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Progetto Manifattura, in stallo l'opera da 44 milioni. Olivi: "Intanto ripartiamo dalla riqualificazione dei vecchi edifici dell'ex tabaccheria". E per Meccatronica "avanti tutta"

L'ennesimo ricorso ha bloccato ancora il via all'opera e allora per non perdere i fondi Fas e quelli europei la giunta ha dato il via libera al recupero degli edifici di fine '800. Valore dell'opera 6,5 milioni di euro. E per Meccatronica Olivi ha risposto a Marta Farina: "Mancano i laboratori interdisciplinari ma entro l'anno partiranno i cantieri"

Sarà la vecchia struttura dell'ex Manifattura Tabacchi ad essere riqualificata e trasformata in Polo della Manifattura
Di Luca Pianesi - 04 febbraio 2017 - 18:55

ROVERETO. Progetto Manifattura, si riparte. E il futuro, questa volta, cerca sicurezze nel passato. Meccatronica, invece, avanti tutta. I lavori per i laboratori partiranno sicuramente entro l'anno. E' l'assessore Olivi a confermarcelo e a spiegarci che non è più tempo di restare fermi. In attesa che si sblocchi la matassa giudiziaria legata al maxi appalto che partiva (a base d'asta) da 44 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi capannoni produttivi del Progetto Manifattura, infatti, la giunta provinciale ha dato il via libera ai lavori di ristrutturazione dell'edificio storico del 1854 "delle Zigherane" e di alcuni altri edifici appartenenti al vecchio opificio tabacchi, tra i quali "l'Essicatoio" e l'edificio "Botti".

 

Lo abbiamo sentito per farci spiegare tutto e già che c'eravamo, forti della domanda lanciata da Marta Farina nostra lettrice (anzi "Cronista" visto che dopo l'iscrizione ha subito fatto la sua proposta di approfondimento) che qualche giorno fa chiedeva, sulla piattaforma Partecipa/ilDolomiti, come mai sia ancora fermo il cantiere dietro alla sede di Trentino Sviluppo, a Rovereto, gli abbiamo chiesto aggiornamenti anche sul Polo della Meccatronica.

 

 

"Lì tutto sta procedendo a gonfie vele - ha spiegato Olivi - è stata fatta la demolizione dei vecchi edifici e sono già stati portati molti dei macchinari che serviranno ai laboratori misti che andremo a realizzare all'interno. Laboratori misti perché? Perché verranno utilizzati dalle scuole, gli istituti tecnici e professionali, dall'Fbk, e quindi la ricerca, dall'Università, con le sue eccellenze, e dalle imprese. La filiera in questo modo si condenserà in un luogo unico. I migliori talenti potranno già entrare in contatto con realtà produttive e accademiche. Sicuramente entro l'anno i cantieri verranno aperti e si procederà alla realizzazione del lotto".

 

La Provincia nel "pacchetto meccatronica" ha investito circa 85 milioni di euro e già a fine 2013 è stato inaugurato quello che era il nuovo edificio produttivo. Ora la sfida è completare i lavori per i laboratori (6mila metri quadrati) che saranno il fulcro di tutta la ricerca aziendale. Tra i punti di forza della struttura è prevista la realizzazione di una clean room, e cioè una camera asettica, con atmosfera non contaminata. E negli anni la struttura si è popolata (ancora non completamente). Dal 2015 è operativo il centro di ricerche "Dana Mechatronics Technology Center" che si occupa in particolare di sistemi avanzati di trazione per veicoli fuoristrada e poi ci sono i laboratori di Ducati Energia, Bonfiglioli, Carl Zeiss, altre aziende e molte sturt-up anche trentine (noi avevamo incontrato Trilogis).

 

Con i laboratori l'incubatore, l'hub di quella scienza che fonde meccanica, elettronica e informatica andrà a completarsi. Quel che poi bisognerà fare sarà creare delle bisettrici che permettano ad aziende e sturt-up di intercettare il mercato. Trento (e quindi Rovereto), infatti, resta lontana dai grandi aeroporti, ha un bacino di utenza molto ridotto e le imprese del territorio sono poco attrezzate a recepire innovazioni e ad assorbire le tecnologie di alto livello che, invece, vengono realizzate nei centri di ricerca, dall'Università e dalle start-up. Ma la scommessa è sicuramente vincente.

