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Kabobo Expedition, anche il Muse in viaggio nelle ultime zone inesplorate di foresta in Congo

Nel corso dell’esplorazione verrà utilizzato “Gene”, il nuovo sistema che rivoluzionerà l'esplorazione biologica 

Pubblicato il - 12 febbraio 2017 - 11:55

TRENTO. Identificare e preservare quanto possibile del pianeta per un futuro auspicabilmente migliore, in cui l’uomo avrà saputo trovare un modello di sviluppo che non comprometta i sistemi ecologici di base, che garantiscono la vita sulla terra per come la conosciamo, uomo incluso. Questo l'obiettivo della Kabono Expedition che vede protagonisti un team di ricerca del Muse e dell’Università di Verona.

 

L’hotspot di biodiversità “Eastern Afromontane” è una delle 35 aree biologicamente più ricche e minacciate del Pianeta. Nonostante l'importanza globale della regione ci sono aree biologicamente ancora inesplorate. Spesso si tratta di piccoli frammenti isolati di foresta: non è il caso della regione di Kabobo, nella Repubblica Democratica del Congo, che si estende per circa 100 km lungo la sponda occidentale del lago Tanganica e che rappresenta il più vasto tratto isolato e quasi completamente inesplorato di foresta montana nel Congo orientale.

 

Dal 1960 questo spazio è stato rifugio di milizie armate che hanno combattuto contro il governo. Solo oggi è possibile investigare questa grande foresta che, data la sua posizione geografica e l’isolamento millenario, probabilmente ospita numerose specie nuove per la scienza, inclusi vertebrati. La regione è stata identificata come un’importante area dove trovare uccelli e grandi mammiferi come elefanti di foresta, scimpanzé, bufali, bongo, potamocheri e ilocheri. Pochissimo invece si sa dei piccoli mammiferi, dei rettili e degli anfibi, tra i quali è probabile si nascondano numerose specie nuove per la scienza.

L’obiettivo principale di Kabobo Expedition è definire con precisione il valore biologico del massiccio di Kabobo e la sua unicità biologica, investigando le aree geograficamente distanti da quanto già conosciuto e addentrandosi in luoghi mai prima campionati. Il fine ultimo è di spingere sia la comunità scientifica internazionale, sia le autorità locali a fare il possibile per trasformare le numerose riserve presenti, nel parco nazionale proposto di Ngamikka.

 

Nel corso dell’esplorazione verrà utilizzato “Gene”, il nuovo sistema per estrarre, amplificare e sequenziale il DNA fuori da un ambiente controllato, messo a punto da un team di ricerca del MUSE e dell’Università di Verona nel 2015. Si manderà la sequenza di DNA via satellite al database (che contiene oltre 10,000 sequenze uniche di anfibi in Africa) o alla GenBank per verificarne la similarità genetica. Questa rapida diagnosi molecolare permetterà di comprendere il significato delle ricerche in tempo reale. Questo laboratorio portatile porta l’analisi molecolare direttamente sul campo, rivoluzionando l’esplorazione biologica.

 

 

#KABOBOESPEDITION (quasi) in diretta

 

Kabobo Expedition è anche online: per tutta la durata del viaggio sarà possibile seguire gli aggiornamenti sull’evoluzione del progetto attraverso video, immagini e grazie al racconto di un membro dello staff. Il reportage di Kabobo Expedition sarà raccolto in tempo reale in un blog, www.easternafromontane.org.

Sui canali Facebook (@museotrento), Twitter (@MUSE_Trento) e Instagram (@museomuse) sarà possibile scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo sulla spedizione, condividere e porre domande, trovare informazioni e curiosità sul progetto.

 

I membri della spedizione
Coordinamento

Michele Menegon (MUSE Museo delle Scienze)

Deo Kujirakwinja (WCS - Wildlife Conservation Society)

 

Esplorazione biologica

Michele Menegon (MUSE)

Marina Moreno (MUSE)

Guillain Mitamba (WCS)

Emmanuel Muhindo (WCS)

Arcel Bamba (WCS)

 

GENE

Massimo Delledonne (Università di Verona)

Ana Rodriguez Prieto (MUSE)

Documentazione

Simone Pecorari

Claus Dettelbacher

Anna Sustersic

Trasporto

Papy Nkulu (WCS)

Celestin Mussa Katontoka (WCS)

 

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