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Cosa succede al cervello quando si allerta l'attenzione? A Trento trovata la risposta

I risultati dello studio condotto dai ricercatori del Centro Mente e Cervello dimostra che il cervello attribuisce in modo dinamico delle priorità alle informazioni che in quel momento sono rilevanti: un processo che avviene in modo estremamente rapido. Lo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience

L'esperimento del Centro Mente e Cervello dell'Università di Trento (foto Giovanni Cavulli)
Pubblicato il - 13 ottobre 2016 - 11:05

TRENTO. Il Centro Mente e Cervello (CiMeC) dell’Università di Trento ha presentato sulla prestigiosa rivista Journal of Neuroscience cosa succede nel nostro cervello quando entra in gioco l'attenzione.  

 

I ricercatori – Daniel Sebastian Kaiser, Nikolaas Oosterhof e Marius Peelen – sono riusciti a fotografare il comportamento della mente quando svolgono attività complesse e deve di conseguenza selezionare informazioni, reazioni e comportamenti che richiedono grande attenzione e velocità.

 

"Quando apriamo gli occhi e osserviamo un oggetto davanti a noi – spiegano i ricercatori del CiMeC – il nostro cervello impiega una frazione di secondo per riconoscere la categoria a cui l’oggetto appartiene. Ad esempio un’automobile. Nella maggior parte delle situazioni quotidiane, quando cioè guidiamo in città, attraversiamo la strada o guardiamo le vetrine dei negozi, ci sono molti oggetti davanti a noi. Abbiamo voluto indagare come il cervello si comporti in queste circostanze utilizzando una tecnologia sofisticata. La condizione interna dell’osservatore determina in modo decisivo cosa viene visto e cosa viene ignorato nella percezione del mondo reale. Questo studio apre nuove prospettive negli studi sull'attenzione e sulla concentrazione".

 

La tecnologia impiegata durante l’esercizio per monitorare l’attività cerebrale dei partecipanti è avvenuta attraverso la magnetoencefalografia (Meg), una tecnica di imaging biomedico funzionale, che si basa sulla misurazione dei campi magnetici prodotti dall'attività elettromagnetica dell'encefalo.

 

Grazie a questa tecnica si sono potute osservare in ogni millisecondo le fluttuazioni magnetiche causate dalle variazioni dell’attività cerebrale. Proprio questa estrema precisione nel descrivere i cambiamenti temporali che avvengono nel cervello costituisce il grande vantaggio dell’impiego di questa apparecchiatura. 

 

Se siamo al volante è importante, infatti, individuare immediatamente gli ostacoli potenzialmente pericolosi. Per esempio non è necessario cogliere tutti i particolari di un pedone che attraversa la strada, ciò che conta infatti è quanto siamo veloci nel riconoscerlo come potenziale pericolo per evitare frenando o sterzando. Del resto, quando si guarda al mondo circostante, la mente umana seleziona costantemente le informazioni rilevanti in mezzo ad altre a cui viene attribuito meno valore.

 

I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti allo studio di osservare centinaia di fotografie che ritraevano scene di vita reale e di individuare in ognuna di esse persone o automobili tra dozzine di altri oggetti.

 

Lo studio ha rivelato che ciò che i volontari stavano attivamente cercando (come per esempio le automobili) si rifletteva nei segnali cerebrali in modo estremamente rapido, nell'arco di 200 millisecondi, come se l’oggetto fosse stato visto e riconosciuto nel suo insieme, staccato dal contesto.

 

Sorprendentemente, al contrario, quando i volontari hanno rivisto la stessa scena più tardi, ma stavano ora cercando altro, come le persone, la risposta neurale veloce alla presenza di auto (ora considerate irrilevanti) non c’era più. Come se le auto non fossero state effettivamente presenti nell'immagine.

 

Questi risultati dimostrano che il cervello attribuisce in modo dinamico delle priorità alle informazioni che in quel momento sono rilevanti e che questo processo avviene in modo estremamente rapido.
 

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