dati finalmente accessibili nella modalità corretta in tutto il Paese e poi addirittura a livello europeo, dove già esiste un progetto di ‘data spaces’ comuni: più la raccolta di informazioni si allarga più aumenta la precisione nel campo medico. Pensiamo per esempio alla valutazione dell’impatto di una terapia farmacologica, per ridurre al minimo l’incertezza statistica è necessaria non solo una grande quantità di dati ma anche la loro diversificazione”. Proprio per questo, il ministro della Transizione digitale Vittorio Colao ha contattato Fbk: “Abbiamo competenze molto forti nell’Intelligenza artificiale e nell’analisi dei dati – conclude Traverso – ma anche conoscenze raccolte direttamente sul campo in ambito sanitario. La ricerca non può essere estranea alla competenza nei problemi che punta a risolvere”. 

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