La prima "super tac" italiana (la seconda d'Europa): diagnosi in meno di dieci secondi, radiazioni ridotte del 70% e immagini ad altissima definizione
Il suo costo è di 2,5 milioni di euro ed è il secondo modello in tutta Europa, il primo si trova in Olanda. Questa nuova tecnologia consente di ridurre drasticamente i tempi di attesa per la diagnosi, oltre a garantire scansioni molto più dettagliate riducendo anche la quantità di radiazioni emesse

PESCHIERA DEL GARDA. L'Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda ha fatto un passo da gigante nella diagnostica medica, diventando il primo ospedale in Italia a utilizzare la più avanzata tecnologia oggi disponibile nel campo della diagnostica per immagini mediante tac. La Naetom Alpha.Prime è la più avanzata tac che utilizza la tecnologia di conteggio fotonico (Photon Counting Ct), dotata di intelligenza artificiale, che produce immagini ad altissima risoluzione in meno di dieci secondi.
Questa nuova tecnologia consente di ridurre drasticamente i tempi di attesa per la diagnosi, unendo la rapidità dei risultati a una qualità dell'immagine che, fino ad oggi, non era mai stata raggiunta. La "Super-tac", oltre a garantire scansioni molto più dettagliate, riduce anche la quantità di radiazioni emesse, offrendo un grande vantaggio in termini di sicurezza per i pazienti.
Prodotta dalla Siemens, il suo costo di 2,5 milioni di euro ed è il secondo modello in tutta Europa, il primo si trova in Olanda.
Il macchinario, che è già attivo da un paio di mesi, ha esaminato fino ad oggi circa 300 pazienti: offre immagini ad altissima risoluzione, capaci di visualizzare dettagli anatomici anche a livello microscopico. Dalla visualizzazione dei complessi organi interni fino a strutture di dimensioni piccolissime, come la catena ossiculare dell'orecchio medio.
Inoltre, grazie alla tecnologia avanzata, le radiazioni a cui il paziente è esposto vengono ridotte fino al 70%, aumentando la sicurezza durante la scansione. Anche il mezzo di contrasto viene utilizzato in quantità inferiore, riducendo i potenziali rischi di effetti collaterali.
Un altro aspetto importante è che questa tecnologia può essere utilizzata anche su pazienti con gessi, protesi o indumenti, senza compromettere la qualità dell'esame, ed è progettata per supportare pazienti fino a 190 chili.
Inoltre, grazie alla sua capacità di ridurre la quantità di contrasto, è particolarmente indicata anche per persone con insufficienza renale, offrendo una soluzione sicura per questa tipologia di pazienti.
La tecnologia dell'apparecchiatura consente di effettuare diagnosi precoci e precise anche in ambiti clinici complessi come oncologia per una valutazione accurata della stadiazione e della risposta alle terapie, pneumologia per un approfondito studio del parenchima polmonare in ambito oncologico e funzionale, urologia per la diagnostica precoce e la stadiazione delle patologie renali e delle vie urinarie, apparato gastrointestinale per lo studio delle malattie infiammatorie e delle patologie neoplastiche, apparato vascolare per una valutazione dettagliata delle patologie degenerative delle pareti e la pianificazione dei trattamenti, neurologia e apparato scheletrico per lo studio preciso dei segmenti scheletrici in caso di malattie traumatiche e degenerative.
Al momento, l'esame non è ancora coperto dal Servizio Sanitario Nazionale. È gratuito solo per i pazienti ricoverati o per quelli con casi particolarmente complessi, che non possono essere risolti con le tecnologie tradizionali. Per i pazienti in regime ambulatoriale, invece, l'esame è a pagamento.