 

 

Come interessantissima è la sfida di Progetto Manifattura. "Non si può più aspettare - commenta l'assessore Olivi - ormai ogni grosso appalto viene bloccato dai ricorsi e non c'è opera che non sia ostaggio del cannibalizzarsi reciproco tra imprese o di errori procedurali. E quindi ho chiesto di dare il via a un'operazione di reset". Il mega appalto, un'opera da 44 milioni di euro che col ribasso era stata aggiudicata per circa 37 milioni, è stato bloccato dopo che la cordata vincitrice (quella composta da Collini Lavori, Ediltione, Consorzio Lavoro Ambiente e Premetal) era stata esclusa perché uno dei tecnici del gruppo di progettazione aveva omesso di dichiarare una vecchia condanna penale (tra l'altro per questioni non attinenti alla progettazione).

 

A quel punto l'opera è passata di mano in mano fino alla terza classificata Intercantieri Vittadello di Padova salvo il sopraggiungere di un nuovo ricorso presentato, pochi mesi fa in Consiglio di Stato, dalla seconda classificata alla gara, Pessina Costruzioni (che era stata, a sua volta, esclusa per una mancanza nella documentazione della domanda). Tutto fermo, quindi, di nuovo. I 50 mila metri quadri sui quali dovevano essere costruiti i nuovi spazi, che andavano ad aggiungersi all'ex manifattura tabacchi di Rovereto sono stati subito rimessi in stand-by. Inoltre si sta sempre di più concretizzando il rischio di perdere i fondi Fas, quelli per lo sviluppo e la coesione stanziati dal ministero: 48,5 milioni che vanno in scadenza nel 2018

 

 

E allora ecco le soluzioni tecniche individuate. Trentino Sviluppo avvierà a brevissimo le procedure d'appalto per il recupero di due edifici appartenenti all'ambito storico della Manifattura Tabacchi: l'Essicatoio, di circa 2.500 metri quadrati, e il Magazzino Botti, 560 metri quadrati, per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, copertura finanziaria già garantita dai fondi provinciali e nella disponibilità di Trentino Sviluppo per le operazioni sugli asset produttivi. Saranno anche, a breve, appaltate opere per circa 5 milioni di euro di fondi Fsc (gli ex Fas appunto) e Fesr (Fondi europei di sviluppo regionale) per il recupero di un'ulteriore porzione dell'edificio storico principale, il cosiddetto delle "Zigherane", ed in particolare dell'ala nord-est risalente al 1854. 

 

Il budget verrà, come detto, attinto dai fondi Fsc già stanziati per i 50 mila metri quadri di cui parlavamo prima, mediante l'ottenimento di alcune economie sul progetto. Gli appalti di lavori potranno esser avviati a breve, in quanto il progetto definitivo delle opere è già munito di tutte le autorizzazioni. Nel complesso verranno investiti nel nuovo intervento oltre 6,5 milioni di euro. L'intervento permetterà a breve di mettere a disposizione delle aziende interessate ad insediarsi nell'incubatore di Rovereto altri 5 mila metri quadrati di spazi ufficio e produttivi, in aggiunta ai 7 mila già utilizzati. "La scelta - prosegue l'assessore alle attività produttive della Provincia Alessandro Olivi - è quella di aprire un nuovo cantiere che avrà ad oggetto l'edificio storico ripartendo dal progetto definitivo già approvato. Agendo in questo modo coniughiamo due elementi: da un lato acceleriamo l'espansione e il recupero di nuovi spazi per il progetto industriale complessivo legato all'incubatore, dall'altro ci assumiamo l'impegno di rigenerare la 'vecchia fabbrica', utilizzando delle economie già disponibili per valorizzare un edificio esistente".

 

"Inoltre è nostra intenzione di dar vita ad un team costituito prevalentemente da giovani - conclude l'assessore - imprenditori e non, per sviluppare nuove idee sui possibili utilizzi futuri del polo. Non solo e non più quindi una filiera monotematica sull'edilizia green ma una piattaforma di spazi e servizi a disposizione per nuove imprese e nuove professioni nel campo della mobilità sostenibile, dell'industria dello sport e di altri possibili settori in cui valorizzare le numerose nuove iniziative che Trentino Sviluppo sta sostenendo attraverso appositi bandi". Anche perché lo sguardo deve necessariamente andare oltre alla pura manifattura dopo che l'Istituto Europeo di innovazione e tecnologia ha sospeso la gara per assegnare il Kic (i poli europei che sviluppano un determinato ambito di ricerca).

 

E allora, oltre al tema dell'edilizia green e della sostenibilità degli edifici subentreranno altri filoni di sviluppo come quello sulla mobilità e delle tecnologie del tempo libero. Uno su tutti: quello della bikeconomics e delle bici elettriche di nuova generazione.

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